27: Sister Portrait, il nuovo corto di Sara Schiavone. Recensione

27: Sister Portrait, il nuovo corto di Sara Schiavone. Recensione

Veevelo Production ha curato la produzione esecutiva del nuovo cortometraggio documentario della regista Sara Schiavone, intitolato 27: Sister Portrait (Ventisette: Ritratto di Sorella).

Dettagli del cortometraggio Informazioni principali
Titolo originale 27: Sister Portrait (Ventisette: Ritratto di Sorella)
Regia e sceneggiatura Sara Schiavone
Cast principale Lucia Berini, Maria Berini, Chiara Casanova
Produzione esecutiva Veevelo Production (Alessandro Rocca, Andrea La Puca, Marco Sansoni)
Distribuzione Sayonara Film
Selezioni festival Bif&st (Bari), Italian Film Festival USA

Biografia della regista Sara Schiavone e origini del corto

Sara Schiavone, classe 1996, regista e sceneggiatrice originaria di Argenta, ha realizzato un documentario dal titolo “Ventisette. Ritratto di sorella”.
Per la regista Sara Schiavone, si tratta di un lavoro dal profondo valore simbolico e personale, essendo basato sulla storia della propria nonna.
Per Sara Schiavone, questo progetto ha un importante valore emotivo essendo basato sulle storie di sua nonna Maria e della zia Lucia. Il titolo stesso, “27”, nasconde un mistero familiare: quel numero, assegnato a Maria come segno di spersonalizzazione in collegio, è tornato a manifestarsi con “insistente ricorrenza” nella vita della sorella minore della regista, Giorgia.
“Questo spostamento generazionale mi ha spinta a scrivere una storia che parlasse del rapporto tra due sorelle fino ai giorni nostri,” spiega la regista. “Io e mia sorella condividiamo oggi la responsabilità di essere custodi delle memorie di famiglia”. Il film è dunque una dedica d’amore profonda, specialmente alla nonna, definita dalla regista come “fonte di ispirazione e vero amore della mia vita,” ha dichiarato la regista.

Recensione del cortometraggio documentario 27: Sister Portrait

Maria e Lucia, sono due anziane sorelle, ricordano momenti della loro gioventù vissuta durante la Seconda Guerra Mondiale. La più piccola ha vissuto lontana dalla sua famiglia in un collegio per orfane del Vaticano, ma non patì la miseria cui era costretta la maggiore, vicina ai suoi cari, ma sotto le macerie di una Roma bombardata. Il corto rappresenta un intenso ritratto di storia femminile strettamente legato alla vita dell’autrice, è in concorso al Bif&st di Bari nella sezione “Sarò corto” ed è stato selezionato anche come anteprima internazionale all’Italian Film Festival USA.

27: Sister Portrait è un’opera che colpisce per la sua capacità di trasformare un legame intimo e privato in una riflessione universale sul tempo e sull’identità, come se fosse qualcosa che tocca tutti e li riguarda da vicino. Essendo un cortometraggio italiano contemporaneo, si inserisce in quel filone del “cinema del reale” che predilige la sensibilità dell’osservazione pura al sensazionalismo. Il “ritratto” che costituisce il titolo non è solo estetico, ma di tipo psicologico: la macchina da presa sembra accompagnare e “sostenere” il rapporto tra le protagoniste, catturando quell’insieme di piccoli gesti e anche tutti quei silenzi che definiscono il loro rapporto. C’è una naturalezza che evita la recitazione forzata, dando a chi guarda l’impressione di essere un testimone silenzioso di un momento sacro e storico al tempo stesso.

Oltre alla storia vera e propria, ciò che colpisce di più è il “sistema” delle inquadrature, rese suggestive ed interessanti dall’uso della luce e dei colori, nella maggior parte dei casi tenui e caldi, per sottolineare la vulnerabilità del passaggio all’età adulta. Nell’ambito delle realizzazioni cinematografiche è necessario prestare estrema attenzione alle inquadrature e alla composizione e questo corto rispetta pienamente tutti i “canoni” standard.
Il numero 27 funge da soglia simbolica: quell’età di mezzo in cui non si è più giovanissimi ma si affronta il peso delle prime vere consapevolezze personali.

In questo corto, la regista è riuscita a raccontare e far sentire il peso della memoria tra guerra, identità e legami di sangue.

Cast e produzione del documentario

  • Lucia Berini (nel ruolo di se stessa)
  • Maria Berini (nel ruolo di se stessa)
  • Chiara Casanova (nel ruolo di se stessa)
  • Regista: Sara Schiavone (che ha curato anche la sceneggiatura, il montaggio e la produzione).
  • Fotografia: Andrea Nordi.
  • Produzione: Prodotto da Sara Schiavone e distribuito da Sayonara Film. Tra i produttori esecutivi figurano Alessandro Rocca, Andrea La Puca e Marco Sansoni (Veevelo Production).

 

Immagine in evidenza: ufficio stampa

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