Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Blackkklansman di Spike Lee: scontro tra razze

Blackkklansman di Spike Lee: scontro tra razze

Blackkklansman, diretto da Spike Lee, racconta come negli anni ’70, periodo in cui è ambientata la storia, un poliziotto afroamericano di nome Ron Stallworth sia riuscito ad infiltrarsi tra le file della fanatica e tristemente famosa setta razzista del Ku Klux Klan. Il film è un adattamento del libro Black Klansman scritto dall’ex poliziotto Stallworth ed è basato fatti realmente accaduti. È stato già premiato al “Festival di Cannes 2018”, con il Grand Prix speciale della giuria, e bene accolto dalla critica e dal pubblico statunitense (45,9 mil. di $ nelle prime 5 settimane). Affronta senza mezzi termini e con esplicita ironia un’aperta critica in riferimento alle politiche razziali dell’attuale amministrazione di Trump.

“Dobbiamo unirci per combattere il razzismo, potere al popolo! – Per te è una crociata per me un lavoro!”

Con queste frase citata in Blackkklansman, Spike Lee fa comprendere attraverso punti di vista molto diversi tra loro i motivi per cui va combattuto l’odio razziale. La storia ambientata negli USA durante i primi anni ’70, in un periodo storico ricordato per i grandi conflitti e stravolgimenti di pensiero, si apre ad un bivio che divide le masse tra l’accettazione di una convivenza con i colors e il ritorno ad un passato oscuro ispirato al terzo reich. Il poliziotto Ron Stallworth (interpretato da John David Washington figlio del noto attore Denzel Washington), primo detective afroamericano del dipartimento di polizia di Colorado Springs, bene interpretato da John David Washington, nel donare al personaggio una vena comica, conduce una crociata personale contro il KKK, per difendere i diritti della sua gente, ma chiaramente anche per affermarsi come leader di un nuovo pensiero rivoluzionario cavalcando l’onda dell’odio.

“Backkklansman è una tagliente ed ironica parodia sull’odio razziale americano”

Ron Stallworth viene accolto dal dipartimento di polizia statunitense di Colorado Springs con grande scetticismo sulle sue reali capacità, ma l’agente afroamericano è intenzionato a farsi un nome nonostante il diverso colore della pelle, avventurandosi in una missione di estremo rischio e mettendosi in contatto telefonico con il Ku Klux Klan, fingendo il suo odio per i colors e per le altre etnie presenti negli USA. Abile nel bleffare attraverso false dichiarazioni, Ron entra in contatto con la cerchia ristretta della famosa setta razzista capeggiata dal Grande Maestro del Klan David Duke (interpretato da Topher Grace), che esalta la razza bianca americana e l’impegno di Ron per una pulizia etnica. L’indagine assume aspetti difficili da gestire, pertanto Ron al fine di condurre l’indagine e raggiungere il suo obiettivo deve avvalersi del collega ebreo di razza bianca Flip Zimmerman (Adam Driver), il quale sotto il suo falso nome, si presenta come nuovo membro del KKK agli incontri privati aperti solo agli aderenti alla setta. Mentre Ron si innamora di Patricie (Laura Harrier), una radicale di colore, Zimmerman viene a conoscenza di un piano criminoso e pericoloso stabilito da David Duke e per tanto informa Ron sui risvolti dell’indagine. I due agenti nonostante punti di vista differenti tra loro uniscono i loro sforzi per fermare il piano folle progettato dal KKK.

“Blackkklansman ha ricevuto il plauso della critica, come uno dei migliori film di Spike Lee”

Spike Lee è riconosciuto per le sue grandi capacità di pensare, girare e montare progetti cinematografici, riservandosi una visione totalizzante sulle idee, quasi sempre in linea e in empatia con le sue dinamiche basate sulle denunce sociali. Con il suo ultimo film Blackkklansman, opera cinematografica basata su conflitti interrazziali, mantiene fede al suo stile, affrontando questioni storiche a lui care radicate negli anni ’70, riguardanti la supremazia della razza bianca e le differenze razziali. Lo fa volutamente in modo ironico ed energico (probabilmente inedito nei suoi precedenti lavori), nel tentativo di rimarcare ancora ad oggi situazioni lasciate in sospeso e non risolte, spesso denunciate dai media e tornate tristemente alla ribalta, come i recenti scontri di Charlottsville. Le situazioni paradossali non mancano ed il dramma va ad associarsi ad una comicità esilarante nelle situazioni. Blackkklansman di Spike Lee si rivela divertente, intelligente nei contenuti, un vero atto d’accusa diretto alle politiche intraprese dal governo americano, a difesa della cultura afro/americana che da più di un secolo ha contribuito in modo sostanziale all’intera società.

“E’ incredibile come questa storia sia vera, a prescindere dall’immedesimarsi o meno con il film, accedere a queste informazioni è sconvolgente” – J. D. Washington.