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Eroica Fenice

Fernando Leon de Aranoa

Fernando Leon de Aranoa e il suo “Escobar” – Il Fascino del male tra storia e mito

Fernando Leon de Aranoa dirige Javier Bardem per il suo nuovo film sul narcotrafficante colombiano

 

Escobar, il narcotrafficante più potente di tutti i tempi, negli ultimi anni è risultato fonte di ispirazione per diverse produzioni cinematografiche e televisive tra cui va citata “Narcos”, serie cult di grande successo creata da Brancato, Bernard e Miro, ed il tiepido e meno convincente “Escobar” di Andrea Di Stefano, interpretato da Benicio Del Toro. A distanza di pochi anni, il nuovo biopic Escobar – Il Fascino del male, diretto da Fernando Leon de Aranoa, offre una nuova interpretazione del noto trafficante di cocaina; a vestirne i panni questa volta c’è il verosimigliante e sorprendente premio Oscar, Javier Bardem (Non è un paese per vecchi – 2008), affiancato dalla sua altrettanto impareggiabile compagna e collega Penelope Cruz (premio Oscar per “Vicky Cristina Barcelona”), nel ruolo di Virginia Vallejo l’amante giornalista, attualmente in asilo politico presso la città di Miami. Ad Aranoa, l’idea convincente per una nuova realizzazione cinematografica dedicata al personaggio di Escobar, viene dettata dal romanzo “Loving Pablo, hating Escobar”, scritto da V. Vallejo, traendone una validissima sceneggiatura senza tralasciare nulla sui fatti storici riguardanti il famigerato boss malavitoso, uno degli uomini più temuti in Colombia e negli USA.

“Dal 1998 sono stato incuriosito dal personaggio di Pablo Escobar come uomo. Mi sono stati offerti diversi ruoli come Escobar, ma li ho sempre rifiutati proprio perché non invocavano alcun sentimento al di là di un semplice stereotipo” – J. Bardem.

Escobar – Il Fascino del male racconta l’ascesa al potere del noto criminale durante uno dei decenni più tormentati per la lotta al narcotraffico internazionale con la richiesta di estradizione negli States per una sua condanna irrevocabile. Il regista ripercorre le tappe più significative della vita del noto criminale, le relazioni con il figlio, l’ascesa come uomo d’affari e come politico, i suoi agganci istituzionali per il controllo mondiale del traffico di stupefacenti e la sua tormentata e passionale relazione con Virginia Vallejo, sua amante prediletta con cui istaura un complicato rapporto d’amore ed odio da cui si vedrà tradito. Virginia dopo aver conosciuto il lato spietato e criminale di Escobar, attraverso numerose minacce di morte, si pone al servizio della giustizia affidandosi all’agente Neymar (Peter Sarsgaard) della DEA, affinché venga catturato e giudicato dalla corte suprema del dipartimento di giustizia degli USA.

Fernando Leon de Aranoa racconta Escobar

Il regista Fernando Leon de Aranoa fa leva in modo attento sulla memoria intima di Virginia, una donna testimone degli anni ‘80/’90, uno dei periodi più cruenti per il sud America sconvolto dalla guerra contro il narcotraffico sostenuto dal Cartello di Medellin, ovvero da Escobar, nel ricostruire il ritratto di un uomo spietato contro chi lo ostacolava nei suoi infidi progetti criminosi, ma altrettanto intimo con le sue debolezze umane nei rapporti con il figlio e nel preoccuparsi di costruire scuole ed ospedali per tutti. Una doppia natura contrastante, messa in evidenza dai media in un periodo storico contrassegnato dai forti contrasti sociali dominati da un uomo capace di manipolare una fitta rete internazionale che coinvolgeva diversi paesi sudamericani, gli USA e la Spagna. Eventi che si svolgono mentre la stampa operava in prima linea ed i traffici illeciti erano generati da radici profonde tra stato e mafie. In questa visione cinematografica Aranoa si è rivelato lungimirante nell’individuare nel noto attore Bardem, le giuste qualità per un’interpretazione molto verosimigliante del noto narcotrafficante, come altrettanto è avvenuto con Penelope Cruz nel ruolo impeccabile di Virginia Vallejo, per una produzione certamente memorabile.

Escobar – Il Fascino del male, diretto da Fernando Leon de Aranoa e presentato in anteprima in occasione della “74^ Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia” e al “Toronto International Film Festival”, ci attende al cinema per immergerci in un periodo storico fino ad oggi ancora pieno di contraddizioni.


Fernando Leon de Aranoa, dvd

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