Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Faber in Sardegna e L’ultimo concerto di Fabrizio De André

“Mi sento più contadino che musicista. Questo è il mio porto, il mio punto d’arrivo. Qui voglio vivere e diventare vecchio”. Diceva De Andrè osservando la terra circostante il suo rifugio immerso tra i boschi della Gallura.

Faber in Sardegna e L’ultimo concerto di Fabrizio De André è il primo docu/film dedicato a De André l’indimenticabile poeta cantautore nato a Genova ma con il cuore nella sua villa dell’Agnata, in Sardegna, un luogo che amava molto e che fu fonte di grande ispirazione per scrivere e cantare le sue canzoni per un concerto dal vivo, unico e memorabile, nel ricordo dell’ultima sua apparizione in pubblico, prima della sua prematura scomparsa quasi un anno dopo. L’opera, diretta in modo magistrale da Gianfranco Cabiddu, è volutamente divisa in due parti: la prima parte del documentario raccoglie alcuni momenti significativi della vita privata di De André raccontati attraverso i ricordi e i pensieri di alcuni amici intimi, le immagini d’archivio e brevi video clip musicali, materiale reso disponibile dal figlio Cristiano; mentre nella seconda parte il regista ripropone le poesie musicali di brani intramontabili cantate in occasione del suo ultimo e storico concerto al Teatro Brancaccio di Roma (1998) dove fu accompagnato musicalmente dal violino del figlio e dalla voce femminile dell’ultimogenita Luvi.

Il docu/film, realizzato in una nuova versione restaurata in HD con audio 5.1, vuole essere un omaggio del regista Cabiddu (cultore della letteratura sarda e della nouvelle vague) ad un artista unico nel suo genere, anche nel preferire trascorrere le sue giornate in modo semplice a contatto con la natura, dedicandosi all’attività di contadino e allevatore con passione; la sua amica e nota scrittrice e critica musicale Fernanda Pivano (detta Nanda) lo definì il più grande poeta italiano degli ultimi 50 anni.
Cabiddu nella prima parte di “Faber in Sardegna e L’ultimo concerto di Fabrizio De André”, cerca di fotografare (attraverso spezzoni di video, immagini e ricordi) alcuni momenti privati e familiari della vita di De André, documenti reperiti e resi disponibili in larga misura dall’immenso archivio della Fondazione De André e in parte dall’archivio di Fernanda Pivano e risalenti al decennio degli anni settanta, periodo artistico in cui il cantautore scrisse e interpretò alcuni tra i pezzi musicali più belli e noti al pubblico, che è sempre stato legato alle sue poesie musicali a volte drammatiche e a volte favolistiche, ma sempre correlate da una sottile vena ironica e politica. Tra i pezzi dell’indimenticabile concerto, che trova ampio spazio nella seconda parte, ricordiamo : Creuza de Mà, Dolcenera, A cumba, La città vecchia, Il testamento di Tito, Il pescatore, Via del Campo, La storia di Pietro, Anime salve, Khorakhané e tanti altri musicati nel corso del suo ultimo concerto svolto in un’atmosfera indefinita senza né spazio né tempo e dedicato al suo pubblico estasiato e alla sua amata terra di Gallura che De André amava decantare e con cui aveva istaurato un rapporto speciale e indissolubile: “C’è chi ha mal d’Africa, io ho mal di Sardegna”. Di questa terra lui aveva assorbito ed amato non solo le tradizioni ma anche il linguaggio, che ha spesso riportato attraverso le sue melodie. Inoltre il film documenta la grande e vasta cultura di De André attraverso interviste e ricordi da parte di alcuni personaggi di spicco del nostro paese come Renzo Piano e di molti cari amici che lo hanno accompagnato negli anni alla scoperta del suo poetico e riflessivo mondo interiore e tanti altri che ogni anno all’Agnata danno vita, ancora oggi, ad un concerto che omaggia la sua canzone, tra questi il figlio Cristiano, Morgan, Paolo Fresu, Gianmaria Testa, Rita Marcotulli, Lella Costa, Danilo Rea e Maria Pia del Vito.

“Un documentario che nasce dall’esigenza di raccontare il complesso rapporto, finora solo sfiorato o talvolta trasfigurato in folklore, tra De André e un luogo speciale come l’Agnata e la Gallura” – dalle note di regia di Cabiddu. Non mancano alcuni interventi di Dori Ghezzi sua ultima compagna anche durante i momenti drammatici del rapimento avvenuto nell’Agosto del ’79, e che dopo la prima della proiezione del film commenta: “Mi sembra proprio di raccontare una bellissima favola – c’era una volta, e per fortuna c’è ancora una follia tanto tanto amata che si chiama Agnata”.

“Faber in Sardegna e L’ultimo concerto di De André” prodotto da Clipper Media in collaborazione con Rai Cinema, Time in Jazz, Meganos e distribuito da Microcinema è un film evento da non perdere solo nei giorni 27 e 28 Maggio in tutte le sale cinematografiche d’Italia.

-Faber in Sardegna e L’ultimo concerto di Fabrizio De André-