Film L’onda: il fascino distruttivo della dittatura | Recensione

Film L'onda: il fascino distruttivo della dittatura | Recensione

Il film L’onda, conosciuto per la celebre frase di Rainer <<Pensate che una dittatura in Germania non sarebbe più possibile?>> è una produzione tedesca uscita nel 2008 ispirata ad una vicenda reale e tratta dall’omonimo romanzo di Todd Strasser, che ci trasmette un importante messaggio di stampo sociale e politico: l’influenza che la dittatura può avere nelle nostre vite. Il potere assoluto, caratterizzato dal mito di una singola figura come leader predominante al comando di un unico gruppo, diventa il costrutto di un’ideologia adolescenziale che richiama gli ideali del fascismo e del nazismo. I ragazzi si sentono così integrati e stimolati, maturano un senso di appartenenza e sviluppano valori di solidarietà, disciplina e gioco di squadra. Ma vediamo come questa condizione di appagamento sociale risulti dannosa per gli altri e per se stessi, in quanto il movimento de L’onda si rivela come un manifesto di ostentata superiorità e un mezzo per raggiungere il potere a qualunque costo.

Wegner rappresenta l’autorità, il capo supremo, a cui i giovani mostrano obbedienza e ammirazione. La sua è una figura carismatica e influente, e il suo insolito esperimento appare come una svolta di vita, una scarica di incoraggiamento e stimolazione per poi rivelarsi una potente droga mentale che risucchia gli studenti in un vortice di assuefazione e autodistruzione. Il film L’onda svela così il fascino schiacciante del potere del singolo, che ghermisce e manipola le giovani menti, sfruttandole a proprio piacimento per raggiungere gli obiettivi ed affermare la preponderanza individuale.

Pensiamo che una dittatura non sarebbe più possibile perché si conoscono già le conseguenze, ma il film L’onda ci porta ad una condizione riflessiva sull’argomento, mostrandoci in maniera netta e chiara l’incapacità di controllare i nostri limiti e le nostre scelte. Vengono così a galla le debolezze e le fragilità delle persone che possono essere facilmente manovrate dal sistema e plasmate a burattini privi di pensiero e controllo.

Il film L’onda indaga sulla psicologia dei personaggi in maniera approssimativa, non scavando abbastanza a fondo nella complessa psiche dei giovani e turbati protagonisti, e la sceneggiatura sembra non contenere quelle molteplici caratteristiche  storiche che si sarebbero potute ricavare da una trama così originale e avvincente. Tuttavia, il film presenta un ritmo che viaggia su un climax crescente, aumentando lo sviluppo delle vicende mostrate, catturando l’attenzione dello spettatore, assorbito dalla curiosità, nell’analitica osservazione dell’opera, per scoprire come andranno a finire le cose.

Trama del film L’onda 

Il film L’onda rappresenta il fascino e la forza attrattiva e pericolosa della dittatura. Il protagonista, il professor Rainer Wegner, durante la settimana a tema nel suo liceo, sceglie l’argomento dell’autocrazia con l’obiettivo di dimostrare ai suoi studenti il peso influente e carismatico del totalitarismo. Decide così di creare un movimento chiamato L’onda, con tanto di divisa e saluto personale e i giovani ne rispondono con la massima partecipazione, aderendo ai principi di disciplina e potere che Wegner ha inculcato. Tuttavia, la situazione degenera e presto gli studenti saranno travolti dall’onda distruttiva del regime scolastico a cui hanno aderito.

La Terza Onda: la vicenda reale 

Il film L’onda è ispirato ad una vicenda realmente accaduta: nell’aprile del 1967 il professore di storia Ron Jones, durante il corso di storia contemporanea nell’ambito della Germania nazista, decise di iniziare un esperimento sociale con i suoi studenti del secondo anno della Cubberley High School di Palo Alto, in California. Iniziò così la Terza Onda per dimostrare la forza attrattiva del Nazismo. Jones convinse i suoi studenti che l’eliminazione della democrazia fosse necessaria, in quanto il fatto essa ponesse l’accento sull’individualità era considerato come uno svantaggio, e Jones, nel movimento, pose l’accento su questo punto principale con il motto <<Forza attraverso la disciplina, forza attraverso l’unione, forza attraverso l’azione, forza attraverso l’orgoglio>>. Il professore creò un saluto simile a quello del regime nazista e ordinò ai membri della classe di salutarsi vicendevolmente in quel modo anche al di fuori della classe. Ognuno di loro si attenne a questo comando e in poco tempo le sue lezioni incrementarono il numero degli studenti e tutti ne aderirono con il massimo coinvolgimento. Dopo essersi reso conto che ne stava perdendo il controllo, Jones decise di fermare il movimento e spiegò ai suoi studenti che loro avevano preso parte ad un esperimento sul nazismo e che avevano volontariamente creato un senso di superiorità che i cittadini tedeschi provavano nel periodo della Germania nazista. La Terza Onda finì e l’esperimento del professore dimostrò quanto l’autocrazia possa risultare superiore alla saldezza dei nostri principi morali ed etici.

 

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

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