Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Hereditary - Le radici del male

Hereditary – Le radici del male: il terrore nascosto

Hereditary, film di puro distillato horror, è già un cult movie dei nostri giorni.

L’opera cinematografica diretta dall’esordiente documentarista Ari Aster, al suo primo lungometraggio per il grande cinema, è stata ampiamente apprezzata dalla critica mondiale che lo ha battezzato come l’Esorcista dei nostri giorni. Terrificante, emozionante, funesto, agghiacciante, questi sono gli aggettivi maggiormente utilizzati da numerosi quotidiani per connotare il genere horror come intramontabile, in misura maggiore quando la trama nel contesto oltrepassa i limiti della percezione umana.

“Questa è una storia che parla di persone che sono incapaci di agire, i Graham sono come delle statuette in una casa di bambole manipolate da forze maligne” – A. Aster

Hereditary, una tragedia familiare

Hereditary, scritto e diretto dallo stesso Aster, racconta di una tragedia familiare inquietante ed inafferrabile, piena di oscuri ed agghiaccianti segreti mai svelati nel corso del tempo, pronti a riemergere successivamente al decesso di Ellen, un’anziana signora, capostipite della famiglia Graham. La sua eredità non è altro che una catena di tragici destini riguardanti tutti i componenti della famiglia, per ovvie ragioni d’appartenenza legati gli uni agli altri come eterni prigionieri di una casa delle bambole, esattamente come quelle realizzate da Annie (Toni Collette), madre di Charlie (interpretata da Milly Shapiro), un’artista creativa di case di bambole in miniatura. Gli eventi drammatici e le conseguenze inevitabili sembrano essere pilotati dalla piccola Charlie Graham, nipote di Ellen, sulla quale aleggia il suo spirito nefasto, una bambina dall’aspetto inquietante ed ermetica nei presagi che spesso svela a sua madre. Ad uno ad uno, i componenti dell’intera famiglia, Steve (Gabriel Byrne nel ruolo del psicoterapeuta, coniuge di Annie), e Peter (Alex Wolff nel ruolo di suo figlio), soccombono al misterioso ed inafferrabile maleficio familiare generato da eventi soprannaturali ed inspiegabili.

“Dai produttori di “Split”, prende forma il miglior film horror di quest’anno”

Hereditary – Le radici del male, dramma horror d’affresco barocco, ha già conquistato il plauso della critica in occasione del “Sundance Film Festival 2018”, per la sezione Midnight. Il film di A. Aster, ampiamente acclamato dalla stampa mondiale, è stato riconosciuto come una delle opere cinematografiche di maggiore interesse del nostro decennio. Ottima realizzazione per l’esordiente regista che aveva avuto già modo di farsi notare dalla critica per alcuni suoi corti: “The Strange Things About the Johnson” e “Munchausen”, sempre incentrati su tematiche tenebrose e di tipo familiare. Hereditary, chiaramente, rappresenta un’evoluzione naturale del suo pensiero, attraverso il quale ha modo di perfezionare la trama e i ruoli dei singoli protagonisti che ne prendono parte con risultati davvero di grande impatto emotivo; tutta la critica pertanto concorda l’efficacia sul pubblico di alcuni aspetti terrificanti paragonandolo per impatto al più recente Babadook, ma anche a film più datati come l’Esorcista e Rosemary’s Baby, confronti ad ogni modo da evitare nei contenuti ma anche per gli effetti visivi e sonori considerando il notevole lasso di tempo che intercorre tra loro.

Il regista Aster in una sua intervista riferisce di essere contrario ad un’idea di horror rivolto unicamente al motivo di puro intrattenimento del pubblico: “da sempre amo un cinema diverso”.

Inoltre Aster rivela come per il suo film si sia ispirato ad una serie di terribili prove accorse alla sua famiglia per circa tre anni: “Poiché mi piace scrivere sempre delle mie esperienze, ho trasformato il mio dramma personale in quello di una famiglia che è letteralmente vittima di una maledizione. In tal modo ho potuto dare sfogo alla mia passione per i film dell’orrore, un genere che possiede una grande forza catartica. Quando si vuole realizzare un’opera che sottolinei quanto ingiusta sia la vita, l’horror si presenta meravigliosamente a tal scopo. I Graham fanno parte di un vasto piano machiavellico: man mano che la loro storia progredisce, passo dal dramma all’horror, toccando il soprannaturale, per parlare di eredità familiare. Nessuno di noi può scegliere a quale famiglia appartenere. Hereditary mi ha dato inoltre l’opportunità di parlare della terribile sensazione, quella di sentirsi prigionieri di una situazione che non si può in alcun modo controllare”.

L’inquietante opera di Aster rappresenta un nuovo traguardo raggiunto dalla cinematografia contemporanea di genere horror. Buona visione a tutti.

Print Friendly, PDF & Email