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Eroica Fenice

I nostri ragazzi e il dramma dell’incomunicabilità

I nostri ragazzi. Così si intitola l’ultimo film di Ivano De Matteo che è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione dedicata alle “Giornate degli autori”, uscito nelle sale il 5 Settembre.

Un film che ha l’intento di rispondere ad un profondo interrogativo, un interrogativo che solamente un genitore si potrebbe porre: «Se mio figlio si macchiasse di un crimine, cosa sarei disposto a fare per lui? Lo proteggerei o lo denuncerei?». Con questo film il regista ritorna ad indagare le dinamiche familiari che, come una sorta di filo rosso, legano tre dei suoi lavori: in La bella gente  un personaggio, la prostituta, mette in crisi un istituto solido come la famiglia; in Gli equilibristi Valerio Mastandrea è un padre separato che fa di tutto pur di mantenere la propria famiglia; nell’ ultimo, I nostri ragazzi, i protagonisti, che provengono dall’alta borghesia capitolina, dovranno fare i conti con un evento forte sconvolgerà inevitabilmente le loro vite.

Così De Matteo spiega l’interesse forte per questa tematica in un’intervista a «La Repubblica»: «Io vengo da una famiglia numerosa: mia madre aveva 10 fratelli per cui ho 20 cugini da parte di mamma e 18 da parte di papà. Ho sempre avuto la sensazione che la mia famiglia fosse una microsocietà dove ci sono amori, odii, correntoni come nei partiti politici, coalizioni e tutto può accadere purché sia coperto al di fuori, che  nessuno sappia. La famiglia per me è un pozzo inesauribile di storie da raccontare; anche il mio prossimo film avrà per protagonista una mamma ed un figlio che scappano dall’Italia». Nella stesura della sceneggiatura alla quale ha lavorato con la compagna, Valentina Ferlan, De Matteo si è ispirato ad un libro: La cena di Herman Koch. Vi sono numerosi punti di contatto tra libro e film ma il regista sa prendersi le giuste libertà rispetto alla trama del romanzo per poi affidare i ruoli agli attori perché li rendano al meglio. I protagonisti sono due fratelli (interpretati da Alessandro Gassman e Luigi Lo Cascio), un avvocato penalista e un chirurgo pediatrico, che, con le loro mogli (Barbora Bobulova e Giovanna Mezzogiorno), sono costretti ad affrontare un accadimento che potrebbe capitare a chiunque. Un accadimento che spinge i genitori a interrogarsi, a dibattersi tra cuore e ragione, tra coscienza morale e felicità familiare. È eliminato ogni tentativo di giustificazione della bravata, compiuta dai due ragazzi, affinché possa scattare un meccanismo di identificazione. De Matteo tratteggia un dramma dalla straordinaria carica emotiva che colpisce dritto il cuore (e la coscienza) dello spettatore e che, partendo da un gesto inaudito e fuori dal comune, invita a riflettere sul vero dramma della società contemporanea: l’incomunicabilità tra genitori e figli (e non solo). 

-I nostri ragazzi e il dramma dell’incomunicabilità-

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