Il fabbricante di lacrime (film Netflix) | Recensione

Il fabbricante di lacrime, un film Netflix | Recensione

Il fabbricante di lacrime è un film diretto dal regista e sceneggiatore italiano Alessandro Genovesi, pubblicato sulla piattaforma Netflix nel 2024 e ispirato all’omonimo romanzo della scrittrice italiana, in arte Erin Doom.

 La trama

Il fabbricante di lacrime è un film di genere drammatico sentimentale che mette in scena la storia della protagonista Nica, una bambina che resta orfana perdendo i suoi genitori in un incidente stradale. In tenera età, quindi, Nica viene affidata ad un orfanotrofio, dove, lei e i suoi compagni orfani trascorreranno un pezzo importante della loro vita. Si tratta di un luogo tetro e freddo a cui è attribuito l’appellativo Grave: denominazione presa in prestito dall’inglese, che in italiano significa tomba. Nella prima parte del film vengono mostrati i duri trattamenti a cui i bambini dell’orfanotrofio sono sottoposti: delle punizioni severe che avranno su di loro gravi conseguenze fisiche e psicologiche. Tuttavia, è nel Grave che Nica conosce i suoi primi amici: in particolar modo, la piccola Adeline che diventa la sua migliore amica, e Rigel, un bambino scontroso, dal carattere particolare che mostra, sin da subito, un apparente odio nei confronti della protagonista. È proprio con Rigel che Nica viene adottata da Anna e Norman Milligan, una coppia di adulti che ha perso un figlio, pronti però a dare amore ai due orfani (ormai adolescenti) che non ne hanno mai conosciuto forma. Nica e Rigel cominceranno il liceo ed è proprio in questo contesto che conoscono altre persone disposte a stargli accanto ma, nonostante i tentativi della protagonista di ricominciare finalmente una nuova vita, il suo più grande ostacolo sarà Rigel, che le darà filo da torcere mettendo a rischio la loro adozione e attuando in una maniera sempre contrastante e poco chiara nei confronti della sua futura sorella. Sarà tra le mura di casa Milligan, però, che il rapporto dei due ex-compagni di orfanotrofio comincerà a cambiare.

Che dice la critica de Il fabbricante di lacrime?

Il film Il fabbricante di lacrime ha ricevuto numerose opinioni contrastanti. Secondo molti, si tratta di un film che è solo la fedele copia dell’omonimo romanzo di Erin Doom a cui è ispirato, senza aver apportato nessuna novità o reinterpretazione. La critica viene fatta anche agli attori, in particolare, a Biondo nei panni di Rigel, e a Caterina Ferioli che interpreta, invece, Nica. Ai due giovani protagonisti della pellicola viene detto che la loro interpretazione è stata alquanto aspra e ,a volte, oscillante; una performance dovuta, sicuramente, alla loro poca esperienza. Tuttavia, secondo tanti altri, Il fabbricante di lacrime è un film che mette in scena delle tematiche importanti e su cui si dovrebbe riflettere perché, spesso, date per scontate. Lo stesso tema centrale del film è, infatti, molto significativo: la storia di un’orfana cresciuta in un contesto buio, privo d’amore, che è stato solo fabbricante di lacrime, che l’ha privata della possibilità di vivere una vita serena e di poter conoscere l’amore di cui è già stata sottratta nell’esatto momento in cui il tragico destino le ha strappato via i propri genitori.

Fonte immagine: Netflix

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