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Eroica Fenice

John Eleuthère du Pont: la sua storia raccontata in Foxcatcher

John Eleuthère du Pont: la sua storia raccontata in Foxcatcher

Ispirato a fatti realmente accaduti”. Questa è la frase che apre “Foxcatcher”, film del regista Bennet Miller (Moneyball. L’arte di vincere), che racconta la storia vera dei fratelli Mark e Dave Schultz e del loro rapporto con John Eleuthère du Pont. La pellicola è l’adattamento cinematografico di “Foxcatcher. Una storia vera di sport, sangue e follia”, biografia scritta da Mark Schultz contemporaneamente alla sceneggiatura del film ed uscita pochi mesi prima della pellicola.

Mark (Channing Tatum) e Dave (Mark Ruffalo) sono entrambi campioni olimpici di lotta, molto legati tra loro ma divisi dall’eterno complesso d’inferiorità che il primo prova nei confronti del secondo. La medaglia d’oro a Mark non basta e per questo motivo quando conosce John Du Pont (Steve Carell) vede in lui la prima vera occasione per emanciparsi e per trovare il vero successo. Du Pont è un ricchissimo erede di una dinastia di industriali che hanno fatto fortuna con la produzione di armi a partire dalla Guerra di Secessione, un erede “particolare” però, con la strana passione per la lotta libera. In vista delle Olimpiadi di Seul del 1988, John propone alla federazione di atleti statunitensi di diventare il più grande finanziatore e coach di quello che sarebbe diventato il suo team, una squadra che si allena e vive presso la sua tenuta “Foxcatcher”.

John Eleuthère du Pont e i fratelli Schultz in Foxcatcher

Dopo essersi fatto travolgere dalla vita di John Eleuthère du Pont ed averne scoperto le debolezze e le dipendenze, Mark sa che non potrà mai realmente sfuggirgli. Legato visceralmente all’anziana madre e totalmente alle sue dipendenze, infatti, John soffre di gravi disturbi psicologici che lo porteranno alla fine a diventare un assassino.

Non una semplice rilettura di una storia vera, ma un ritratto psicologico di due uomini: questo è “Foxcatcher”. Un film colmo di straordinarie interpretazioni, da Steve Carell che trova finalmente un ruolo diverso che gli rende pienamente giustizia. Ad ogni passo e ad ogni sguardo traspaiono i pensieri deviati del suo personaggio ed il suo Du Pont riesce a dare davvero i brividi. Lasciate alle spalle le interpretazioni degli anni precedenti, Channing Tatum è una vera sorpresa e riesce a cucirsi addosso le mille sfumature del suo Mark Schultz, con tutte le fragilità e le debolezze. Perfetto Mark Ruffalo, nel ruolo del fratello di Dave Schultz, vero mentore ed allenatore del team e fratello protettivo e caparbio.

Un film forse non molto apprezzato in Italia, con una sceneggiatura mai banale ed una colonna sonora importante. Lasciato a bocca asciutta durante la notte degli Oscar nonostante le cinque nomination, si fa spazio sicuramente nel cuore degli appassionati del genere, a metà tra biografia e cronaca.

“Foxcatcher” ci regala immagini forti, colori scuri e sguardi intensi ed apre le porte allo spettatore sulla mente di due uomini opposti e forse complementari che si consumano pian piano nel loro delirio e nella loro impotenza.

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