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Eroica Fenice

La buona uscita di Enrico Iannaccone

Il giovanissimo regista napoletano Enrico Iannaccone, già vincitore nel 2013 di un David di Donatello per miglior cortometraggio, esordisce con il film La buona uscita in sala dal 5 maggio 2016. Grazie alla produzione, tra gli altri, di Luciano Stella, Iannaccone porta sullo schermo una storia indubbiamente inusuale, imponendo un suo punto di vista cinematografico ben definito. Protagonisti della vicenda sono Lucrezia (Gea Martire), una professoressa annoiata, ninfomane e spaventata dal tempo che avanza inesorabile e Marco (Marco Cavalli), ex imprenditore anche lui stufo della sua vita piatta e senza stimoli. I due personaggi per gran parte del film non entrano in contatto tra loro, dividendosi perfettamente il minutaggio della pellicola, incontrandosi solo nel nucleo centrale. Altro personaggio fondamentale per lo sviluppo della storia è Andrea (Andrea Cioffi), fratello di Marco, che lo accusa a più riprese di aver commesso numerosi errori nel suo passato.

Iannacone con La buona uscita mostra degli aspetti di Napoli (e dei napoletani) poco rappresentati al cinema. La sua borghesia, qui cinica e volutamente odiosa, è ritratta con ironia e sagacia. Nonostante ciò gran parte del film, scandito da numerose scene di dialogo ben eseguite dal cast, risulta poco coinvolgente e non sempre all’altezza dell’ottima scrittura di Iannaccone.  

La buona uscita del giovane napoletano

Chiarissimi sono invece i modelli ai quali si è ispirato il regista, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi. Quello di Marco Cavalli ricorda per ironia, acume e istrionismo alcuni personaggi del cinema di Paolo Sorrentino; su tutti Jep Gambardella (La grande bellezza) e Geremia de’ Geremei (L’amico di famiglia). Gea Martire invece ha dato vita a un personaggio fragile ma allo stesso tempo carico di passione. Una donna che teme di non piacere più ai suoi numerosi amanti e che tenta in tutti i modi di cambiare vita sposando un ragazzo molto più giovane di lei. I fallimenti, i rimpianti e la noia che la vita offre a questi due personaggi sono i motivi principali del loro decadimento. 

Luciano Stella durante la presentazione del film ha giustamente ricordato che La buona uscita è un’opera prima e quindi, com’è normale che sia, ha i suoi difetti. Questi, dovuti perlopiù al low budget e alla giovane età di Iannacone (solo 26 anni), non devono distogliere da un dato fondamentale: la possibilità, oggi, di vedere opere ben scritte con una chiara visione autoriale di cinema. Enrico Iannaccone firma quindi un’opera meno rigorosa del suo cortometraggio d’esordio, L’esecuzione, ma si conferma una delle più interessanti e brillanti promesse del cinema napoletano e italiano.