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La Corrispondenza: l’antiretorico film d’amore di Tornatore

La Corrispondenza, l’ultima pellicola di Giuseppe Tornatore attualmente presente nelle sale italiane, rivela sin dal titolo il punto cruciale attorno al quale si svilupperà tutto il film: la corrispondenza tra Amy (Olga Kurylenko)- una studentessa di astrofisica che si mantiene facendo la stunt-woman – e Ed (Jeremy Irons), un suo ex professore, di cui è amante, ormai da sei anni.
Tra i due è in corso una relazione a distanza, ma, anche se si sentono quotidianamente, riescono a vedersi solo saltuariamente, spesso senza farlo per molti mesi. È subito chiaro l’attaccamento di lei ad ogni momento di condivisione del suo tempo, seppur virtuale, con lui, tanto che fatica a vivere la realtà e non riesce a godere della compagnia delle persone “in carne ed ossa”. Il personaggio di Ed appare molto più enigmatico sin dal principio, tanto che ci si chiede se contraccambi il folle amore di Amy, e se non le nasconda qualcosa.
Difatti, quasi ad inizio film, le telefonate e le video-chiamate di lui terminano bruscamente e cominciano ad arrivare solo e-mail e CD-ROM con video pre-registrati. La natura della loro relazione cambierà. Amy apprenderà con grande dolore che il suo amato Ed è morto di una grave malattia. Senza averle comunicato ciò che stava per accadere l’uomo è scomparso fisicamente, ma a lei continuano ad arrivare i suoi messaggi tramite un sistema che lui ha architettato per non abbandonarla del tutto.

La corrispondenza dalla scomparsa di Ed

Da questo momento la storia prende una piega che sembrerebbe inaspettata: comincia la caccia ai ricordi e alle paure che Amy non ha mai affrontato, e il professore – o, meglio, il ricordo di lui – l’aiuterà a superare il dolore della perdita. Grazie alla corrispondenza che continuerà ad intercorrere tra i due, anche se unilaterale, la storia sembra continuare.
L’idea non è nuova: Richard LaGravense l’aveva già ripresa con la pellicola P.S. I love you, l’omonimo romanzo di Cecelia Ahern, in cui si tratta lo stesso argomento. Ma se LaGravense e Ahern si muovono su un terreno diverso, che conserva una componente umoristica e leggera, la pellicola di Tornatore è un film drammatico a tutto tondo. Non c’è spazio per momenti di leggerezza: alla morte del professore si affiancano ricordi di un dolore indelebile che Amy porta con sé sin da quando è bambina, e di cui solo verso la fine del film si svelerà la causa.
Pian piano si scoprono tutti i pezzi della storia che inizialmente erano rimasti oscuri. Il dolore di Amy, il suo burrascoso passato, il motivo della rabbia verso se stessa e i sentimenti dei familiari di Ed diventano le tessere di un sempre meno confusionario puzzle.
La storia d’amore tra i due protagonisti è certamente una storia poco canonica per il fatto stesso che ci sia una grande differenza d’età, a cui si aggiunge che i due non riescono mai a vedersi se non per rari e spesso fugaci momenti. Nonostante la distanza, però, tra gli amanti c’è molta sintonia, tanto che ideano un linguaggio tutto loro per parlare d’amore, un linguaggio fatto di termini tecnici, appartenenti al campo di studio a cui si dedicano entrambi, rivisitati in chiave romantica. Il tutto è accompagnato dalla straordinaria delicatezza delle musiche di Ennio Morricone, che aiuta a rendere ancor più incisivi i momenti drammatici.

Spunti di riflessione che offre La Corrispondenza

Tra i vari spunti di riflessione che possiamo accogliere durante la visione di questo film, c’è indubbiamente quello del totale distacco dalla realtà di molti che appartengono alla nuova generazione, che sono più abituati a dedicare le proprie attenzioni ad un cellulare o un pc piuttosto che alle persone che li circondano: è questo il caso di Amy. La quale sembra costruirsi una realtà parallela in cui ci sono solo lei e Ed, una realtà in cui non c’è bisogno di rapportarsi agli altri, una realtà fatta – in fin dei conti – di solitudine. Dopo aver superato con molta fatica la morte di Ed, ci sarà per Amy la possibilità di ritrovare un contatto con la realtà? La domanda resterà insoluta.
Chi si aspetta il Tornatore di La migliore offerta, o del pluripremiato Nuovo cinema paradiso, resterà certamente deluso da La Corrispondenza: siamo ben distanti dalle atmosfere create dal Tornatore che ha fatto la storia del cinema. Chi invece affronterà la visione della pellicola senza pregiudizi e senza pretendere il successo e la genialità del passato Tornatore assisterà ad un film piacevole, al racconto antiretorico di una storia d’amore simile a molte, ma diversa da qualsiasi altra.