Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La ragazza del treno

La ragazza del treno: un thriller raccontato dal punto di vista di tre donne

La ragazza del treno è il nuovo film diretto da Tate Taylor, dal 3 novembre nelle sale cinematografiche italiane, tratto dall’omonimo libro di Paula Hawkins.

Rachel (Emily Blunt), è una giovane donna divorziata che non ha mai superato il distacco dal marito Tom (Justin Theroux). La donna soffre di problemi di alcolismo, a causa dei quali ha perso anche il lavoro.

Tuttavia continua a recarsi a New York quotidianamente per mantenere un’apparenza di normalità con i suoi conoscenti. Durante il tragitto in treno Rachel passa davanti alla casa di una coppia attorno alla quale immagina tutta una vita, rifugiandosi nella loro storia che crede perfetta.

Una mattina, invece, Rachel scopre che la donna tradisce il suo compagno, e da questo momento scatterà in lei un forte senso di smarrimento, poiché il mondo fittizio di quella realtà, che si era costruita intorno per rifugiarvisi, si frantuma improvvisamente. Proprio la sera dello stesso giorno la donna sconosciuta, che si scoprirà chiamarsi Megan (Haley Bennett), scompare improvvisamente. Rachel, a causa del troppo alcool assunto, non riesce a ricordare come ha trascorso quelle ore, ma è convinta di sapere qualcosa di quella sera che, però, non riesce a ricordare.
La ragazza del treno è ambientato a New York, nonostante il libro da cui è tratto, di Paula Hawkins, sia ambientato a Londra. L’atmosfera, quindi, risulta diversa e molto più cosmopolita. Questo thriller, fin dalle prime scene trasmette allo spettatore un’atmosfera tesa e cupa, contrariamente a quanto avviene nel libro, i cui primi momenti sono molto più leggeri e non emerge da subito la sensazione che la storia prenderà una svolta “oscura”.

Il punto di vista di Rachel, Megan e Anna

La vicenda si sviluppa su diversi piani temporali che prevedono continui flash-back, ed è presentata dal punto di vista di tre donne, prima tra tutte Rachel, la protagonista. La donna soffre spesso di vuoti di memoria, ed i ricordi che il regista ci propone nei momenti in cui guardiamo dal suo punto di vista, sono confusi ed appannati.

La seconda donna è Megan, una donna ribelle, uno spirito libero, che nasconde dentro una forte sofferenza. Non conosceremo mai, però, gli spostamenti della donna risalenti alla giornata della sua sparizione, se non alla fine del film.

Infine c’è il terzo punto di vista, quello di Anna (Rebecca Ferguson), la nuova moglie di Tom, spaventata da Rachel, che crede ossessionata dall’ ex-marito a causa delle continue chiamate anonime ricevute.

La vera natura dei tre personaggi femminili non si chiarirà mai se non al termine della pellicola. Anche di Rachel, spesso, non si capiscono e non sono perfettamente chiari, a chi assiste, le azioni, i comportamenti ed i pensieri.

Emily Blunt in La ragazza del treno

Il vero punto di forza di La ragazza del treno sembra essere la performance di Emily Blunt. Il film ha di per sé una forza di fondo che lo trascina, che porta lo spettatore ad incuriosirsi e a porsi delle domande martellanti per tutta la durata della pellicola, ma è la Blunt che rende l’atmosfera così caliginosa ed oscura. L’attrice riesce perfettamente ad interpretare lo stato confusionale da cui Rachel è sopraffatta, senza mai far comprendere se si trova dal lato del torto o della ragione, continuando costantemente a coinvolgere lo spettatore, che esce dalla sala ancora avvolto dai fumi newyorchesi di un mistero che risolve insieme alla protagonista. 

Print Friendly, PDF & Email