Muori di lei | Recensione

Muori di lei | Recensione

La scorsa primavera è uscito nelle sale italiane il film di Stefano Sardo con Riccardo Scamarcio, Maria Chiara Giannetta e Mariela Garriga: Muori di lei, una commedia sul desiderio con un inaspettato risvolto thriller.

Trama e temi di Muori di lei

Luca (Riccardo Scamarcio) insegna filosofia in un liceo romano ma, durante il lockdown, è costretto a tenere le lezioni attraverso la DAD (didattica a distanza). Una volta terminati i suoi impegni con la classe, è però quotidianamente vinto dalla noia e dalla solitudine. Sua moglie Sara (Maria Chiara Giannetta) è un medico in un ospedale pubblico e, a causa dell’emergenza sanitaria, deve affrontare turni estenuanti. Questo improvviso cambio di abitudini porta la coppia a rimandare la decisione di avere un figlio tramite un percorso di fecondazione assistita, già programmato nella clinica privata del padre di lei, il noto ginecologo Antonello (Paolo Pierobon). In breve tempo, Luca inizia a concentrare tutte le sue attenzioni su un’attraente vicina, Amanda (Mariela Garriga), che si trasferisce nel B&B sullo stesso pianerottolo. Luca e Amanda diventano amanti e la loro passione si trasforma presto in un’ossessione. A complicare le cose, Luca scopre che Amanda è vittima di violenza di genere. A causa di questo, quella che doveva essere solo una storia di sesso si rivela un incontro tutt’altro che casuale, con risvolti thriller ai limiti del noir.

Muori di lei conduce a una riflessione su quanto la pandemia abbia sconvolto le nostre esistenze, ma è anche la narrazione, portata all’estremo, di come sia facile autodistruggersi quando si perde l’autocontrollo e si diventa vittime di chi sa manipolarci. Questo messaggio è dichiarato fin dall’inizio del film, quando la voce fuori campo di Scamarcio recita: «Questa non è la storia di come sono diventato padre, ma questa non è neanche la storia di come la pandemia ha fatto deragliare le nostre esistenze. Questa è la storia di Amanda… e di come mi ha rovinato la vita».

Dietro le quinte: cast, regia e colonna sonora

Un film ambientato in piena pandemia non poteva che avere un cast ridotto, ma nel triangolo amoroso, ben interpretato dal trio Scamarcio-Giannetta-Garriga, Riccardo Scamarcio brilla in modo particolare. Il suo personaggio è complesso: comico e grottesco nel tradire, ma anche sensibile e protettivo quando teme di perdere le sue certezze. I personaggi femminili, pur interpretati con bravura da Maria Chiara Giannetta e Mariela Garriga, appaiono invece meno sfumati e restano confinati nei loro ruoli. Stefano Sardo, noto sceneggiatore per il cinema e la TV, qui alla sua terza regia dopo il documentario Slow Food Story e il film Una relazione, si fa apprezzare soprattutto per i colpi di scena inaspettati in una narrazione inizialmente molto lenta. Il ritmo diventa improvvisamente incalzante nel finale, su cui calano le ombre del macabro e del ricatto. Il personaggio di Luca, tanto libertino all’inizio, finisce per essere schiacciato dal peso della sua leggerezza.

La tensione emotiva del protagonista è intensificata dalle scelte musicali. Il regista ha affidato al compositore Francesco Cerasi una colonna sonora originale ma non invasiva. Ciò che ne risulta è un mix di sonorità minimali in cui si incrociano rock, indie e suoni tribali, e in cui si riconoscono alcune tracce iconiche come Io sto bene dei CCCP. Interessante notare come il titolo stesso del film sia ispirato a una canzone dei Verdena, Muori Delay. Il film è stato scritto da Stefano Sardo con Giacomo Bendotti e prodotto dallo stesso Sardo con Cristiano Gerbino e Ines Vasiljevic per Nightswim, Baš Čelik e Medusa Film.

Fonte immagine: Vertigo Cinema Creative Agency.

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A proposito di Fabiola Toma

Giovane articolista in formazione, appassionata di scrittura e comunicazione. Mi occupo di cultura, attualità e territorio. Credo nel potere della scrittura per connettere storie, luoghi e persone.

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