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Eroica Fenice

Nemesi

Nemesi: l’ultima chance per una nuova vita

Ti ho offerto una seconda occasione e l’hai sprecata!” – dal film Nemesi

Nemesi è una fatale punizione da intendere come gesto estremo nato da un ideale egocentrico, non come semplice vendetta ma come una nuova possibilità per riscattarsi dagli errori commessi.

È ciò che accade a Frank Kitchen, personaggio ambiguo dopo una tra le più traumatiche punizioni inflitte da un folle chirurgo: la riassegnazione genetica (un inaspettato cambio di sesso).
Il veterano Walter Hill (vincitore dell’Emmy Award per il neo-western “Deadwood”) torna alla ribalta per il grande cinema con un nuovo thriller d’azione che gioca con le estreme conseguenze su situazioni improbabili ai limiti della realtà fisica percepita, ed entrando nell’immaginario mondo fumettistico. Infatti, dopo aver diretto ben 20 film cult movie e collezionato trofei internazionali, la sua ultima opera cinematografica si affaccia all’universo delle graphic novel in parallelo alla pubblicazione del fumetto scritto dallo stesso Hill e distribuito nelle librerie: un’operazione analoga al recente Monolith, non per il contenuto ma per il metodo di diffusione incisivo e su più contesti, letterali, fumettistici e cinematografici. 
La ricezione del pubblico, i finanziamenti, la disponibilità del cast, il budget, bisogna avere tutte queste cose nell’ordine giusto. Il mondo della graphic novel è molto più semplice.

“Penso che per certi aspetti Nemesi sia un saggio travestito da fumetto” – da un’intervista di Hill.

Nemesi ha inizio in una stanza dove la Dottoressa Rachel Jane (Sigurney Weaver) è segregata e avvolta in una camicia di forza. Durante gli interrogatori la donna rivela ad uno psichiatra, il dottor Galen (Tony Shalhoub), fatti precedenti riguardanti Frank Kitchen (Michelle Rodriguez in una sua insolita ed estrema interpretazione), un killer implacabile assoldato per mietere vittime, e su come nel corso della sua imprevedibile attività criminosa gli venga commissionato l’assassinio di suo fratello, un errore fatale che gli costerà caro. Rachel Jane in passato è stata una geniale quanto folle chirurga estetica, successivamente radiata dall’albo per i suoi interventi poco raccomandabili, questo le consente di vendicarsi di suo fratello, praticando su Frank la riassegnazione di genere con il conseguente cambio di sesso. Il risveglio per Frank in un anonima camera d’albergo si rivela un autentico shock psicologico, l’uomo si ritrova intrappolato in un corpo femminile e quindi obbligato a confrontarsi con una nuova appartenenza di sesso. Nonostante l’imbarazzante condizione esistenziale da gestire, generata dalla folle chirurga, Frank trova a sua volta modo di pianificare sulla sua creatrice un’implacabile contro-vendetta.

“La dottoressa Jane impone a Frank un cambio di sesso, in parte come punizione, in parte come l’occasione per dargli una nuova prospettiva di vita, un’ultima chance per redimersi” – W. Hill

In Nemesi tutti sono carnefici, ogni male commesso è la conseguenza di precedenti errori, ed ogni personaggio deve fare i conti con se stesso cercando gli elementi destabilizzanti nella propria psiche, il regista Hill (tra i suoi film “Strade di fuoco”, “48 ore”) si avvale della sua veterana esperienza nel cinema tra diversi generi divenuti cult movie, richiamando atmosfere da thriller psicologico nate da un universo fumettistico, simili a quelle di “Sin City” di Frank Miller, un universo noir a tinte fosche dove l’impossibile diviene possibile. Il film Nemesi, generato dopo una lunga gestazione, trae origine da un progetto degli anni settanta su una sceneggiatura scritta da Denis Hamill intitolata “Tomboy”; per lunghi anni il progetto è rimasto nel cassetto fino al giorno in cui Hill ritrova gli scritti, li rilegge e richiama Denis per capire se i diritti fossero ancora disponibili per una trasposizione cinematografica. Dopo un nuovo accordo di produzione, Nemesi, con il titolo originale “The Assignment” ritrova l’interesse concreto del regista che in modo sorprendente reinventa una realtà distopica ed ambigua per il tema trattato, in cui i fotogrammi del film si trasformano in tavole di un fumetto con sequenze dagli effetti graphic novel, avvalendosi delle interpretazioni a dir poco eccezionali di due grandi interpreti: Sigurney Weaver (saga di “Alien”) e Michelle Rodriguez (Letty nella saga “Fast & Furious”), entrambi perfettamente contrapposte in uno scontro atavico dal finale fatale e sorprendente.

Tu sei ciò che sei nella tua mente. Come dice la dottoressa Jane, il suo esperimento è contemporaneamente un successo e un fallimento. Frank non diventa un essere umano migliore. Torna a sparare.” – Walter Hill

Buona visione!