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Eroica Fenice

Ready Player One, il nuovo film di Steven Spielberg

Ready Player One, il nuovo film di Steven Spielberg

“Non è solo un gioco si tratta di vita e morte nella realtà. Benvenuto ad Oasis”

Ready Player One, il nuovo avventuroso thriller fantascientifico sulle realtà virtuali, rappresenta un atto d’amore del grande maestro del cinema Steven Spielberg nei riguardi del pubblico mondiale. Un’autentica summa di molte opere cinematografiche riguardanti mondi fantastici e dell’immaginario, scenari che vanno ad alimentare il pensiero collettivo d’evasione di una generazione da un mondo reale da tempo spento e privato di ogni emozione. L’unica salvezza per l’umanità è fuggire a Oasis, un universo virtuale e immaginario dove ognuno può diventare ciò che desidera. La pellicola diretta da Spielberg è un adattamento dell’omonimo romanzo scritto da Ernest Cline, autore della medesima sceneggiatura con Zak Penn, al fine di realizzare una grande collaborazione cinematografica con i diritti acquisiti nel 2010 dalla Warner Bros Productions. Numerosi i registi internazionali proposti per il progetto generato dalla geniale mente di Cline, tra cui Christopher Nolan e Robert Zemeckis, ma questa idea così originale nel contenuto poteva essere proposta solo a Spielberg, regista che ha coinvolto nelle riprese lo stesso scrittore.

Ready Player One, un thriller fantascientifico

Il fantasmagorico Ready Player One ambientato nell’anno 2045, non è altro che la rappresentazione di una realtà distopica basata sulle suggestioni virtuali vissute da un giovane protagonista Wade Owen Watts e il suo biondo avatar chiamato Parzival (interpretato da Tye Sheridan), immerso in una realtà quotidiana deprimente di un mondo perduto nello stato dell’Ohio, tra cumuli di rovinose carcasse di camper accatastate come torri, dove i giorni e le notti sembrano tutti uguali. L’unica speranza per sopravvivere è fuggire a Oasis, un luogo fantastico ideato e creato dal miliardario James Halliday (Mark Rylance) ormai morto ma ancora presente attraverso le proiezioni irreali, pronto a indire un premio ambitissimo che consiste nel trovare il tesoro Anorak.

Parzival con la complicità di alcuni amici e di una giovane partner, Samantha Evelyn Cook  con il suo avatar Art3mis, cercano in ogni modo di ottenere l’ambito premio, ma si ritrovano ostacolati da un gruppo di giocatori appartenenti alla multinazionale IOI, pronti a tutto pur di ottenere il controllo totale di Oasis.
L’immaginario collettivo rappresentato nel film di Spielberg si ispira univocamente alla cultura pop degli anni ottanta, esaltata da una selezione di brani musicali di grande successo dei gruppi musicali maggiormente gettonati all’epoca come i Duran Duran, i Tears for Fears, gli Eurythmics e molti altri ancora. Numerose le citazioni di precedenti film di successo, tra cui la mitica DeLorean dell’intramontabile Ritorno al Futuro, Il GGG, modificato nel titolo da Spielberg con Il Gigante di Ferro, Supercar, Mad Max, Freddy Krueger e Il Signore degli Anelli.

“Per me conta la storia prima di ogni altra cosa. I riferimenti alla cultura pop degli anni ’80 mi divertono, ma non è il motivo per cui ho voluto realizzare Ready Player One” –  Steven Spielberg.

Steven Spielberg e la sua infanzia interrotta

Il motivo reale per cui Spielberg ha accettato la regia di un nuovo film ispirato agli anni ‘80 e ai numerosi video Games virtuali generati dal romanzo di Cline, è nel ricordo della sua infanzia interrotta. Ancora oggi  tanti ragazzi, proiettati verso una crescita precoce e messi a dura prova, si confrontano con una società frenetica che da sempre pone al primo posto la competizione diretta e l’arrivismo professionale.

Per Spielberg l’unico modo di evadere da una realtà infelice è costruirsi un futuro virtuale preferibile a quello reale,  quindi rifugiarsi ad Oasis, punto d’arrivo e di partenza verso una nuova vita. Numerosi e voluti quindi i riferimenti del grande regista all’immaginario cinematografico attraverso le veloci sequenze, dove si rivedono i temibili dinosauri T-Rex e il gorillone King Kong, tutti elementi iconici del passato sapientemente mescolati in un entusiasmante e coinvolgente universo distopico.

Pertanto Ready Player One può essere osservato con gli occhi di un ragazzino centrifugato in una serie di inspiegabili eventi, ma anche con quelli di un adulto nell’atto di osservare, in modo nostalgico, l’infanzia perduta nel tempo.

Il film di Steven Spielberg fa presa su tutti, diverte e fa riflettere.

Si da il via ai giochi per la conquista di Oasis.