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Eroica Fenice

the gift

Regali da uno sconosciuto-The gift, il thriller di Edgerton

Nel mese di Marzo è stato proiettato per la prima volta, in Italia, il lungometraggio “Regali da uno sconosciuto-The gift” (qui il trailer), scritto, diretto ed interpretato da Joel Edgerton, l’attore noto soprattutto per le sue interpretazioni -per citarne alcune- in “Il Grande Gatsby” (2013), “Exodus- Dei e re” (2014).

The gift: la trama

Simon (Jason Bateman) e Robyn (Rebecca Hall) sono due coniugi che, in seguito al nuovo impiego ottenuto dal marito, si lasciano alle spalle una serie di eventi spiacevoli (di cui purtroppo viene rivelato poco) trasferendosi da Chicago in una lussuosa villa di Los Angeles. Poco tempo dopo, facendo compere in un negozio, si imbattono in Gordo (Joel Edgerton), che si fa riconoscere da Simon come un suo vecchio amico e si rende disponibile ad aiutare la coppia ad ambientarsi nella nuova città.
Da quel momento, in effetti, Gordo fa dei regali e molte visite a Robyn, suscitando i sospetti del marito fino a spingere questo ad allontanarlo.

In una lettera di scuse, Gordo farà cenno ad un passato che “sperava sarebbe rimasto tale”, e che invece invaderà il presente e le vite intere dei protagonisti.

Edgerton sceneggiatore, regista, attore

Questo thriller psicologico costituisce il debutto alla regia di un lungometraggio per Joel Edgerton, che nello stesso film interpreta Gordo, o “Weirdo” (soprannome che fa riferimento a una personalità eccentrica, non convenzionale). L’intera pellicola è stata girata in pochissimi mesi.

In una recensione per Indiewire, Katie Walsh afferma che: “la manovra controllata di trama e personaggi, lo stile e il tono sono dannatamente quasi perfetti per il suo esordio, anche se è al servizio di un genere molto standard”. Apprezzabili possono essere i numerosi riferimenti a grandi classici quali “Shining” o “Apocalypse Now”.

Come la stessa Walsh sostiene, numerosi sono però i luoghi comuni presenti in questo film, come in molti altri thriller di genere. Inerentemente al tono, inoltre, la suspense è sì raggiunta, ma sacrificando ogni possibile picco di tensione a favore di un lento svolgimento, che comunque regala, allo spettatore attento, sempre più tasselli per la costruzione del senso della storia.

Un plauso va fatto alla capacità di Edgerton di dare vita, in “The gift”, a una rosa di protagonisti non privi di lati d’ombra, al punto tale che, persino nel finale (forse un po’ frettoloso), per lo spettatore diviene impossibile prendere una posizione per l’uno o per l’altro personaggio. Troppo penalizzate, invece, le figure secondarie, un semplicissimo contorno quasi scomodo da gestire all’interno dello svolgimento della trama.

Insomma, un primo esperimento cinematografico, per Edgerton, che di certo, come tale, produce alcune perplessità ma che risulta nel complesso interessante e ben costruito.

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