Smile (Film, 2022) | Recensione

Smile (Film, 2022) | Recensione

Smile è il titolo di un film horror del 2022, scritto e diretto da Parker Finn e che vede come protagonista l’attrice Sosie Bacon.

Smile: la trama del film

Smile ha come protagonista la dottoressa Rose Cotter (Sosie Bacon), psicologa. Quest’ultima, dopo aver avuto un lungo turno lavorativo, sta per tornare a casa quando accetta di vedere una paziente afflitta da uno stato mentale di angoscia e terrore, Laura Weaver (Caitlin Stasey). Laura afferma di essere perseguitata da una forza maligna che appare ai suoi occhi sotto forma di diversi corpi, tutti sorridenti e con sorrisi sinistri e inquietanti. Mentre parla, improvvisamente urla e poi tace; poi, un sorriso appare sul suo viso e si taglia la gola. Poco dopo, la dottoressa Rose inizia ad avere delle strane visioni, vede cose che non appaiono, invece, agli occhi delle altre persone che la circondano. Decide, così, di affidarsi all’aiuto e all’esperienza del suo ex, Joel (Kyle Gallner), il detective assegnato al caso di Laura, per saperne di più. Scoprono l’inquietante esistenza di uno schema ben preciso, che risale a 20 vittime, ognuna delle quali ha assistito ad un suicidio precedente. Poi a Rose viene in mente che, finché è sola, nessuno può essere testimone della sua morte per suicidio, quindi la maledizione non può proseguire ed essere tramandata. Nel corso della pellicola, si scopre che l’entità maligna di Smile si nutre del trauma di persone che hanno vissuto, in passato, l’esperienza della morte in maniera ravvicinata e che non l’hanno mai superata. L’unico modo per sfuggire alla strana entità è uccidere brutalmente un’altra persona davanti ad un testimone per traumatizzarla. Rose rifiuta categoricamente questa idea e si dirige alla casa abbandonata della sua famiglia, rendendosi conto che non può trasmettere la maledizione dell’entità se muore da sola…

Recensione del film

In passato, i film horror cercavano, con un sorriso demoniaco e sadico che mostrava i suoi denti affilati, di spaventare gli spettatori. Smile ritorna a quei vecchi tempi, allo spavento inaspettato e alla sensazione di camminare, noi, il pubblico (le vere vittime), nei corridoi bui di un territorio irreale o dai corridoi illuminati dalla paura e dall’incertezza di ciò che potrebbe attaccarci. Il regista costruisce le scene che caratterizzano Smile utilizzando elementi strettamente cinematografici: suono, montaggio, angolazioni e movimenti di macchina da presa e una messa in scena al servizio dello spavento e del terrore. Non si basa su temi elevati, Smile affronta il tema della maledizione dal punto di vista della salute mentale, con una psichiatra come protagonista e una serie di vittime che vengono spudoratamente ignorate dalla cerchia di amici e familiari, e persino dalla polizia, che considera il loro comportamento paranoico e il loro successivo suicidio come un problema, perché erano «pazze».

Fonte dell’immagine in evidenza: Di RanZag (screenshot) – Trailer ufficiale.

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