Spider-Man è tornato e il mondo lo idolatra! Anche Peter Parker è tornato ma nessuno ricorda più chi è. Cos’è successo? È il focus della trama di Spider-Man: Brand New Day, ultimo capitolo della saga che ha per protagonista il giovane e talentuoso Tom Holland e la sua fresca sposa, l’ancor più talentuosa Zendaya. Spider-Man: Brand New Day è più di un nuovo capitolo della saga del giovane supereroe mezzo aracnide creata da Stan Lee e Steve Ditko, affermandosi come un evento fondamentale per l’intero Marvel Cinematic Universe (MCU). Il mondo è impazzito, “Tom e Zendy” non vedono casa da mesi, dato il lunghissimo press tour che si è incrociato con quello di The Odyssey in cui recitano entrambi e le congetture. Tra un gelato da Giolitti – il video in cui comunicano tra i fan è ormai virale – e un red carpet, il film si preannuncia un successo al box office globale.
| Titolo Film | Universo Narrativo | Protagonisti | New Entry Rilevanti | Durata |
|---|---|---|---|---|
| Spider-Man: Brand New Day | Marvel Cinematic Universe (MCU) | Tom Holland, Zendaya | Florence Pugh, Sadie Sink | 145 minuti |
Indice dei contenuti
Dove eravamo rimasti?
L’incantesimo che il Dottor Strange aveva fatto per ricucire lo strappo nello spazio-tempo e nel multiverso ha funzionato, con la conseguenza da lui prevista. Nessuno sa chi è Peter Parker, ma tutti sanno chi è Spider-Man, e questo ha portato Peter a vivere isolato e solo, senza la saggezza semplice e schietta di Zia May (Marisa Tomei), senza il suo migliore amico né l’amore della sua vita, MJ. Entrambi sono andati avanti con la loro vita senza di lui e Peter vive isolato dal mondo, tra l’appartamento (lo stesso che aveva Tobey Maguire, se nessuno lo avesse notato nel finale del precedente Spider-Man: No Way Home) ed un laboratorio di cui Tony Stark sarebbe stato più che orgoglioso, con tanto di vocina interattiva come J.a.r.v.i.s. e F.r.i.d.a.y.: in questo caso parliamo di E.V., a cui Naomi Watts ha prestato la voce.
La trama di Spider-Man: Brand New Day ruota attorno alla crescita psicologica di Peter, alla sua ossessione autodistruttiva per la giustizia e ad un evento inaspettato (o forse no, visto che parliamo di alterazioni del DNA): una mutazione che acuisce tutto ciò che è il ragno e mette da parte l’umano, un classico topos dei film di supereroi. Intanto una nuova minaccia cala su New York, come sempre. La città statunitense vanta il più alto numero di catastrofi nella storia del cinema, come a dire “si presta bene per la distruzione”… cinematografica, ovviamente!

Vecchie glorie verdi e nuove facce dal “Sottosopra”
Un inaspettato aiuto giunge a Peter da alcuni personaggi ben noti ai fan: Yelena Belova (Florence Pugh), leader dei Nuovi Avengers che vedremo tra qualche mese in Avengers: Doomsday, e Frank Castle, The Punisher, col quale ha condiviso un’impresa a Staten Island che diventa più volte oggetto di divertenti battibecchi. Per far fronte alla sua mutazione, Peter chiede consiglio niente popò di meno che a Bruce Banner, docente all’università e di nuovo allo stato originale, ovvero quello in cui cerca di domare il suo alter ego verde gigante dopo una serie di mutazioni che poco hanno convinto il pubblico. La minaccia invisibile che prende il controllo delle menti è Jean Grey, interpretata da Sadie Sink. Il brusio sommesso nel cinema alla sua comparsa è inequivocabile e veritiero: “È Max di Stranger Things!”
Punti forti e deboli di Spider-Man: Brand New Day
Come accennato, in questo cinecomic non ci sono accenni allo spazio, astronavi o minacce aliene. New York torna ad essere protagonista assoluta e fa da cornice alle mosse più famose disegnate per le copertine dei fumetti storici. Pose plastiche, fermi immagine e rallenty riportano Spider-Man tra le strade, i vicoli e i tetti della città restituendogli il ruolo di “amichevole eroe di quartiere” alle prese con la criminalità locale. In questi quattro anni, Peter Parker è maturato molto, così come Tom Holland, che offre una delle sue migliori interpretazioni nei panni di un Peter visibilmente segnato, ferito e stanco. Il film tratta con sensibilità temi legati all’emarginazione, alla solitudine e alla salute mentale, rendendo questa recensione cinematografica un’analisi su più livelli. Ottime dinamiche tra i personaggi: funziona bene il contrasto morale con Frank Castle e l’intesa emotiva con il personaggio di Sadie Sink. Nonostante si siano dimenticati di lui, sia MJ che Ned provano un’immediata simpatia per Spider-Man, chiunque ci sia sotto la maschera.

La struttura del film è a tratti episodica. Detto in modo più semplice, la recente passione della Marvel di servire “piatti misti”, unendo questa e quella saga, inserendo personaggi nuovi, interazioni e collegamenti col passato nella grande continuity Marvel, rischia molto spesso di spostare l’attenzione del pubblico. Lo spettatore Marvel per eccellenza ha una particolare propensione per le congetture e le teorie, e la comparsa di alcuni specifici personaggi innesca una serie di domande che fanno perdere qualche passaggio, poiché la sceneggiatura risulta a tratti discontinua.
Il film è un po’ lungo: dura 145 minuti; considerando che una volta entrati in sala vengono proposti almeno una ventina di trailer, praticamente è un sequestro di persona degno di Avengers: Endgame! Nonostante questo, la storia sembra quasi concludersi in modo frettoloso per far spazio a tutte le dinamiche emotive e di azione, lasciando volutamente aperti diversi – tanti! – fili conduttori per il futuro del MCU. Spider-Man: Brand New Day è il capitolo di svolta che serviva al personaggio: mette da parte la spensieratezza adolescenziale e, in qualche modo, lo prepara ad affrontare un “Destino” che, a breve, accomunerà tutti i supereroi e molto probabilmente anche lui. Perché questa teoria? Guardate la post-credit scene!

Immagine in evidenza: locandina del film. Immagini: momenti del film.

