Il 24 luglio 2026 è arrivato sulla piattaforma di streaming on demand HBO Max il primo episodio di Stuart Fails to Save the Universe, il nuovo capitolo dell’universo narrativo e del franchise televisivo nato da The Big Bang Theory, iconica sitcom statunitense che ha ridefinito la nerd culture. La serie madre si era conclusa il 16 maggio 2019 dopo dodici stagioni. Nel frattempo, Young Sheldon – partito nel 2017 in parallelo alle ultime stagioni della serie originale – aveva portato avanti la storia della famiglia Cooper fino al 16 maggio 2024, data in cui si era chiusa dando il via allo spin-off Georgie & Mandy’s First Marriage, debuttato il 17 ottobre 2024. Ora il cerchio si allarga di nuovo, questa volta spostandosi dal passato al presente (e a infinite versioni alternative del presente).
L’annuncio del progetto, entrato ufficialmente in lavorazione nell’aprile 2023 e successivamente approvato da HBO Max, aveva immediatamente diviso il fandom e il pubblico. Da una parte c’era chi esultava all’idea di tornare nel mondo di Pasadena con al centro uno dei personaggi secondari più amati e sfortunati della serie; dall’altra chi storceva il naso davanti a una premessa multiversale legata alla science fiction, giudicata banale, poco originale e troppo distante dallo spirito da sitcom che aveva reso celebre il franchise della Warner Bros.
Lo stesso Chuck Lorre ha raccontato di aver scelto Stuart proprio perché era «il peggior personaggio possibile» da trasformare in protagonista. L’uomo che per anni aveva gestito a fatica un negozio di fumetti, vissuto di espedienti e occupato una posizione marginale perfino all’interno del gruppo, diventava improvvisamente l’unico in grado di tentare di salvare la realtà. Una scelta volutamente controintuitiva e, proprio per questo, interessante.
Il cambio di registro è radicale, con l’eliminazione della struttura multicamera, le risate del pubblico e i salotti di Pasadena, in virtù di una commedia fantascientifica dai toni oscuri e d’azione, con episodi di circa 25 minuti, effetti speciali ambiziosi e un tono che mescola ironia e violenza comica. Non una mera operazione nostalgica ma qualcosa che prende un pezzo amato del passato e lo trascina in un territorio nuovo e improbabile.
Attenzione: l’articolo contiene spoiler sul primo episodio di Stuart Fails to Save the Universe.
| Personaggio | Attore Interprete | Ruolo nello Spin-Off |
|---|---|---|
| Stuart Bloom | Kevin Sussman | Protagonista riluttante in missione per ripristinare il multiverso. |
| Denise | Lauren Lapkus | Ex fidanzata di Stuart con spirito di sopravvivenza cinico e pratico. |
| Bert Kibbler | Brian Posehn | Sopravvissuto impassibile che utilizza l’umorismo come difesa. |
| Barry Kripke | John Ross Bowie | Antagonista grottesco e figura di potere nel mondo post-apocalittico. |
Indice dei contenuti
Stuart Fails to Save the Universe: la premessa
E’ esattamente quella che ci si poteva aspettare: Howard, Sheldon e Leonard hanno costruito e attivato un dispositivo di interferenza quantistica, provocando uno sconvolgimento tra le dimensioni che genera una sorta di Armageddon multiversale. A dover rimediare al disastro è un’improbabile squadra composta da Stuart, dalla sua ex Denise, dal geologo Bert Kibbler e dal fisico Barry Kripke, inizialmente schierato come antagonista, ma su questo torneremo più avanti. Sono tutti personaggi secondari che abbiamo imparato ad amare nella serie originale e che qui diventano protagonisti a tutti gli effetti.
Il dispositivo diventa così il pretesto perfetto per far viaggiare i protagonisti tra mondi e realtà alternative, lasciando alla fantasia, e soprattutto ai personaggi che possono tornare, un margine praticamente infinito.
Il primo episodio: “Spoiler: Gary Dies”
La breve durata degli episodi di Stuart Fails to Save the Universe fa in modo che il pilot ci getti già nell’azione e presenti situazioni e ambientazioni nel modo più efficace possibile. Siamo in una Pasadena post–apocalittica, ma la fumetteria di Stuart è ancora in piedi, quasi fosse un’isola di insolita normalità in mezzo a macerie e mutanti in cui due clienti abituali discutono animatamente se Hawkeye meriti o meno di far parte degli Avengers.
Poco dopo, una figura che sembra aver affrontato diverse avversità per raggiungere la fumetteria si toglie il cappuccio, rivelando di essere Bert. Il proprietario, come sempre Stuart, lo accoglie con il tono di chi ha ormai trasformato l’apocalisse in routine e baratta un fumetto in cambio di viveri. È proprio questo uno degli aspetti più riusciti dell’episodio: la fine del mondo viene trattata come una seccatura quotidiana.
In questa realtà di Stuart Fails to Save the Universe esistono inoltre diversi varchi dimensionali che, invece di essere percepiti come qualcosa di straordinario, vengono utilizzati dagli abitanti per smaltire i rifiuti. L’ironia è presente, quindi, già nelle prime fasi. La missione viene affidata al gruppo da uno Stuart proveniente da un universo alternativo, che spiega come l’esperimento abbia spezzato l’equilibrio tra le realtà e che soltanto loro possono provare a ricomporlo. Il setting post–apocalittico, dunque, spiega anche l’invecchiamento dei personaggi senza obbligare a complicato trucco e ringiovanimento, in quanto la serie è ambientata nel futuro.
Compare quindi Denise, che non è più fidanzata con Stuart e ora sta con Gary, un ragazzo bello, coraggioso e perfino troppo eroico per sopravvivere a lungo. Il titolo dell’episodio, come tutti quelli della stagione, contiene già uno spoiler dichiarato: Gary muore. E non bisogna aspettare molto.
La vera sorpresa arriva quando il gruppo raggiunge una Caltech ormai in rovina per recuperare il dispositivo. Qui incontra una versione alternativa di Raj, vera sorpresa inaspettata dell’episodio: barba lunga e aspetto da sopravvissuto, molto lontano dal personaggio conosciuto in The Big Bang Theory. Torna anche Kripke, nella serie è nel cast principale, che ha invece assunto il controllo della struttura, diventando una figura di potere dopo l’apocalisse. Saranno proprio le conoscenze scientifiche e nerd dei protagonisti, spesso motivo di battute nella serie originale, a trasformarsi negli strumenti necessari per provare a ricomporre la realtà.
L’episodio procede con un ritmo sostenuto, alternando comicità nerd, azione e un umorismo nero decisamente più crudele rispetto alla serie madre. Sorprende soprattutto la presenza esplicita della violenza: sangue, esplosioni e perfino parti di corpi umani. Non si tratta soltanto di una scelta pensata per colpire lo spettatore, ma di un modo per chiarire che le regole sono cambiate. Non siamo più nella sitcom in cui il rischio peggiore era un’umiliazione sociale o una figuraccia davanti agli amici: qui si può morire, tradire qualcuno o sopravvivere semplicemente per caso. Tanto, in fondo, in una nuova dimensione tutto potrebbe essere nuovamente azzerato.
Stuart Fails to Save the Universe, anche sul piano visivo, cambia le scene legate a The Big Bang Theory in modo evidente. Ambientazioni, effetti speciali e costruzione dei diversi universi appaiono curati e credibili, soprattutto considerando la durata di circa 25 minuti. La sigla composta da Danny Elfman, altra sorpresa eccellente, accompagna bene questa nuova identità, mentre i cartelli finali firmati da Chuck Lorre mantengono un ultimo legame ironico con la tradizione del franchise.
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Il cast e le performance
Kevin Sussman interpreta Stuart, anche nelle sue diverse versioni, conservando quella miscela di sfortuna e poca dignità che lo aveva reso amabile nella serie originale. Questa volta, però, deve sostenere l’arduo peso di protagonista e dimostra di poterlo fare senza trasformare il personaggio in un eroe tradizionale. Lauren Lapkus dà a Denise un’energia pratica e leggermente cinica che funziona bene nel nuovo contesto e aveva avuto la sfortuna di essere appena accennata nella serie madre. Brian Posehn continua a costruire l’umorismo di Bert, qui spinto all’ennesima potenza, attraverso la sua espressione impassibile, mentre John Ross Bowie si diverte a esasperare i tratti di Kripke, trasformandolo in un antagonista grottesco ed egocentrico.
Il ritorno di Raj, ormai non più un segreto dopo la diffusione di immagini e anticipazioni online, è uno dei momenti più riusciti del primo episodio. Kunal Nayyar sembra divertirsi nel riprendere il personaggio, qui trasformato in una versione più esasperata e temprata dall’apocalisse rispetto a quella conosciuta nella serie madre. La sua presenza non appare quindi come un semplice cameo nostalgico, ma quasi come il segnale di un ritorno importante per l’intero franchise, capace di anticipare altre presenze eccellenti che la serie potrebbe riservare a sorpresa.
Nei prossimi episodi rivedremo anche altri volti legati a The Big Bang Theory: Wil Wheaton nei panni di una versione alternativa di se stesso; Christine Baranski, interprete di Beverly Hofstadter, la madre di Leonard; Riki Lindhome, già Ramona Nowitzki, la ricercatrice ossessionata da Sheldon; Joshua Malina, che interpretava il presidente del Caltech Siebert; Josh Brener, apparso come Dale, il commesso della fumetteria di Stuart; e Ryan Cartwright, ricordato come Cole, il compagno di corso di storia di Penny. Altri possibili ritorni circolano già in rete, ma per il momento restano soltanto indiscrezioni.
Dopo la messa in onda del pilot sono stati confermati anche i ritorni di Kaley Cuoco e Melissa Rauch, chiamate a interpretare versioni alternative di Penny e Bernadette. Sarà nuovamente presente Teller, che nella serie originale rappresentava il padre di Amy, ed è già comparso in questo episodio interpretando sé stesso nel duo Penn & Teller.
Stuart Fails to Save the Universe: il verdetto
Stuart Fails to Save the Universe prende uno dei personaggi più sfortunati e marginali del franchise e gli consegna le chiavi di un multiverso caotico. Il primo episodio funziona proprio perché non prova a trasformare Stuart in un eroe tradizionale: resta impacciato, insicuro e costantemente vicino al fallimento, ma è proprio questa inadeguatezza a renderlo il protagonista giusto per una storia del genere.
Il cambio di tono è coraggioso, la violenza sorprende e il ritorno di alcuni volti conosciuti viene utilizzato con maggiore intelligenza rispetto al semplice cameo nostalgico. Resta da capire se il viaggio tra dimensioni riuscirà a mantenere la stessa freschezza o se, episodio dopo episodio, il multiverso finirà per diventare una scorciatoia capace di annullare ogni conseguenza.
Per il momento, però, la serie lascia davvero la voglia di scoprire cosa accadrà dopo. Non perché Stuart sembri pronto a salvare l’universo (dopotutto il titolo stesso della serie sembra smentirlo), ma perché continua a essere l’uomo meno indicato per farlo. E quando il fallimento è già scritto nel titolo, la parte interessante diventa capire quanto lontano riuscirà ad arrivare prima del prossimo disastro.
I nuovi episodi di Stuart Fails to Save the Universe sono disponibili in Italia su HBO Max ogni venerdì, fino al decimo e conclusivo appuntamento del 25 settembre 2026.
Immagine di copertina: screenshot del trailer ufficiale
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