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Eroica Fenice

The wolf of Wall Street: il rischio rende giovani?

Metti un giorno, ancora una volta, insieme Scorsese e Di Caprio. Prendi un libro autobiografico, aggiungi alcool, droghe, potere, denaro, donne e rallenty… otterrai così “The Wolf of Wall Street”, 180 minuti di puro cinema! Liberamente ispirato all’autobiografia di Jordan Belfort, un broker cocainomane processato per  truffa e condannato ad un risarcimento di 110 milioni di dollari, il film è una trasposizione allucinata della sua vita e dei suoi eccessi. Il libro a cui la sceneggiatura si ispira, “Il Lupo di Wall Street”, narra le vicende di questo dentista mancato e della sua vita al limite della follia. Messosi a capo dei mille broker dell’agenzia Stratton Oakmont, Belfort, divenne proprio nel 1987 un modello in carne, ossa e dollari di quel Gordon Gekko interpretato da Michael Douglas in “Wall Street”. Questa volta i riferimenti di Scorsese non sono i cult cinematografici orientali o francesi ma, i suoi stessi film: “Goodfellas”, “Casinò” e “Fuori Orario”. Pezzi del suo miglior cinema tagliuzzati e ricuciti addosso a Di Caprio come (l’attore stesso definisce) “un vestito su misura”.

Le immagini potenti, l’ottima fotografia ed un grandissimo uso della musica sono la cornice perfetta alle magistrali interpretazioni di Leonardo Di Caprio e Jonah Hill. Una menzione speciale va fatta indubbiamente ai pochi minuti in scena di Matthew McConaughey , che riassume fra cocaina, autoerotismo e vodka martini lo stile di vita dei broker degli anni ’90 esplodendo letteralmente sullo schermo in una sorta di “iniziazione” di un giovane e promettente Belfort. In primo piano le sue debolezze: la droga, il sesso, ma soprattutto i soldi.

Tutto il suo mondo si regge su questi tre pilastri sempre secondo una legge non scritta: lui è un uomo che non vuole mai essere sobrio. Un film alla Scorsese insomma: mai statico, ironico, esagerato, pungente e con 567 variazioni della parola “fuck”! Non resta, dunque, che aspettare il 2 marzo, sperando che per Leo stavolta, sia quella buona…

E nel frattempo: “Vendimi questa penna!”.

Hai letto: The wolf of Wall Street

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