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Eroica Fenice

La categoria food contiene 5 articoli

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“Le Centenarie” tra cultura e tradizione napoletana

Domenica 1 settembre sul Lungomare Caracciolo presso lo spazio “Miramare Exclusive” del Bufala Fest si è tenuto un esclusivo evento, che ha visto protagoniste per la prima volta tutte insieme le 13 pizzerie storiche di Napoli, “Le Centenarie”. Profumo di tradizione, storia e cultura, oltre a quello di pizza. Le Centenarie “Unione Pizzerie Storiche Napoletane” sono le pizzerie che da oltre cento anni svolgono le proprie attività sempre negli stessi locali, con la stessa passione e dedizione. Quello di domenica è stato un evento nell’evento, con la presentazione delle classiche pizze napoletane, quali margherita e marinara. Le centenarie, infatti, hanno l’obiettivo di tutelare la tradizione e la storia della pizza napoletana. Il presidente dell’associazione, Antonio Starita, della famosa pizzeria Starita a Materdei, ha fatto gli onori di casa, insieme alla splendida Valentina Castellano, che non poteva organizzare evento migliore. “Le Centenarie”, tra pizza e cultura Rapiti dal profumo delle pizze appena sfornate e dei fritti impeccabili tutti i partecipanti hanno potuto assaporare la tradizione che oggi rende i napoletani fieri di essere tali. Frittatina, crocchè, montanara, arancino e zeppoline per iniziare. Margherita e Marinara per continuare in gran bellezza. Le 13 famiglie “Centenarie” hanno saputo esprimere al meglio i valori di unione, collaborazione e lealtà, che fanno dell’Associazione un team perfetto. Antonio Rea, organizzatore del Bufala Fest, ha premiato Le Centenarie con il Premio Bufala Fest con queste parole: «All’Unione Pizzerie Storiche di Napoli “Le Centenarie” per la capacità di fare squadra e per aver saputo unire l’inestimabile patrimonio di storia, di valori e di competenze insito in ognuna delle singole pizzerie associate. L’Unione Pizzerie Storiche Napoletane “Le Centenarie” rappresenta un esempio da imitare per intere generazioni di pizzaioli, un sodalizio che ha avuto la lungimiranza di mettere in rete le energie delle singole eccellenze, valorizzando e promuovendo, attraverso il prodotto pizza, la tradizione e la cultura partenopea ovunque nel mondo». “Le Centenarie”: Starita a Materdei Gorizia 1916 L’Antica pizzeria da Michele Antica Pizzeria Capasso 1847 a Porta San Gennaro Lombardi 1892 Via Foria L’Antichissima Pizzeria Port’Alba 1738 Antica Pizzeria Ciro 1923 a Gaeta Mattozzi a Piazza Carità Trianon da Ciro dal 1923 Ciro a Santa Brigida La Pizza da Gennaro a Secondigliano Pizzeria Cafasso a Fuorigrotta Umberto     Alessia Giannino  

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Viaggio alla scoperta della cultura e del buon cibo a Cimitile

Un tour di Cimitile tra cultura e buon cibo alla scoperta delle Basiliche Paleocristiane e di “Pizza & Fritti Sapori di Napoli” dello chef Gennaro Galeotafiore. Esattamente nel cuore della Campania, a circa 30 kilometri di distanza dalle cinque province, incontriamo Cimitile, un paesino di poco più di 7000 anime, che custodisce un vero e proprio patrimonio di cultura storica e artistica, da visitare assolutamente: le Basiliche Paleocristiane. Chi volesse allietare oltre agli occhi anche il palato, non potrà fare a meno di scegliere “Pizza & Fritti Sapori di Napoli” dello chef Gennaro Galeotafiore. Da qui è partito il tour, guidato dall’ingegnere Giuseppe Trinchese, appassionato e studioso delle Basiliche, ed organizzato da Renato Rocco, giornalista del Magazine “La buona tavola”, atto a valorizzare le ricchezze del nostro territorio. Immergersi nel verde che circonda le rovine del complesso monumentale di Cimitile è un’esperienza davvero unica. Il complesso sorge alla base di una necropoli del II-III sec. d.C. ma è intorno alla fine del III sec. che vi si sviluppa un vero e proprio culto, professato dallo stesso Sant’Agostino, intorno alla tomba del sacerdote Felice, dedito alla cura della diocesi di Nola. Il futuro vescovo di Nola, San Paolino (in onore del quale si celebra tutt’ora la famosa “Festa dei gigli”), restaurati gli antichi edifici intorno alla tomba del sacerdote Felice in seguito alla vendita di alcuni suoi beni, fece costruire un’imponente Basilica e numerose altre opere per venire incontro alle esigenze dei cittadini. L’origine sepolcrale del luogo permane nell’attuale nome della città, “Cimiterium” l’odierna “Cimitile”, appunto. Il villaggio fondato intorno alla Basilica grazie a Paolino subì una disastrosa alluvione intorno al VI sec., nonché varie scorrerie barbariche. Esplorando le sette basiliche del complesso si ha quasi una sensazione concreta e materiale delle varie epoche che sono andate stratificandosi man mano, al di sopra del complesso monumentale, conservandone la memoria. Le Basiliche di Cimitile tra arte, culto e prodigio Incontriamo innanzitutto la Basilica di San Tommaso, del VI-VII sec., e la cappella dei SS. Martiri, realizzata da Leone III, il gioiello del complesso, contenente numerosi affreschi di innegabile bellezza e di natura propagandistica, due dei quali conservati nell’Antiquarium. La Basilica di San Felice, costituita a partire dal IV sec da strutture di epoche diverse, ospita il primo mausoleo e la cosiddetta Basilica vetus, in seguito modificata da San Paolino per diventare la Basilica nova. L’alto numero di sepolture contenute nella Basilica è dovuto alla credenza popolare secondo la quale una maggiore prossimità al Santo avrebbe procurato un accesso sicuro al Paradiso. La lastra in marmo che copre il sepolcro presenta due fori, attraverso cui veniva fatto passare dell’olio, con il quale i fedeli imbevevano dei fazzoletti, ritenuti vere e proprie reliquie per contatto. Massime bibliche sono riportate tutt’intorno al sepolcro. La Cappella di San Calionio, risalente al V sec. ma restaurata da Leone III intorno al IX sec., contiene le tombe dei poveri. La Cappella di Santa Maria degli Angeli conserva un affresco della Vergine col bambino e la tipica croce ad Y. La Basilica nova, poi di San Giovanni, eretta intorno al V sec. per rispondere alla […]

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Nocciole Papa: il primo store consacrato alla nocciola

Nocciole Papa: il primo store interamente dedicato alla nocciola | Opinioni A San Vitaliano, un paesino della provincia napoletana, “Nocciole Papa store”, il primo store interamente dedicato alla nocciola, frutto tipico di questa zona e prodotto d’eccellenza campano, festeggia i primi 6 mesi di attività. Siamo stati lì per celebrare questo lieto evento e per conoscere meglio questo frutto, tipico delle nostre zone e delizioso in tutte le sue sfaccettature. Veniamo accolti da Pasquale Papa, l’ideatore dello store, nonché nipote del produttore primo, quindi terza generazione di produttori, dal 1970 siti a Roccarainola, che dopo il proseguimento dell’attività da parte del padre, sta dando un nuovo volto all’azienda, al passo con le nuove tecnologie e con il fine ultimo di diffondere il prodotto campano, nonché valorizzarlo nella terra  dalla quale trae le sue remote origini. Infatti Pasquale Papa ci tiene a sottolineare che il nome originario dell’albero da frutto è Corylus avellana, conservando nell’etimologia l’origine della pianta stessa, ovvero Avella, un paesino della provincia di Avellino, a scapito della falsa attribuzione piemontese. La passione della famiglia e la volontà, al contempo, di preservare e diffondere il valore di questo prodotto traspare in tutte le scelte attuate dall’ideatore. L’attenzione è al minimo dettaglio, come è evidente varcando la soglia dello store, che ci conduce in una dimensione al contempo naturalistica e di design ultra moderno, conciliando, dunque, tradizione e contemporaneità; l’arredamento infatti richiama la pianta originaria del nocciolo, con una ramificazione in legno che, partendo dalle radici, del parquet, si dirama fino al soffitto, per culminare in due rami che, esattamente come in natura, sorreggono il frutto. Il verde e il legno sono i colori dominanti e la sensazione è esattamente quella di penetrare in un vero e proprio noccioleto. Nonostante il trascorrere delle generazioni, tale scelta dimostra l’attaccamento del nipote alla propria famiglia. Nulla è lasciato al caso e, per rimarcare l’origine della nocciola, la linea dei prodotti in box reca sul fronte, con un logo fine ed elegante, la regione d’origine del prodotto stesso, la nostra Campania. Le nocciole Papa appartengono a diverse varietà, tutte campane appunto, delle quali la più famosa nonché certificata è la Giffoni e si sta lavorando per certificare anche le altre varietà. Nocciole Papa: tra gusto e salute L’idea dello store non è solo quella di rimarcare e dunque valorizzare le origini del prodotto ma vi è anche la volontà di proporre un prodotto nostrano e soprattutto a km 0, che ha notevoli vantaggi sulla salute, come ci ricorda il medico chirurgo Antonio Notaro, riportando studi condotti su centenari che consumavano prevalentemente prodotti provenienti dal proprio paese d’origine. La frutta secca in particolare, nelle giuste dosi, è un prodotto che può essere consumato e declinato a tutto pasto, oltre che per la sua duttilità e capacità di adattarsi a pietanze dolci e salate, anche per i nutrienti che contiene. Abbiamo inoltre avuto l’occasione di avere un saggio di tale peculiarità della nocciola, grazie alla bravura dello chef Marco C. Merola, della nuova Pasticceria Contemporanea di […]

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Ciro Savarese e la "Quattro Latti" che conquista Arzano

Sin dal 2002, Anema & Pizza di Ciro Savarese ha conquistato il cuore dei cittadini di Arzano e dintorni. Nata esclusivamente come pizzeria d’asporto, negli ultimi anni con un’espansione di due sale e una ristrutturazione completa, la pizzeria si presenta alla stampa locale con un nuovo nome e un aspetto totalmente rinnovato, menù compreso. Il 6 febbraio, Ciro Savarese ha presentato il nuovo design della pizzeria e la sua nuova specialità: La pizza “Quattro latti”, una versione della Quattro formaggi ideata con i soli formaggi campani. Il locale  – che è stato battezzato con il nome del titolare in seguito alla ristrutturazione – si presenta sotto una luce del tutto diversa, con un’aria di raffinata eleganza che richiama più l’idea di un ristorante che di una pizzeria, in particolare, l’ambiente denota un’atmosfera tipicamente giapponese. Un’idea di Ciro, il quale ha in programmare di collaborare con un rinomato chef di cui, pero, non ha voluto fare il nome. Inizialmente la pizzeria era costituito da un unico spazio, riservato ai forni, solo in seguito sono state aggiunte due sale, attrezzate di pannelli fono assorbenti per risolvere il problema del riverbero della voce. Per quanto concerne i forni, invece, sono stati spostati in un ambiente diverso dalla sala, adibito unicamente alla preparazione dei prodotti. Ulteriori cambiamenti si riscontrano nell’eliminazione del servizio d’asporto, per la ricerca di una clientela differente e la riduzione dei posti in sala dagli 80 ai 70 per una maggiore comodità. In aggiunta, un piccolo spazio è stato riservato esclusivamente all’angolo bar, dove è possibile trovare un’ampia scelta di amari e whisky. Il gusto per l’artigianale si riscontra nell’accurata selezione dei prodotti e il rifiuto di utilizzare alimenti surgelati. Sin dall’antipasto con una scelta di due montanarine d’eccezione, una farcita con ragù napoletano e provola d’Agerola, e l’altra condita con ricotta, mortadella e granella di pistacchio, si rileva la cura con cui Ciro Savarese sceglie i suoi prodotti. L’immancabile “Regina Margherita” con pomodori di S. Marzano Dop, rigorosamente schiacciati a mano e mozzarella di bufala, per rendere orgoglioso anche il napoletano più incallito. E la “Quattro latti”  che vede la sua nascita in questo rinomato locale di Arzano -su ideazione del pizzaiolo Ciro Savarese- proprio per ridare lustro alla famosa Quattro formaggi, creando una versione totalmente campana. La scelta è ricaduta su quattro prodotti caseari, ottenuti da quattro specie diverse (bufala, capra, vacca e pecora), per portare alla ribalta una pizza con prodotti di prima scelta. A fare da condimento alla nuova protagonista della pizzeria Ciro Savarese, sono fior di latte di Agerola, blu di bufala, cacioricotta del Cilento e conciato romano, distesi separatamente sul sottile disco di pane. Tuttavia, le sorprese non si limitano al rilancio di quest’unica pizza, ma le novità si riscontrano anche nella così chiama “Aurora” – condita con vellutata di zucca e provola di Agerola-e nel “Maialetto infuocato” – ode alla pizza piccante con uso smodato del peperoncino- le quali vedono come protagonista due diverse varianti della salsiccia di Castelpoto (rispettivamente dolce e piccante). Un’esplosione […]

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