Così in Europa si vende e regola il CBD

Così in Europa si vende e regola il CBD

Diffuso come alternativa legale alla cannabis tradizionale, il CBD ha conquistato il mercato europeo grazie alla sicurezza della sua provenienza e produzione e alle tante applicazioni in vari campi, da quello medico a quello alimentare.

  1. CBD e normativa europea

In particolare, è molto venduto l’olio al CBD, un estratto della pianta di Canapa Sativa L., poiché la comunità scientifica ha largamente riconosciuto le sue proprietà rilassanti e terapeutiche. Ma per essere venduto in maniera legale e per poter acquistare oli al CBD e altri prodotti di alta qualità, sicuri e certificati, il cannabidiolo deve rispettare dei requisiti di legge. Non è ancora entrata in vigore un’unica normativa che metta d’accordo tutti gli stati UE, infatti la regolamentazione di questo importante prodotto varia di stato in stato.

In linea generale, è però possibile affermare che, a livello europeo, il CBD non rientra tra le sostanze stupefacenti, condizione che mantiene solo se rispetta i requisiti stabiliti dalla normativa europea di riferimento. E cioè che il contenuto di THC, il più famoso principio psicoattivo presente nella cannabis, sia inferiore allo 0,2% (anche se, in alcuni stati, la tolleranza tocca percentuali più alte).

Dal 2019, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito la possibilità di vendere il CBD all’interno dell’Unione Europea, ma solo quando questo è prodotto legalmente in uno degli stati membri. La vendita del CBD, dunque, non può essere vietata ed è del tutto legale, tuttavia in alcuni stati esistono ancora delle restrizioni più rigide o specifiche in merito alla produzione, alla commercializzazione e all’utilizzo di CBD e suoi derivati.

  1. CBD in Europa: regolamentazione e vendita nei principali stati

Il mercato del CBD in Europa cresce in maniera esponenziale, per via della domanda sempre più alta e della maggiore consapevolezza dei consumatori sui benefici del CBD. Potenzialmente, entro la fine del 2025, potrebbe raggiungere un valore di oltre 3 miliardi di euro. Allo stato attuale, i mercati principali di CBD sono l’Italia, la Germania e il Regno Unito, nonostante la sua uscita dall’UE nel 2020. Sempre più vicini ad una regolamentazione più chiara e ad un mercato in espansione, sono invece la Francia e la Spagna.

Il mercato italiano del CBD è uno dei più permissivi in Europa, visto che in Italia si può vendere olio di CBD legale con una quantità di THC che non supera lo 0,6%. Con questa soglia vengono prodotti e venduti oli al CBD con differenti concentrazioni, ed è possibile acquistarli sia nei negozi fisici (tabaccherie e parafarmacie) che online, comparto in cui l’assortimento è di gran lunga più vasto.

Tra i mercati europei più aperti e sviluppati per il CBD figura anche la Germania. Lì la soglia di THC per la vendita di CBD è più bassa, e cioè al di sotto dello 0,2%. Inoltre, in Germania il CBD viene principalmente venduto sottoforma di integratore alimentare o di ingrediente cosmetico e ugualmente richiesto sia online che negli store fisici specializzati.

Segue il Regno Unito, altro stato europeo di rilievo tra i mercati più in crescita per la vendita di CBD. Allo stesso modo della Germania, il CBD è legale entro la soglia dello 0,2% di THC. Inoltre, si può vendere solamente il CBD certificato come Novel Food, una certificazione che garantisce la conformità e la sicurezza del prodotto per il consumo umano, dettaglio che rende il mercato ancor più trasparente.

Nel caso della Francia, invece, la regolamentazione sul CBD presenta delle limitazioni, sebbene dal 2021 il paese abbia già presentato degli aggiornamenti sulla normativa che permettessero al mercato francese di allinearsi un po’ di più con le direttive europee. Il prodotto è legale solo se viene ricavato dai semi e dalle fibre della pianta di canapa, e solamente se il THC è presente in quantità inferiore allo 0,2% (e si considera “non rilevabile”). Ad ogni modo, anche in Francia il CBD è un prodotto largamente diffuso.

Altre differenze le presenta la regolamentazione del CBD in vigore in Spagna, paese in cui il cannabidiolo è considerato un prodotto cosmetico e non può essere venduto come integratore alimentare. Per quanto riguarda la vendita, il CBD legale è quello che contiene THC sotto la soglia dello 0,2%.

Anche i Paesi Bassi seguono una legislazione sulla cannabis e sui suoi derivati molto regolamentata, per monitorare il CBD e garantire qualità e sicurezza del prodotto. L’olio di CBD è legale e venduto con il limite di THC fissato allo 0,5%.

Infine, pur non essendo uno Stato membro dell’UE, la regolamentazione della Svizzera ha permesso al mercato del CBD di fiorire e di vendere liberamente il cannabidiolo, sia come integratore che come prodotto per il benessere. Il paese, infatti, ha un limite di THC decisamente più alto rispetto alla media europea, poiché è fissato all’1%.

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