Chi porta i regali di Natale nel mondo? Dalla vera storia di Babbo Natale alla leggenda di Rudolph

Chi porta i regali di Natale ai bambini nel mondo?

In sintesi: chi porta i regali di Natale?

Nel mondo occidentale i regali vengono portati da Babbo Natale la notte del 24 dicembre, figura derivata storicamente da San Nicola. In Spagna arrivano con i Re Magi (6 gennaio), in Russia con Nonno Gelo (Capodanno) e in Grecia con San Basilio (1° gennaio). In Nord Europa l’arrivo dei doni è talvolta accompagnato dai temibili Krampus.

L’atmosfera natalizia è la più magica dell’anno: le città sono ricche di addobbi maestosi, risuonano storici album di Natale con le più famose canzoni di Natale, la gente decora l’albero di Natale con la propria famiglia e i bambini, magari imparando cos’è il calendario dell’Avvento per contare i giorni, attendono con molta gioia l’arrivo dei doni. Quando pensiamo a questo periodo, è naturale associare la festività alla figura di Babbo Natale per scoprire chi porta i regali di Natale ai bambini nel mondo. E pur sapendo che esistono religioni che non festeggiano il Natale, per chi lo celebra esistono moltissime tradizioni diverse, miti e leggende che affascinano grandi e piccini.

La domanda su chi porti i regali ai bambini, come sia nato il mito dell’omone vestito di rosso, da dove arrivi la sua fidata renna Rudolph e, persino, chi porti i regali a Babbo Natale, rivela storie e riti che legano la festa alla cultura di ogni popolo. Immergiamoci insieme in questo meraviglioso mosaico natalizio.

Chi porta i regali ai bambini nel mondo: le tradizioni natalizie paese per paese
Infografica illustrata sulle figure che portano i regali ai bambini nel mondo: Babbo Natale, Ded Moroz, Re Magi, Befana, Christkind, San Nicola, Krampus e altre tradizioni natalizie internazionali.

Chi porta i regali di Natale nel mondo?

In un mondo globalizzato, conoscere le diverse tradizioni natalizie, che si inseriscono nel macro-universo delle festività e tradizioni invernali, consente di apprezzare la ricchezza della diversità. Che si tratti di Babbo Natale o dei Re Magi, il vero dono rimane il valore che ciascuna cultura trasmette: quello della gioia, della sorpresa e del tempo passato insieme.

Paese / regione Portatore di doni e data
Mondo occidentale Babbo Natale (notte del 24 dicembre)
Russia ed est Europa Ded Moroz (Nonno Gelo) (notte del 31 dicembre)
Spagna e America Latina Los Reyes Magos (I Re Magi) (notte del 5 gennaio)
Grecia Agios Vasilis (San Basilio) (1° gennaio)
Germania, Austria, Svizzera Christkind (Gesù Bambino) (notte del 24 dicembre)
Svezia e Norvegia Tomte / Julenissen (gnomo del folklore) (24 dicembre)
Italia (tradizione aggiuntiva) La Befana (notte del 5 gennaio)
Austria, Trentino-Alto Adige San Nicola e i Krampus (5-6 dicembre)
Islanda Jólasveinar (13 folletti) (dal 12 al 24 dicembre)

San Nicola e i Krampus (Austria, Baviera e Trentino): L’arrivo dei doni ha anche un lato oscuro. Tra il 5 e il 6 dicembre, San Nicola sfila per le strade distribuendo dolci, ma è accompagnato dai Krampus, inquietanti demoni dalle sembianze caprine. Il loro compito è spaventare e punire i bambini che si sono comportati male durante l’anno.

Ded Moroz (Russia): in Russia e in molti paesi dell’Est Europa, è Ded Moroz (Nonno Gelo) a portare i regali. Accompagnato dalla nipote Snegurochka (“fanciulla di neve”), è un anziano dalla barba bianca, ma vestito di blu. Arriva in occasione del Capodanno, non del Natale.

Los Reyes Magos (Spagna e America Latina): in Spagna e in gran parte dell’America Latina, i portatori di doni sono i Re Magi. Secondo la tradizione, la notte tra il 5 e il 6 gennaio i bambini ricevono i loro doni, con parate colorate e dolci tipici come il Roscón de Reyes.

San Basilio (Grecia): Mentre in gran parte dell’Europa i bambini attendono il 25 dicembre, in Grecia i regali arrivano il 1° gennaio, portati da Agios Vasilis (San Basilio Magno), festeggiato proprio nel giorno di Capodanno con il tradizionale dolce della Vasilopita.

Tomte e Julenissen (Scandinavia): in Svezia e Norvegia, i regali vengono distribuiti dal Tomte (o Julenissen), un piccolo gnomo o spirito guardiano della fattoria derivato dal folklore norreno, che esige in cambio una ciotola di porridge con burro.

Christkind (Germania, Austria, Svizzera): in questi paesi, i doni sono portati da Christkind, una figura angelica (spesso femminile) dai capelli biondi che rappresenta lo spirito di Gesù Bambino.

La Befana (Italia): Oltre a Babbo Natale, in Italia la Befana arriva il 6 gennaio a portare dolci ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi. Questa figura ha radici pre-cristiane e simboleggia il rinnovamento del nuovo anno. Il carbone, infatti, anticamente non era una punizione, ma un potente augurio legato al focolare, simbolo di calore, fertilità e rinascita per affrontare l’inverno.

Gryla e i 13 Jólasveinar (Islanda): nei miti scandinavi islandesi, i Jólasveinar (“ragazzi di Natale”) sono tredici spiriti dispettosi (oggi divenuti benevoli) che scendono uno al giorno prima di Natale, lasciando piccoli doni nelle scarpe sul davanzale. Sono figli di Gryla, un’antica megera che rapisce i bambini disobbedienti.

💡 Lo sapevi che…? Perché ci scambiamo i regali?

L’usanza di farsi dei doni ha radici molto profonde. Per il Cristianesimo ricorda i preziosi doni (oro, incenso e mirra) offerti dai Re Magi a Gesù Bambino. Ma già nell’Antica Roma, durante la festa invernale dei Saturnali, i cittadini si scambiavano le strennae (rametti d’alloro, fichi e miele) come simbolo di buon augurio e prosperità per l’anno nuovo.

Come nasce il mito di Babbo Natale? Da San Nicola all’abito rosso

Le tre versioni di Babbo Natale
Le tre versioni di Babbo Natale

La figura più nota del mondo occidentale è senza dubbio Babbo Natale. Il suo aspetto bonario, con barba bianca e abito rosso, è frutto di un lungo processo che unisce storia religiosa, cultura popolare americana e iconografia pubblicitaria.

Il legame tra San Nicola e l’Italia: Vissuto nel IV secolo nella città di Myra (nell’odierna Turchia), il vescovo San Nicola voleva aiutare tutti i bambini che non potevano seguire la messa a causa del gelo, portando loro enormi sacchi pieni di doni. La figura storica è accertata. Nel 1087, un gruppo di marinai baresi trafugò le reliquie del Santo per salvarle dall’avanzata musulmana, portandole in Puglia. Questo incredibile evento ha legato per sempre l’Italia alla genesi di questa figura, spiegando perché San Nicola di Bari è diventato il protettore dei bambini a livello globale.

L’invenzione del Polo Nord e l’abito rosso: Col passare del tempo, il nome anglofono Santa Claus derivò da Sinterklaas, l’appellativo olandese del Santo. La trasformazione americana iniziò grazie a Clement C. Moore, che nel 1822 scrisse la celebre poesia A Visit From Saint Nicholas. Ma fu il vignettista Thomas Nast, a partire dal 1862 sulla rivista Harper’s Weekly, a dargli il volto rubicondo e a inventare l’officina dei giocattoli situata al Polo Nord, popolata dagli elfi. L’evoluzione fu cristallizzata negli anni ’30 dall’illustratore Haddon Sundblom, che dipinse per la Coca-Cola il Babbo Natale in abito rosso e bianco che tutti conosciamo oggi.

💡 Lo sapevi che…? Quanti anni ha Babbo Natale?

È una delle domande più digitate dai bambini su Google! Se consideriamo le sue antiche origini storiche legate al vescovo San Nicola di Myra, nato intorno al 270 d.C., Babbo Natale ha superato abbondantemente i 1.700 anni. Se invece contiamo la sua nascita “letteraria” moderna, avvenuta nel 1822 con la poesia di Moore, ha da poco festeggiato due secoli di vita.

La fidata compagna di viaggio: la leggenda della renna Rudolph

Il nostro amato Babbo Natale, nella notte stellata del 25 dicembre, si mette all’opera per consegnare i regali. Il mito delle classiche 8 renne deriva direttamente dalla mitologia norrena: Sleipnir, il magico cavallo volante del dio Odino, possedeva infatti 8 zampe. A questa squadra si è aggiunta nel tempo una nona figura, divenuta l’assoluto simbolo del natale: la renna Rudolph.

💡 Lo sapevi che…? Come si chiamano le altre renne?

Prima dell’arrivo di Rudolph, la magica slitta era trainata da 8 renne fisse. I loro nomi italiani tradizionali sono: Cometa, Ballerino, Fulmine, Donato, Freccia, Saltarello, Cupido e Guizzo. Furono presentate per la prima volta al mondo con i loro nomi originali inglesi (Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder e Blitzen) in una famosa poesia del 1823.

Rudolph apparve nel 1939 per opera dello scrittore americano Robert L. May. L’autore, che da piccolo era molto timido, ideò la storia per un opuscolo promozionale dei magazzini Montgomery Ward. La favola racconta di una renna derisa per il suo naso rosso che finisce per salvare il Natale guidando la slitta nella nebbia. Vendette milioni di copie. Ma fu nel 1949 che Rudolph divenne un’icona mondiale, quando Johnny Marks scrisse la canzone “Rudolph the Red-Nosed Reindeer”, incisa magistralmente da Gene Autry.

Nella realtà, questa creatura è il simbolo dell’Artico e appartiene alla specie caribù, un animale sacro per i nativi americani. E il naso rosso? La biologia ci dice che quando il corpo della renna raggiunge temperature estreme o affronta il gelo, l’afflusso di sangue nei fitti capillari del naso aumenta per regolare la temperatura ed evitare il congelamento.

Chi porta i regali a Babbo Natale e dove vive?

Una domanda che spesso i bambini rivolgono ai genitori è proprio questa. Con il trascorrere del tempo, le leggende si sono arricchite e la curiosità è aumentata.

Chi porta il dono Tipologia di regalo Significato
Mamma Natale e gli Elfi Regali personali, dolci e cure Collaborazione, amicizia e calore familiare al Polo Nord.
I Bambini Latte, biscotti e carote per le renne Gratitudine e affetto per il lungo viaggio del 25 dicembre.
La Befana Doni speciali trasportati sulla scopa Legame fantastico tra le diverse leggende del Natale.

Secondo la tradizione popolare, i regali destinati direttamente a Babbo Natale sarebbero confezionati dagli elfi e da Mamma Natale (Mrs. Claus). Nel loro gelido rifugio – geograficamente e turisticamente identificato in Rovaniemi, il villaggio di Babbo Natale a cielo aperto in Lapponia, come confermato anche da VisitFinland – gli elfi smistano milioni di letterine provenienti da ogni angolo del globo. Qui, Mamma Natale prepara pacchettini speciali da mettere sotto un enorme albero di ghiaccio per quando suo marito torna dal viaggio globale.

Inoltre, i bambini di tutto il mondo non dimenticano mai di lasciargli un dono: dolcetti, biscotti, un bicchiere di latte caldo e, nei paesi anglosassoni, delle succose carote per rimettere in forze le renne. Trovare solo briciole il mattino di Natale è il segno tangibile che l’ospite ha gradito.

Bonus tip: non sai che regalo di Natale fare? Ecco alcune proposte

Fonte immagini: Pixabay / Freepik / Pexels
Articolo aggiornato il: 20/05/2026

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