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Matrimonio a termine: curiosità dal mondo

Risale al 2007 la proposta di un politico tedesco di introdurre l’istituto giuridico del matrimonio a termine, vale a dire un tipo di contratto matrimoniale con data di scadenza. La proposta – rimasta tale e mai tramutata in legge – ipotizzava matrimoni della durata di sette anni, al termine dei quali i due coniugi sarebbero tornati single. L’utilità? Far fronte alla mole crescente di divorzi causati, secondo dati raccolti all’epoca, dalla cosiddetta crisi del settimo anno. Dunque, perché affannarsi a divorziare? Limitiamo direttamente la durata a sette anni.

Il 2011 vede nascere una proposta simile, ma questa volta da parte di un politico del Messico. Il matrimonio a termine, nella versione messicana, avrebbe avuto una durata di due anni; allo scadere di questo biennio, la coppia avrebbe dovuto scegliere tra lo scioglimento e il rinnovo. Il politico di Città del Messico ha tentato di arginare così il crescente ricorso al divorzio, ricorso attestato in larga parte proprio allo scadere dei primi due anni di unione.

Nonostante il matrimonio a termine possa apparire, a prima vista, inconciliabile con la cultura che educa l’Occidente, proposte in tal senso non sono dunque mancate.

Matrimonio a termine: cosa accade nel resto del mondo?

Una tipologia di contratto matrimoniale “a termine” esiste nella cultura islamica sciita, conosciuta col nome di “nikāh al-mut’a”, letteralmente “matrimonio di piacere” o, come potremmo chiamarlo noi, “matrimonio a termine”: un tipo di unione non molto diffuso, ma che coesiste con il matrimonio tradizionale. La durata è variabile ed è decisa dai contraenti prima dello sposalizio; l’uomo è tenuto a corrispondere un dono nuziale alla donna e quest’ultima è vincolata alla fedeltà – come si conviene a un matrimonio tradizionale – e all’affidare legalmente al marito possibili nascituri durante l’arco di tempo che la vedrà moglie. Nella mut’a la donna è libera di scegliere se sposare o meno l’uomo; inoltre, la moglie “a termine” non ha diritto all’eredità in caso di decesso dell’uomo cui è legata per un tempo prestabilito.

Qualche anno fa, l’Italia prestò particolare attenzione all’istituto appena descritto, poiché sembrava essere particolarmente in voga: alcuni quotidiani denunciavano addirittura una sorta di “boom” di matrimoni a termine. Oggi è un fenomeno quasi dimenticato, ma non per questo meno interessante.

La mut’a può sembrare una realtà insolita, ma se pensiamo che in tempi non remoti dei politici, ovviamente guidati da motivazioni e basi ben diverse da quelle che la legittimano, hanno proposto alla loro popolazione il matrimonio a termine (che esige un rinnovo per non sciogliersi), è tanto improbabile ipotizzare che in un periodo di crisi come il nostro, dopo il divorzio breve, arriverà anche il matrimonio a scadenza? Dopotutto, questo sì che snellirebbe molto la procedura.

-Matrimonio a termine: curiosità dal mondo-

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