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Eroica Fenice

Father and Son: arte e videogioco insieme

Father and Son: arte e videogioco insieme

Il mondo del medium videogioco è in continua espansione ed è innegabile la sua influenza in numerosi altri settori come il cinema e il libro.
Con un mercato potente e in crescita anche sul suolo italiano, e con l’apertura di numerose università e istituti scolastici dedicate allo sviluppo e allo studio del videogame, non sorprende l’annuncio di Father and Son, un videogioco italiano dedicato al mondo dell’arte e in uscita a marzo 2017 su Google Play e Apple Store.

Quello che sorprende realmente è che il publisher è il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, protagonista all’interno del videogioco insieme alla città partenopea e alla sua storia.

 Father and Son: Tra arte e storia

Father and Son si presenta come un gioco a scorrimento laterale in due dimensioni, la cui trama promette di regalare diverse sorprese.

“Quella che inizia come la storia di un ragazzo che non ha mai conosciuto suo padre, si trasforma in un racconto universale e senza tempo, dove passato e presente diventano teatro di scelte significative”.

Nella sua ricerca, il protagonista avrà modo di rivivere diversi momenti storici come l’eruzione del Vesuvio del 79 che distrusse Pompei, e l’attuale situazione della città, diventata un enorme e famoso sito di scavi turistico.
Ovviamente ci sarà modo di visitare la città di Napoli e l’interno del museo archeologico Nazionale, ma anche l’antica Roma e l’Egitto, attraverso un vero e proprio viaggio nella storia tra fantastici sfondi e musiche originali ed evocative. Particolare interesse sarà dato all’arte custodita all’interno del museo dove al protagonista sarà chiesto d’interagire con più di un’opera.

Un team (quasi) tutto italiano

Nel team di sviluppo del progetto ci sono Fabio Viola, Alessandro Salvati e il professore di Economia e Gestione delle Arti all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Ludovico Solima.
Scenari e soggetti sono disegnati dall’artista inglese Sean Wenham, autore di The End of the World mentre le musiche originali sono di Arkadiusz Reikowski, compositore dei videogiochi Kholat e Layers of Fear.

Italia e videogiochi

Father and Son nasce dal desiderio di avvicinare nuova utenza al mondo dell’arte e dei musei, ma allo stesso tempo mostra una crescita del videogioco in Italia sul piano della produzione e sviluppo che aspira a uscire dai confini nazionali con la speranza, un giorno, di poterci imporre con il nostro enorme bagaglio culturale in un settore – quello del videogioco – dove siamo ancora troppo poco conosciuti.