Dopo mesi di attacchi al film di Christopher Nolan per la presunta inesattezza storica e i contenuti ritenuti “woke”, il tycoon annuncia una versione «storicamente accurata» con Grok Imagine. Nella provocazione anche la richiesta di coinvolgere Mel Gibson.
The Odyssey di Christopher Nolan è uscito nelle sale a metà luglio 2026 e ha subito conquistato pubblico e critica. Incassi da record nel weekend d’apertura, recensioni quasi unanimi, un’opera epica e un perfetto adattamento cinematografico che porta Omero sul grande schermo con Matt Damon nei panni di Ulisse, Anne Hathaway in quelli di Penelope e Tom Holland nei panni di Telemaco. Mentre il film faceva il pieno di spettatori ad Hollywood, Elon Musk ha deciso di rilanciare la polemica in modo ancora più plateale: ha annunciato che entro fine anno Grok Imagine (lo strumento di intelligenza artificiale dell’azienda xAI) realizzerà una propria versione completa dell’Odissea, “storicamente accurata e fedele all’arte di Omero”.
La domanda che resta sospesa è semplice: si tratta di una provocazione o di un progetto che intende davvero portare a termine?
| Elemento della Controversia | Dettagli The Odyssey & Grok Imagine |
|---|---|
| Regista dell’opera cinematografica | Christopher Nolan |
| Attori al centro della polemica | Lupita Nyong’o (Elena di Troia) ed Elliot Page (Sinone) |
| Accuse principali di Elon Musk | Eccessiva “Wokeness”, inesattezza storica, adattamento piegato alle quote |
| Risposta tecnologica annunciata | Nuovo film generato dall’Intelligenza Artificiale Grok Imagine |
- Il film di Nolan e le ragioni della polemica
- La lunga campagna di Musk
- Grok Imagine: l’annuncio del 22 luglio
- Provocazione o progetto concreto?
- Omero, Grok Imagine e lo sguardo contemporaneo

Il film di Nolan e le ragioni della polemica
The Odyssey è l’adattamento nolaniano del poema omerico. Accanto a Damon e Hathaway compaiono, tra gli altri, Lupita Nyong’o (Elena di Troia) ed Elliot Page. Proprio il casting è diventato il centro della controversia nel dibattito culturale. Per una parte del pubblico e dei commentatori online, assegnare il ruolo di Elena di Troia a un’attrice nera e affidare a Elliot Page quello del guerriero Sinone equivaleva a piegare il racconto antico della mitologia greca a un’agenda contemporanea, privilegiando la rappresentazione sull’aderenza filologica.
Le accuse più ricorrenti sono state quelle di “wokeness”, di “anti-bianchezza” e di mancanza di rispetto per la tradizione occidentale. Non si trattava solo di preferenze estetiche: la polemica toccava il nervo scoperto di chi vede in ogni scelta inclusiva un attacco all’identità culturale europea. Nolan, dal canto suo, ha liquidato le critiche pre-uscita come “irrilevanti”, ricordando di aver già attraversato discussioni simili ai tempi di Batman.
La lunga campagna di Musk
Elon Musk non ha mai nascosto il proprio dissenso. Prima del suo “progetto” con Grok Imagine, già a fine gennaio 2026, quando circolavano le prime notizie sul casting, aveva scritto: «Chris Nolan has lost his integrity». Nei mesi successivi il tono si è fatto più aspro. A maggio è arrivata l’escalation: «Chris Nolan is pissing on Homer’s grave. Disgraceful», poi «Chris Nolan is an anti-White racist» e ancora «Chris Nolan desecrated the Odyssey so that he would be eligible for an Academy Award». A luglio ha chiuso il cerchio con un giudizio definitivo: «Chris Nolan desecrated Homer and groveled on his knees just to meet the woke rules required to win an Oscar. What a worm».
Quello che era iniziato come critica culturale si è trasformato in un attacco personale prolungato, condotto interamente su X. Musk non si è limitato a esprimere dissenso: ha costruito una narrazione in cui Nolan diventa il simbolo di una Hollywood disposta a sacrificare i classici sull’altare delle quote e dei premi.
Elon Musk is bashing Christopher Nolan for #TheOdyssey casting, alleging the director cast Lupita Nyong’o as Helen of Troy because he “wants the awards.”
In additional X posts, Musk re-tweeted posts that mocked Elliot Page’s masculinity and claimed that Nolan was stomping all… pic.twitter.com/rhMoaZNCXM
— Variety (@Variety) May 13, 2026
Grok Imagine: l’annuncio del 22 luglio
Il 22 luglio, a film ormai uscito e di successo, Musk ha alzato ulteriormente la posta. Ha scritto: «Before this year ends, Grok Imagine will make a full-length movie of The Odyssey that is historically accurate and true to the art of Homer». Poco prima aveva risposto «I’m down» a un utente che gli proponeva di finanziare con 100 milioni di dollari una versione diretta da Mel Gibson, completa di navi e armature storicamente accurate e dialoghi in greco omerico.
L’annuncio non parla di una produzione tradizionale. Parla di Grok Imagine, lo strumento di generazione video di xAI. L’idea sembra essere quella di un film realizzato prevalentemente attraverso l’intelligenza artificiale generativa, anche se Musk non ha chiarito quale sarebbe il ruolo di sceneggiatori, montatori, supervisori o interpreti umani.
Solo algoritmi chiamati a restituire un’Odissea fedele al testo e all’immaginario antico, almeno secondo i criteri di chi la promuove.
Before this year ends, Grok Imagine will make a full-length movie of The Odyssey that is historically accurate and true to the art of Homer https://t.co/bVHzUmY9WN
— Elon Musk (@elonmusk) July 22, 2026

Provocazione o progetto concreto?
Il timing è sospetto. L’annuncio arriva proprio mentre The Odyssey di Nolan raccoglie incassi e consensi. Lo stile è tipico di Musk: dichiarazioni ambiziose, senza dettagli operativi, lanciate per catturare l’attenzione e alimentare la polemica. Mancano indicazioni su durata, sceneggiatura, modalità di distribuzione o budget dedicato. Tutto questo fa pensare a una mossa di marketing, culture war o mera visibilità piuttosto che a un progetto cinematografico strutturato.
D’altra parte, però, Musk dispone di risorse praticamente illimitate e di un’azienda (xAI) il cui obiettivo dichiarato è spingere i confini dell’intelligenza artificiale generativa. Grok Imagine può attualmente produrre clip della durata massima di circa 15 secondi e favorire una certa continuità visiva tra sequenze diverse, soprattutto grazie alla possibilità di generarle a partire da immagini di riferimento coerenti. Grok Imagine è tristemente famosa anche per essere caduta in numerose controversie e scandali riguardo i contenuti sessuali non consensuali. Non è quindi impossibile che entro dicembre 2026 esca qualcosa di lungo formato, anche se difficilmente si tratterà di un’opera capace di rivaleggiare, per coerenza narrativa e qualità artistica, con un film tradizionale.
La verità, come spesso accade con Musk, sta probabilmente nel mezzo: è soprattutto una provocazione, ma una provocazione che ha i mezzi per diventare almeno parzialmente concreta.

Omero, Grok Imagine e lo sguardo contemporaneo
Omero ha attraversato secoli di riscritture, traduzioni, adattamenti teatrali e cinematografici. Sopravvivrà anche a Grok. La questione interessante non è tanto se Musk realizzerà davvero la sua Odissea “storicamente accurata”, quanto ciò che questa polemica rivela del nostro presente.
Forse la vera domanda non è quale Odissea sia più fedele a Omero, ma cosa stiamo cercando quando pretendiamo che un racconto antico rispecchi le nostre attuali definizioni di verità storica e di correttezza.

