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Movimento Arturo: il partito finto con più di 30.000 seguaci

Movimento Arturo: il partito finto con più di 30.000 seguaci

Movimento Arturo ricorda molto quello di Magalli nel 2015. Sono passati solo 2 anni da quando Giancarlo Magalli ottenne il primo posto nel sondaggio online del Fatto Quotidiano riguardante il successore di Giorgio Napolitano alla carica di Presidente della Repubblica e la voce di Laura Boldrini che scandisce la parola “Magalli” durante lo spoglio delle schede riecheggia ancora nella mente di qualche burlone del web.

Oggi stiamo assistendo alla nascita di un fenomeno molto simile. Il Movimento Arturo, finto movimento politico di sinistra rigorosamente senza programma, in pochi giorni ha ottenuto una quantità gigantesca di seguaci su Twitter.

La genesi del Movimento Arturo

L’idea del Movimento Arturo è scaturita dalla mente del fumettista Makkox durante una puntata di Gazebo, trasmissione di Rai3 presentata da Diego Bianchi in arte Zoro, con lo scopo primario di ironizzare sugli scissionisti del PD.

Il nome stesso del Movimento Arturo è nato grazie a una battuta riguardo il nome del movimento Articolo 1, Movimento dei democratici e dei progressisti (“‘na serie de scritte”, ironizza Zoro): al cacofonico acronimo “Mo.Dem.Pro” i ragazzi di Gazebo hanno voluto contrapporre un nome più corto e semplice e da qui la scelta di  chiamare il movimento, “Arturo”.

La sfida lanciata dalla crew di Gazebo è stata subito chiara: asfaltare le pagine social degli altri partiti e movimenti a colpi di followers.
Il finto movimento però è riuscito a fare molto di più: al momento della stesura di questo articolo la pagina Twitter del Movimento Arturo conta più di 32.000 followers, centinaia di nuovi circoli che stanno nascendo in tutta Europa (e non solo) e perfino delle costole”, come il Movimento Arturo per i giovani e Artura“, rivolto alle donne.

Il Movimento Arturo e i suoi derivati nel giro di pochi giorni sono riusciti a superare il numero di followers delle pagine di molti partiti veri: la pagina Twitter, con i suoi numeri, è riuscita a superare quella di Mo.Dem.Pro (ferma a quasi 8.000) e della Lega Nord (21.600), mentre il 2 marzo la pagina di Arturo per i giovani ha potuto cantare vittoria contro i Giovani Comunisti.

Sotto il punto di vista dei social network il Movimento Arturo rappresenta la quarta potenza politica in Italia, subito dopo il Movimento 5 Stelle.

Cosa ci insegna il Movimento Arturo

Quando Magalli vinse quel famoso sondaggio del Fatto Quotidiano riconobbe che il suo trionfo rappresentava in realtà una protesta nei confronti dei soliti vecchi nomi della politica: “serve a far capire che i giovani prendono le distanze dai nomi ufficiali, che piacciono così poco al punto da proporne un altro che almeno è più simpatico.

Il messaggio che oggi ci trasmette il successo di Arturo sembrerebbe essere lo stesso: dinanzi a una sinistra in cui non ci si rispecchia più, le persone cercano alternative ironiche e preferiscono quindi “restare Arturo” (questo lo slogan del finto movimento).
Se ne è accorto anche Giuseppe Civati, che il 2 marzo ha commentato su Twitter: “Al di là dello scherzo, la suggestione di @MovimentoArturo è non solo corretta, ma necessaria. E, appunto, non scherzo.”

Intanto Arturo ha già lanciato le proprie primarie (stiamo pur sempre parlando di un movimento di sinistra), che saranno gratuite e si concluderanno il 29 aprile, cioè un giorno prima di quelle del PD. I tre contendenti sono Makkox, Zoro e il produttore di Gazebo Andrea Salerno.
Certo, le primarie saranno finte, come del resto lo è il movimento stesso. La diffidenza di molti italiani nei confronti della politica, invece, rimane tristemente reale.