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Eroica Fenice

Intervista a Diego De Silva

Diego De Silva, intervista allo scrittore napoletano

Il 10 e l’11 giugno si è tenuta a Napoli la manifestazione “Un’altra galassia“. Ad inaugurare la prima giornata è stato chiamato lo scrittore napoletano (ed einaudiano) Diego De Silva, che per l’occasione ha deciso di leggere un suo racconto inedito composto dopo la visita alla Fondazione Banco di Napoli e in particolare all’Archivio Storico che contiene il più imponente archivio bancario al mondo. Prima dell’evento, è stato però possibile intervistarlo sul suo coinvolgimento per i festival letterari, sull’ultimo romanzo scritto e sul sentimento.

Considerazioni letterarie con Diego De Silva

Lei non è nuovo del genere del racconto, ne ha scritti tanti e di diversi generi eppure in Italia sono poco letti e pubblicati. Secondo lei perché?  

Credo che il motivo di questo scarso interesse negli editori è dovuto solo a logiche di mercato. I racconti vendono poco nel nostro paese anche perché è difficile che una raccolta di uno scrittore sia omogenea. È necessario che ogni racconto sia in qualche modo collegato agli altri, che ci sia un filo rosso, ma spesso non accade anche perché i racconti sono scritti in momenti molto diversi della vita di uno scrittore.

Per quanto riguarda gli scrittori, ritiene che sia necessaria una sensibilità diversa per i racconti?

Sicuramente. Tutti gli scrittori sono in grado di scrivere bei racconti, ma ce ne sono alcuni che lo sanno fare meglio. Citiamo Carver per esempio, tra gli italiani Moravia. Legga “Agostino”, è un capolavoro che sta benissimo accanto a “Gli indifferenti”.
Per non parlare di Niccolò Ammaniti. Ricordo una sua frase molto bella che riassume perfettamente il concetto: “Il romanzo è una storia d’amore, il racconto è la passione di una notte”.

Classica domanda: cos’è la scrittura, per lei? Saprebbe darne una definizione?

(Ride) Bella domanda. La scrittura è un gesto istintivo che nasce da un disagio. Questo istinto di, questo bisogno primario di dare voce ai sentimenti deve trovare, poi, una forma e diventa scrittura.
Per me scrivere è diventato essenziale, un’esigenza fondamentale di vita. Ho avuto anche la fortuna di poterlo fare come vero e proprio lavoro, vivere di questo. Diventare scrittori non è possibile per tutti, è sempre un salto nel buio.

Data la sua partecipazione a “Un’altra galassia” nella prima serata di domani, è doveroso chiederle cosa ne pensa dei festival letterari, in particolare a Napoli, nella nostra città.

Qualsiasi cosa sia a favore della cultura e della promozione della cultura è positiva. Sono felice che siano riusciti a portare avanti questo progetto continuando in qualche modo Galassia Guntenberg.
Napoli è una città meravigliosa, non c’è neanche bisogno di dirlo, è una fucina di talenti artistici. Molti scrittori contemporanei validi provengono dalla Campania. È una città vitale e unica.
Non è affatto vero che con la cultura non si mangia, tutto è cultura e tradizione. Il vero problema del nostro paese è la classe dirigente: sono tutti vecchi quelli attaccati alla poltrona, qui c’è bisogno di giovani. Hanno le energie migliori e sono molto competenti, altro che bamboccioni. Per esempio ho conosciuto i ragazzi dell’Archivio del Banco di Napoli, sono tutti giovani e davvero preparatissimi.

Nel suo libro “Terapia di coppia per amanti” uno dei personaggi che più mi ha colpita è il padre di Modesto, Ferdinando, una sorta di grillo parlante. È completamente diverso dal figlio, è molto schietto.

Sì, diverse persone mi hanno detto che secondo loro è lui il vero protagonista. È disarmante, spiazzante, però dice delle verità. Non gli importa affatto di dire tutto quello che pensa, è sempre sincero a prescindere dal giudizio degli altri. L’ho creato perché mi piacerebbe essere come lui: o mi accetti per come sono o niente.

Ma, alla fine, lei lo ha capito il motivo per cui si tradisce?

Beh per mancanza. C’è sempre una mancanza nel rapporto che poi spinge a tradire. E dolore.

In vista del suo incontro da Iocisto, a luglio, sul tema ragione e sentimento, cosa mi dice?

Sono in conflitto, non potrebbero mai convivere. La ragione attacca, ma non vince. L’amore vince sempre.

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