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Eroica Fenice

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UPAS: intervista a Riccardo Polizzy Carbonelli

I fans di Un posto al sole (UPAS) lo conoscono ormai come il cattivissimo Roberto Ferri, uomo senza scrupoli e imprenditore di successo.
Sono infatti 14 anni che Riccardo Polizzy Carbonelli interpreta questo ruolo, dividendosi contemporaneamente tra il teatro e le altre fiction di successo che lo hanno visto impegnato in numerose stagioni televisive. Tra le più recenti partecipazioni Rai, “Una grande famiglia” e “Che Dio ci aiuti”.

Nella soap opera partenopea, il suo personaggio è al centro di una linea narrativa che attira e incuriosisce, una trama ‘scandalosa’, una storia di tradimenti.

Bravo, affascinante e sempre con la battuta pronta, Riccardo ha iniziato la sua carriera alla Scuola di Teatro “La Scaletta”. Senza mai fermarsi, si è dedicato alla televisione, al doppiaggio di film, cartoni animati e telenovelas, alla pubblicità e al cinema. Prima che un lavoro, la recitazione è per lui un hobby e una grande passione.

Sei sul set di Un Posto al Sole da quasi quattordici anni, di cosa non puoi proprio più fare a meno? Cosa, di Un Posto al Sole, è per te ormai quotidiana abitudine?

C’è un famoso detto che recita… “fare di necessità virtù”. Anche se non è un bel periodo per il mondo in generale, in particolare per il mondo della cultura e dello spettacolo, mi auguro di non dover mai fare a meno di Un Posto al Sole, innanzitutto!
Poi è un’esperienza, seppur nella sua ripetitività, sempre diversa. Non esiste un momento in cui possa dire che mi rilasso, o che abbia imparato tutto. Si cresce ogni giorno e questo, secondo me, rende UPAS simile al Teatro. L’unica cosa alla quale mi sono abituato è velocizzarmi nell’organizzazione del bagaglio e delle partenze. Ciò  ha avuto ripercussioni positive su tutto il resto, soprattutto nel rapporto con mia moglie, che mi trovava spesso, come dire… lento!

Sei stato e sei un grande attore di teatro, cosa ti manca dell’inizio?

Beh, grande… d’età forse, il resto è tutto da dimostrare!
Mi manca la continuità lavorativa che avevo in teatro. Per i primi cinque anni di UPAS, infatti, ho potuto proseguire a fare teatro con Ileana Ghione, con la quale lavoravo già da dieci anni. Nel suo teatro, con i suoi insegnamenti, sono cresciuto e mi sono misurato con i primi “protagonisti”, esperienze che non si dimenticano! Grazie a lei, alla sua  fiducia  e la collaborazione della Produzione di UPAS, riuscivo ad arrivare a Roma in tempo per le prove o per le recite. Ero più magro e più felice. Con la morte di Ileana Ghione, oltre al dolore dell’assenza, c’è stato un “cambio…di direzione artistica” che mi ha penalizzato. Poi è iniziata la crisi economica ed il conseguente, graduale disinteresse per questa forma di spettacolo e cultura.
Continuo a farlo, per brevi periodi, ma solo per progetti che mi coinvolgono davvero  e che mi piacciano profondamente.

Cosa ti senti di consigliare ai giovani d’oggi che vogliono intraprendere la difficile carriera dell’ attore? Restare in Italia o volare all’estero?

Innanzitutto consiglio di imparare ad ascoltare. E’ un lavoro che ha a che fare con i sentimenti e con le emozioni. Se non si ha la… sensibilità dell’ascolto, bene che vada si diventa dei…”registratori”. Seconda cosa che consiglio è l’umiltà, con questa attitudine si impara molto, specie se unita all’ascolto. Poi, se si è fortemente motivati, consiglio l’estero, sicuramente più evoluto civilmente e più attento alla cultura. Più evoluto ovviamente rispetto al nostro, che rinnega la sua storia  e il suo valore. Ma poi… perché tutti  vogliono fare gli attori? Fatto come si deve è un lavoro  duro, pieno di sacrifici e di rinunce.

Qualche anno fa una parte del cast di UPAS, te compreso, ha dovuto fare una breve trasferta a New York, facci viaggiare, regalaci un ricordo di quei giorni di riprese americani.

Io e Nina Soldano abbiamo girato delle scene a Piazza Grand Army, con un vento così forte, che i nostri soprabiti si agitavano così tanto da farci sembrare dei Super Eroi. Credo ci sia anche qualche divertente foto d’archivio, se non è volata via!

Se potessi tornare indietro sceglieresti per te una carriera televisiva diversa, che magari ti lasci un po più di spazio per vivere anche il cosiddetto “mondo reale”?

Nessuno potrebbe dirmi come sarebbe stata la mia vita se avessi preso scelte diverse. Poi tornare indietro significherebbe anche dover rivivere momenti di dolore. Questo è il mio mondo reale e già così, direi che mi è andata di lusso!

In Un Posto al sole interpreti Roberto Ferri, come vesti questo ruolo? Ti senti a tuo agio nei panni del “cattivo”?

All’inizio era un po’ tagliato con l’accetta, perché doveva imporsi in modo netto e preciso. Col tempo poi, sono venute a galla storie che hanno portato fuori il passato di Ferri, il fortissimo coinvolgimento amoroso con Eleonora Palladini, che gli ha smontato ogni certezza. Da lì, il personaggio ha cominciato ad assumere connotazioni più umane, ed è stato sempre più avvincente ed interessante studiarlo ed interpretarlo.

Un uomo con il carattere di Roberto Ferri, così burbero e sempre ciorcondato da belle donne, come reagisce all’omosessualità del figlio?

Reagisce male, all’inizio! Sull’argomento trattato da UPAS, la funzione di Ferri naturalmente è quella di dar voce al pregiudizio che ancora oggi divide e crea quel sentimento negativo che, portato alle estreme conseguenze, può generare l’ omofobia .

Cosa dobbiamo aspettarci dalle puntate future? Puoi darci qualche piccola anticipazione?

Ferri sarà capace di sorprendere! Magari con delle piccole astuzie, ma un po’ spiazzerà!

La vita è un teatro vivente si sa, quand’è che nella vita reale, di tutti i giorni, ti diverti a recitare?

Talvolta con amici, soprattutto colleghi di lavoro e naturalmente in situazioni di convivialita’.

Progetti futuri e/o paralleli a un Posto al Sole di cui hai voglia di parlare?

Ho ripreso a lavorare al doppiaggio, attività che mi ha appassionato da sempre ma che avevo un po’ tralasciato, se non per progetti importanti di animazione a Napoli, quali “Il Principe di Sansereno”, “La Cantata dei Pastori” e “L’Arte della Felicità”.
Ho due progetti di teatro  che ho avviato e… staremo a vedere. Comunque  vada,  sarà un successo!

Grazie Riccardo…

Grazie a te, Heather Francis, per l’interesse manifestato.

H2-UPAS: intervista a Riccardo Polizzy Carbonelli-

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