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Eroica Fenice

Angelo Gavagnin

Angelo Gavagnin e i figli mai nati

 

Che nome strano. Angelo Gavagnin? Non certo un cognome usuale da pubblicità, come Rossi o Esposito. Ma non è al nome dell’autore che mi riferivo, quanto al suo libro: “Non sono nato e mi sento molto bene”. Già. Al supermercato, dal parrucchiere, in ufficio. Incontriamo una persona conosciuta, ci fermiamo e le chiediamo: “come stai?”. La risposta varia a seconda degli stati d’animo, ma non c’è dubbio, questa proviene da una persona fisica, tangibile, viva. Il nostro tempo ci piace spenderlo con persone esistenti, non ci viene in mente nessun figlio mai nato di fallaciana memoria. Eppure Angelo Gavagnin ci ha pensato. E ne ha scritto un libro, appunto “Non sono nato e mi sento molto bene”, un’ autopubblicazione tramite ilmiolibro.it – sito del Gruppo Editoriale l’Espresso – pensato per connettere lettori e scrittori.
Angelo Gavagnin si addentra nel discorso della procreazione. O meglio, della non procreazione. Perché, parliamoci chiaro, essere genitori non è certo una passeggiata. Una missione, ecco, è una missione, lo dice Angelo stesso nel suo libro. Un figlio con il suo sport, le sue crisi adolescenziali, le sue fasi di vita, il suo essere, il suo stare, il suo vivere, il suo essere nel mondo, ti succhia vita e tempo. È un pensiero forte quello di Angelo Gavagnin, un pensiero che un genitore tiene chiuso dentro sé perché non sta bene esporlo. Angelo lo ha fatto con questo libro, con il suo spingersi fin dove nessun genitore ha mai fatto prima, scartavetrando quelle legnose figure di padri e di madri che sono pur sempre esseri umani. Ed esseri umani non si smette di esserlo solo perché si è generata nuova vita.
Ma non si arriva nemmeno alla prima pagina di questo libro se non passando per la Prefazione:

Capiamoci subito, perché questo libro si presta ad essere frainteso. La prima parte è molto centrata sul rifiuto della procreazione, con argomenti personali e anche motivazioni generali, che possono essere accettabili e anche no.
La cosa invece, che non è per nulla in dubbio, è l’amore per i figli che, volendo o no, abbiamo messo al mondo.
Al di là degli atteggiamenti ipocriti, questo padre, dai tratti così duri, è pronto a dare la vita per sua figlia, se ci fosse un camion, sul punto di investirla, si lancerebbe immediatamente a salvarla, sapendo di rimanere ucciso al posto suo, senza pensarci neanche un secondo. Capiamoci. Angelo Gavagnin.

Come non capirti, Angelo. Capiamo eccome.

Roberta Magliocca

– Angelo Gavagnin e i figli mai nati –