Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Aria di neve di Serena Venditto (Recensione)

Aria di neve di Sarena Venditto, la nostra recensione

Capita di avere un libro sotto gli occhi per giorni e di non avere il tempo di sfiorarlo. Capita di prenderlo in mano e di non sfogliarne le pagine. Capita di portarlo in giro per le strade e di dimenticare di averlo. Poi, una sera in cui hai tanto sonno e vuoi rilassarti, capita di leggerlo tutto d’un fiato fino alle 2:30 del mattino divorando tutte le 165 pagine con l’emozione e la soddisfazione di aver perso il sonno, ma di aver trovato un nuovo amico.

Questo l’effetto della lettura del romanzo Aria di neve, il nuovo lavoro di Serena Venditto, scrittrice napoletana lettrice compulsiva di gialli, lavora presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Il romanzo, edito da Homo Scrivens, è un giallo che non invidia nulla ai grandi del genere e che sa raccontare una storia a tratti macabra con la delicatezza e la leggerezza che solo un napoletano sa dare alle notizie più dure da digerire.
Ariel Hamilton è una giovane ragazza italoamericana, traduttrice di romanzi d’amore che sembrano scritti per suscitare la nausea nei lettori e che, abbandonata dal suo grande amore, decide di cambiare casa lasciando il suo loft troppo bianco per andare a vivere in un appartamento condiviso con una cucina «disordinata, incasinatissima, una catasta di panni da stirare in un angolo, una pila di riviste in un altro, una piramide di libri sul divano, ma di quel disordine che non avvilisce, che mette solo allegria».

La padrona di casa, Malù, archeologa con la passione della letteratura divide l’appartamento con Kobe, un giovane pianista giapponese, Samuel, rappresentante di articoli per gelaterie e l’adorabile, ma a tratti impertinente gatto Mycroft che si scoprirà essere il vero protagonista della storia. Detective dall’olfatto imbattibile, annusa quella che Kobe chiama “aria di neve”, ovvero quella sensazione che provi «quando tu sai che qualcosa deve accadere no perché qualcuno ti dice, ma perché senti profumo diverso intorno a te». In un caldo giorno d’estate viene, infatti, rinvenuto il cadavere impiccato di una giovane vicina, nonché amica dei ragazzi dell’interno 5 e così la detective story ha inizio. Tra interrogatori, prove sbirciate, indagini segrete Malù e Ariel, guidate dall’impertinente Mycroft scopriranno la verità sulla misteriosa morte dell’amica.

Aria di neve è un romanzo che colpisce non solo per la trama che, pur presentando un cliché, riesce ad essere originale, ma soprattutto per l’atteggiamento che permea il libro dalla prima all’ultima pagina. La protagonista, infatti, affronta gli eventi con ironico distacco, trasmette, attraverso le sue parole e i suoi gesti, la fantasiosità della città di Napoli, con le sue incoerenze e le sue assurdità; guardo il mondo con sguardo sardonico e accetta tutte le stranezze della nuova vita già nel momento in cui, entrata nell’androne del vecchio palazzo di via Atri, si imbatte nella professoressa Mariella Papararo che «insegnava latino e greco al liceo Vittorio Emanuele, ma ormai è in pensione» e che, afflitta da una brutta osteoporosi, si è autoeletta portiera dello stabile permettendo l’accesso solo a quanti sappiano rispondere «a una domanda […] spesso in latino».

La Venditto descrive con grazia ed allegria uno spaccato della vita napoletana tanto che sembrerà di esserci davvero stati in quel palazzo, in quella casa, di aver risposto davvero al quiz d’ingresso della portiera. È un omaggio a Napoli, in fondo, ed alla sua capacità di sopravvivere anche alle peggiori disgrazie.

Serena Venditto, Aria di neve, Homo Scrivens, Napoli, 2014, pp. 165, €14,00.

– Eroica Fenice – Aria di neve di Serena Venditto

Print Friendly, PDF & Email