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Daimonia di Ida Basile: trama, recensione e intervista all’autrice

Daimonia è il nuovo romanzo Urban Fantasy di Ida Basile, scrittrice napoletana che abbiamo avuto il piacere di intervistare. L’opera, edita da Altrevoci Edizioni, ci proietta in una storia densa di mistero e spiritualità.

Scheda riassuntiva del libro Daimonia

Caratteristica Dettaglio
Titolo Daimonia
Autrice Ida Basile
Genere Urban Fantasy
Editore Altrevoci Edizioni
Ambientazione Napoli

Daimonia: trama del libro di Ida Basile

Gli spiriti lasciano stare gli oggetti, vivono nel Margine e hanno un traghettatore di anime pronto a guidarli verso l’aldilà. Queste sono le regole che ben conosce Olivia e che riesce a conciliare con la sua vita di novella sposa al fianco di Emanuele. Tuttavia, improvvisamente ogni “certezza” crolla quando un incidente d’auto separa i destini dei due innamorati.

Cosa accadrà? Ovviamente, è tutto da scoprire… anzi da leggere.

Un romanzo intrigante e ricco di suspense

Daimonia è un romanzo che tiene col fiato sospeso sin dall’inizio: quando tutto sembra essersi finalmente sistemato, qualcosa arriva a sconvolgere l’equilibrio, che si rivela solo apparente. Una storia fatta di pulsioni e simboli, ma anche tantissimi richiami e presenze che in modo oscuro si insinuano tra le pagine del romanzo, rendendolo ricco di suspense.
L’autrice “tesse” una trama notevolmente spessa, ma non per questo pesante, anzi. La scrittura fluida permette di leggere Daimonia con semplicità, in modo attento, senza mai distogliere l’attenzione.

Un importante aspetto da ricordare è il forte potere evocativo della narrazione, che crea un equilibrio tra bellezza ed inquietudine e che non lascia mai spazio alla quiete vera e propria, come se in qualsiasi momento potesse accadere qualcosa. I dettagli, i colori, diventano parte del racconto, creando un’esperienza immersiva e totalizzante, nella quale i lettori troveranno una propria “dimensione”, che si creerà pagina dopo pagina, man mano che si prosegue con la lettura.

Ricordiamo che la lettura non è mai un’attività teorica, ma un atto pratico che si concretizza in determinati luoghi e circostanze; tutto ciò potenzia Daimonia, dando al libro una veste originale. Daimonia non è un libro qualsiasi, ma è un volume compatto, ben costruito, all’interno del quale si passano in rassegna i più disparati spazi in cui hanno luogo le vicende dei protagonisti. La narrazione segue passo passo ogni situazione, colorandone i contorni che ne delimitano i dettagli. Tutto ha un senso, anche le cose che apparentemente sembrano non averne: ciò che sembra inspiegabile, prima o poi diventerà chiaro.

L’ambientazione in una Napoli cupa e misteriosa

Ed è in quest’ottica che in una Napoli cupa, custode di segreti millenari, niente è ciò che sembra e ogni dettaglio nasconde una sfida. Salvare un’anima non è più una missione ma un atto di estrema resistenza.

Salvarla per salvare se stessi? O per qualche altro motivo? Questi e altri interrogativi interesseranno i lettori di Daimonia, sempre in bilico, in uno spazio probabilmente non del tutto sicuro, dove da un momento all’altro potrebbe succedere qualsiasi cosa.

Intervista all’autrice Ida Basile

Ida Basile, autrice del libro Daimonia
Ida Basile, autrice del libro Daimonia

Il termine “Daimonia” richiama immediatamente il concetto greco di daimon. In che modo questa figura semantica ha influenzato la costruzione del mondo e dei poteri dei tuoi protagonisti?

Il daimon è un’entità che si pone nel mezzo tra l’umano e il divino, una specie di mediatore; secondo Socrate il daimonion era una specie di coscienza. Mi piaceva l’idea di giocare con questo termine per rielaborarlo in qualcosa di mio, e dunque nella storia della traghettatrice di anime, Olivia, la pratica della daimonia è la capacità spirituale di guardarsi dentro per porsi le domande giuste, e arrivare così alla vera natura delle cose. Olivia vede i morti, questo è il suo potere e la sua eredità: il suo compito consiste nell’esaudire l’ultimo desiderio di uno spettro per potergli donare un sereno viaggio verso l’aldilà. La daimonia, in questo caso, avviene quando i morti non hanno coscienza della loro situazione; allora è necessario che un traghettatore si ponga come intermediario, occupandosi di accompagnare il fantasma attraverso un nuovo stato di coscienza. In questo senso, lo aiuta a porsi i giusti quesiti per passare da una situazione all’altra, diverse ma ugualmente determinate.

Puoi riassumere brevemente l’argomento del libro e il filo conduttore della narrazione?

Daimonia parla di una traghettatrice di anime napoletana, Olivia, devota alla sua missione verso i fantasmi, che sopravvive a un incidente d’auto in cui, però, perde suo marito Emanuele. Da qui, una specie di ‘crisi professionale’, mettiamola così, che spinge la protagonista a una sorta di isolamento; questo, fin quando non viene a scoprire che un’entità divoratrice di anime sta mettendo in pericolo i suoi fantasmi. Olivia è costretta suo malgrado a indagare: ciò che però non si aspetta è scoprire che la ricerca della verità può condurre su strade inesplorate e che, soprattutto, per arrivare a svelare il mistero sarà necessario fare proprio quelle domande scomode ma giuste. La protagonista, però, non sarà sola: al suo fianco ci sarà un aiutante in grado di sostenerla e supportarla. Il tutto, sullo sfondo del retelling amoroso per eccellenza, quello di Orfeo e Euridice.

C’è un momento particolare della giornata durante il quale preferisci scrivere?

Di solito scrivo durante la notte. Un po’ perché i nostri fantasmi si annidano nel buio e con quello escono fuori, come le (spero) buone idee, e un po’ perché di giorno la creatività si sottomette sempre alle esigenze pratiche, e allora i pensieri si spezzano.

Nel corso del libro vengono disseminati molti indizi sul passato dei protagonisti. Qual è stata la sfida più grande nel decidere cosa rivelare e quando farlo, per evitare di dare troppe risposte troppo presto?

Daimonia è un libro di cerchi e di ribaltamenti: ogni indizio apre e chiude un discorso e la prospettiva di chi legge viene capovolta di continuo. La vera sfida non è mai stata decidere cosa rivelare e quando, se devo essere sincera, ma come gestire alcuni piccoli indizi in grado di poter far poi dire al lettore ‘ah, ecco! Ci potevo arrivare!’. Alcune risposte sono arrivate tramite una pianificazione adeguata della storia, altre però sono state, confesso, piccole deviazioni dal percorso originale, che mi hanno costretto poi a rivedere alcune porzioni di testo. Ecco, se devo individuare una difficoltà, è stata assecondare il mio istinto senza contraddirmi.

Se dovessi usare tre aggettivi per descrivere il tuo libro, quali sceglieresti?

Inaspettato, inusuale e, per alcuni versi, irriverente perché parla di morte, è vero, ma non con animo greve. Parliamo di morti, ma ridiamo anche.

Immagini in evidenza: ufficio stampa

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