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Eroica Fenice

Daniel Albizzati e il suo esordio: Le avventure di Mercuzio

Daniel Albizzati e il suo esordio: Le avventure di Mercuzio

Le avventure di Mercuzio è il libro d’esordio di Daniel Albizzati per la Fazi Editore

Mercuzio, giovane di ventitré anni, è il protagonista di una vicenda ambientata a Roma, la città eterna e, come appare in maniera evidente lungo tutto il romanzo, degli eterni contrasti. Quale scenario migliore, dunque, per muovere le fila di quello che sin da subito ci appare un personaggio volutamente anacronistico e antisociale, che vive in una stanza-cella dalle pareti singolari, composte da libri che si arrampicano fino al soffitto, e che addirittura impediscono la deambulazione all’interno della stanza, talmente è fitta la loro presenza. Il protagonista ne è circondato esternamente, ma al contempo sembra essere stato risucchiato dalle pagine che divora avidamente ogni giorno, e che sembrano essere la sua unica occupazione.

In ogni parola che pronuncia vi è il riferimento ai maestri del sapere letterario, filosofico e storico. Ogni cosa che il protagonista tocca sembra assumere per osmosi letterarietà. Il suo vivere all’intero dei romanzi lo porta a vestirsi e ad atteggiarsi come i famosi hidalgos delle avventure che legge ogni giorno, e come non riconoscere in lui il folle Mercuzio shakespeariano, o il protagonista delle avventure narrate da Cervantes. Indubbiamente questo personaggio stride enormemente con la realtà nella quale dice di vivere; il romanzo, infatti, non è affatto ambientato nel XVIII o XIX secolo, bensì nell’epoca contemporanea, della quale Mercuzio sembra essere totalmente ignaro, come se avesse troncato ogni rapporto con il mondo esterno. I suoi occhi, così abituati ai mondi di finzione dei romanzi classici, una volta che il protagonista deciderà di immergersi nella realtà esterna, percepiranno la Roma contemporanea come una vera e propria giungla, popolata da indigeni appartenenti a chissà quale tribù selvaggia.

In questo mondo così distante dai suoi libri, il Mercuzio di Daniel Albizzati sembrerà sprofondare nel più nero degli abissi, ma il provvidenziale intervento di un peculiare fornaio, Virgilio, lo risolleverà, guidandolo per i meandri di questa ingestibile realtà. Tra locali stravaganti, diciottesimi, zone poco raccomandabili, popolate da personaggi di dubbia connotazione, Mercuzio ci propone una nuova lettura della nostra realtà, mettendone in luce le intrinseche contraddizioni. Nel delirio di danze ipnotiche, al pari di un girone qualsiasi dell’inferno dantesco, anche Mercuzio incontrerà la sua Beatrice, che sembrerà rappresentare allo stesso modo una visione salvifica e irreale. A questo punto Virgilio impiegherà tutte le sue forze per rieducare Mercuzio alla società contemporanea, alla conquista tramite i social, che sembrano aver cambiato i sentimenti stessi delle persone, tutte volte a creare un improbabile avatar virtuale privo di qualsiasi difetto, e mentre «la tv una volta accesa, spegne le persone», Mercuzio impara che «una foto non scattata è un ricordo che non c’è» e che in giro vi è un nuovo tipo di droga, i like su Facebook.

Mercuzio è sempre più spaesato, ma la presenza di Virgilio lo condurrà al porto sperato. Al contempo però il loro rapporto si fa sempre più ambiguo; chi è in realtà Virgilio? Perché dedica tutto il suo tempo a Mercuzio, arrivando ad abbandonare il suo lavoro pur di aiutarlo? Mercuzio sembra aver conquistato la sua Beatrice, e proprio quando il romanzo sembra volgere verso il lieto fine… tutti i nodi tornano al pettine! Ecco che quello che Daniel Albizzati aveva impostato come un romanzo d’amore, stravagante e leggero, si converte quasi in un giallo, dal finale inaspettato. Chi è veramente Mercuzio? La sua identità, insieme con la sua storia sarà veramente quella che ci è stata presentata, o il mondo di carta è solo un rimedio palliativo alla realtà troppo dura e a tratti più finta del mondo di finzione della letteratura? Quello che avrebbe dovuto essere un rifugio sicuro e ovattato, finisce per risucchiare Mercuzio nell’irrealtà, al punto di non riuscire più a vivere nella realtà che lo circonda, divenuta ai suoi occhi colti, finta e superficiale, quasi a dimostrare che ogni estremo è deleterio.

Il Mercuzio di Daniel Albizzati: un’anima scissa in bilico tra due mondi

Gli occhi del protagonista aprono spiragli critici su tutto ciò che ci circonda, dall’uso dei social network all’influenza negativa della televisione, mettendo in luce quella che è la ricerca spasmodica all’approvazione virtuale che annebbia la visione delle persone in carne ed ossa, disabituate alla conversazione e al contatto vis à vis. Lo sdoppiamento del personaggio è speculare allo sdoppiamento dei mondi messi in scena nel romanzo: quello di finzione della letteratura, e quello reale. Il viaggio del protagonista però ci dimostra quanto in realtà la finzione e l’apparenza regnino sovrane nel cosiddetto mondo reale, che su queste basi arriva a fondare gli stessi sentimenti. Il protagonista afferma tragicamente nel finale che «bisogna dare importanza alle cose importanti», che lui ha trovato nel suo mondo di finzione, ma che non hanno più riscontro nella realtà che lo circonda. L’autore vuole forse in questo modo lanciare un forte monito alla società contemporanea, affinché si risvegli dall’intorpidimento dei filtri attraverso i quali guardiamo gli altri e ci lasciamo guardare. 

 

Fonte immagine: https://fazieditore.it/catalogo-libri/le-avventure-di-mercuzio/

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