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Eroica Fenice

Luigi Sannino

App made in Naples (Intervista a Luigi Sannino)

 

Gli smartphones e i tablet sono entrati prepotentemente nelle vite di ognuno di noi, sono diventati, con le loro app, strumenti di uso quotidiano e per alcuni di prima necessità. Che sia giusto o sbagliato non argomento qui di dibattito. Ciò che è inconfutabile è che app e giochi siano anime pulsanti di questi strumenti dell’era moderna. Dei giochi indie si è già parlato su Eroica Fenice, questa volta sono le app ad essere protagoniste del portale. Le app sono applicazioni informatiche dedicate ai dispositivi di tipo mobile, molto leggere, snelle e che oscillano tra l’utilità e il superfluo. Quando si parla di app, si pensa subito a grandi industrie e a programmatori dal background internazionale. Tutto vero, ma a Napoli esiste una realtà viva e vogliosa di farsi conoscere, si chiama Napoli Indie Games. Abbiamo intervistato il giovane diciottenne ideatore e programmatore di questa realtà, Luigi Sannino. 

Intervista a Luigi Sannino

Quando e come nasce Napoli Indie Games?

Nasce un anno fa in seguito ad una chiacchierata con il direttore generale del Comicon. Voleva portare i giochi indie a Napoli, così ho iniziato a cercare altri giovani sviluppatori, però, purtroppo pochi erano interessati. I ragazzi italiani scappano o sviluppano in inglese. Così ho deciso di darmi da fare anche da solo.

Qual è il tuo ruolo all’interno dei vari progetti?

Io sono il programmatore e il game designer. Mi vengono in mente sempre le idee più strane (ride, ndr).

Qual è la tua formazione?

Istituto tecnico con indirizzo informatico. Però, mi ritengo a tutti gli effetti un autodidatta.

Parlaci un po’ dei progetti passati.

La prima app che ho sviluppato è Paxound, un’app che si trova anche sul play store. Questa applicazione riproduce dei suoni. È stato, più che alto, un esperimento. Ho sviluppato questa app con App Inventor, utile agli sviluppatori alle prime armi che vogliano sperimentare su android.

È stata poi la volta di Game-Exe. Ho riadattato un creepy pasta, storie spaventose finte che vengono raccontate sul web, facendone un gioco in 3D. L’ultima creazione è stata invece quella di Fastorb, gioco presentato al Comicon. Si tratta di un platform game di quelli classici, con ostacoli da superare e oggetti da recuperare. Questo è il primo test che ho fatto su Game Maker.

Quali sono i progetti futuri?

Un progetto appena finito, quindi non proprio futuro, è Shit Dash. È la prima app che ho sviluppato utilizzando solo codici, senza, quindi, schemi prestabiliti. Un altro progetto che sto ideando è CleverBot, un bot, per l’appunto, che interagisce con il proprio cellulare.

Quali sono le tue preferenze in ambito videoludico?

Non amo le console, preferisco giocare col PC. Uso il PC anche per lavoro, quindi, preferisco spendere qualcosa in più per assemblare un buon PC che abbia una grande potenza hardware.

Mi racconti un’esperienza avuta grazie alla tua passione che ti ha particolarmente segnato o che ti ha divertito?

Ho partecipato a un Game Jam, una competizione organizzata dal famosissimo youtuber PewDiePie, che richiedeva lo sviluppo di un’app in 72 ore. Non ho vinto, però, mi è piaciuto molto parteciparvi. Ho sviluppato il gioco in sei ore, si chiama Bug. Come si evince dal nome, è un gioco pieno di bugs, ma fatti apposta per essere usati dal giocatore a proprio vantaggio.

Di seguito verranno indicati i link dei vari progetti sviluppati da Luigi Sannino per Napoli Indie Games e per il gruppo Joygame, di cui fa ora parte.

Paxound

Game Exe

Fastorb

Shit Dash

!Bug!

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