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Eroica Fenice

Giada Catuogno e i fili di un sogno

Nel prestigioso scenario del Gran Hotel Quisisana a Capri, fra calici traboccanti di champagne e tappeti rossi, una giovane stilista anacaprese, Giada Catuogno, ha presentato alla platea internazionale una collezione che le è valsa l’assegnazione del premio “FIDAPA (Federazione Italiana Donne Professioni Affari) Adelaide Anastasio Ruotolo” per giovani stiliste emergenti, dedicato a “La moda a Capri”. «Ricordo ancora il giorno in cui fui chiamata a telefono da una delle associate della Fidapa. Mi disse che ero stata nominata per un premio, una targa di merito: io rimasi impietrita dalla felicità chiedendomi se stessi sognando…non riuscivo a capire come avessero potuto scegliere proprio me, non avendo fatto nessuna iscrizione», ci rivela ancora emozionata.

Avendo selezionato La Primavera di Botticelli quale tema di ispirazione, Giada ha disegnato, realizzato a mano, su misura delle modelle, una capsule collection di dieci creazioni a metà tra i pepli dell’antica Grecia e gli abiti da sera moderni dal sapore tutto caprese di catwalk in via Camerelle. Le modelle, tra cui anche la sorella minore della stilista, indossavano corone floreali per richiamare il passaggio dell’aggraziata dea della tela botticelliana. «Gli abiti della sfilata dovevano rispecchiare il mio modo di lavorare, di presentare i miei lavori, ma soprattutto il mio stile e quindi non ho esitato a scegliere proprio questa tela, nella quale si fondono grazia, bellezza e leggiadria: proprio quelle qualità che cerco di dare ai miei abiti».

Giada, ancora oggi incredula del proprio talento, non riesce a non pensare al momento dell’uscita, quando ha ricevuto lunghi applausi: «Quando sono salita sul palco a fine serata dopo aver mostrato a trecento persone i miei lavori continuavo a chiedermi: ma merito davvero questo successo? Se oggi ripenso alle nottate alla macchina da cucire e alla passione che ho sempre dedicato al mio lavoro, allora forse credo di meritarlo per davvero».

Questo traguardo è solo un trampolino di lancio, che ha reso ancora più nota Giada nella sua amata isola, già conosciuta soprattutto grazie al passaparola: «le ragazze e le signore, vedendo me e le mie amiche indossare, anche sui social, abiti di mia fattura, mi chiedevano di riprodurli per loro: pur sapendo che ero agli inizi, si sono affidate a me regalandomi l’opportunità di creare sogni di stoffa». Questa determinata Cenerentola disegna e cuce abiti per la sua Boutique de mode nel giardino di casa, dal figurino al cartamodello, dalla messa in prova alle rifiniture, all’etichetta sognando la consegna di un prodotto unico, perché Giada non crea due volte lo stesso abito. Ci confessa, infatti, che «il momento più bello è quando a fine lavoro vedi gli occhi della cliente che brillano: quella che era solo un’idea ha preso vita, ed è ancora parte di me. Non c’è cosa più bella che vedere donne, che solitamente non si piacciono, specchiarsi e sentirsi finalmente belle e a proprio agio».

Come è nata la Boutique de Mode di Giada? Quali corsi di formazione hai seguito?

Dopo le scuole superiori decisi di concretizzare la mia passione per la moda e di iniziare la mia formazione frequentando un corso di modellista, la Scuola Centro Moda a Roma. Credendo che la moda sia per tutti e di tutti, ho studiato il modellismo su misura perché volevo imparare a valorizzare tutte le fisicità. Dopo tre anni di corso e dopo aver ottenuto vari diplomi, trovai lavoro come aiuto sarta in una prestigiosa boutique di Capri. Poi decisi di mettermi in gioco con un’esperienza nuova, tutta mia.

C’è uno o una stilista cui ti ispiri per la creazione di un disegno di un abito?

Ammiro stilisti come Ferragamo, Miuccia Prada, Chanel, Valentino, punti fermi nel mio studio. Ma una continua fonte di ispirazione è lo stilista libanese Elie Saab che per me crea vere e proprie opere d’arte, ricercate nei dettagli, eteree nei tessuti: i suoi abiti hanno ispirato anche quelli della mia sfilata “botticelliana”. Tuttavia credo di avere un mio stile personale, che rispecchia il mio modo di essere: un po’ naif, molto femminile. La mia idea parte sempre dal desiderio di creare movimento nella stoffa che, a volte, realizzo con un taglio direttamente sul manichino chiamato “draping” o “moulage”. Spesso mi ispiro a quello del mare, delle onde che si infrangono sugli scogli della mia isola…

Dopo la tua recente sfilata al Quisisana hai, infatti, deciso di valorizzare ancora di più i tuoi abiti con uno shooting fotografico nelle acque di Capri.

Sono nata in una famiglia di artisti: mio nonno pittore, mio zio grafico, mio padre fotografo…fin da bambina ho sempre percepito la realtà filtrata nell’arte. Mio padre è stata la persona che mi ha incitato a spiccare il volo nel mondo del lavoro e dell’artigianato e così ho voluto ringraziarlo riunendo le comuni passioni: la moda, la fotografia e il mare. La consistenza dell’acqua, così sfuggente, così trasparente ha conferito un effetto eccezionale: le stoffe bagnate creavano trasparenze e drappeggi, aderendo al corpo delle modelle nelle quali ho cercato di ricreare la magia del mito delle sirene a Capri. E queste bellissime ragazze isolane hanno rispecchiato lo stile della mia moda, interpretando al meglio l’abito e accompagnandomi nella realizzazione del sogno di una vita.

Grazie, Giada!

Giada Catuogno e i fili di un sogno

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