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Eroica Fenice

Ti Amavo

Io Ti Amavo: intervista ai creatori della pagina

Un giorno di novembre quattro amici, Veronica, esperta di comunicazioni, Milena, grafica per professione, Gaspare e Alessandra, collaboratori nel settore Web, si incontrano, e a Veronica viene un’idea: la parola d’ordine è “sdrammatizzare” e così nasce Io Ti Amavo, una pagina “romantica”, che parla… d’amore. Ma se vi aspettate le lettere del giovane Werther sbagliate di grosso! Quando leggo i post di Io Ti Amavo, mi faccio due risate e penso che se tutti gli amori che finiscono riuscissero ad avere una tale carica di ironia, probabilmente confezioni su confezioni di clinex sarebbero risparmiate e le persone sarebbero sicuramente meno depresse.

Come nasce Io Ti Amavo e perché?

Milena: Nasce per un’intuizione di Veronica.

Gaspare: Già. E visto che questa pagina nasce da una sua idea, io lascerei la parola a lei.

Veronica: L’idea è arrivata perché col mio ex litigavamo troppo poco e mi servivano continuamente scuse più o meno plausibili. Però è anche un po’ colpa di queste menti malate qui con me.

Milena: È vero, è anche un po’ per pazzia nostra.

Alessandra: Posso dire che la vita è quella cosa che accade mentre lavi i piatti?

Gaspare: Io ti amavo. Poi mi hai lasciato i piatti da lavare. [cit]

Milena: Visto?

Veronica: Ecco, ridiamo per queste sciocchezze. A volte sono anche uno spunto per riflettere. È per questo che la pagina cresce.

Milena: E anche per tutta la fiducia e la partecipazione che ci offrono quelli che vengono a leggerci o a darci suggerimenti e apprezzamenti.

Cosa vi diverte di questa esperienza?

Veronica: A me diverte vedere che molti apprezzino.

Gaspare: Lei all’inizio non ci credeva per niente.

Veronica: Infatti no. Però grazie a chi ha insistito per andare avanti.

Gaspare: Di niente, figurati.

Milena: Di niente, figurati.

Alessandra: Di niente, figurati.

Gaspare: Io trovo divertente questa contrapposizione tra amore e odio che si è venuta a creare, in fondo noi raccontiamo brevissime storie d’amore andate male per motivi spesso assurdi, a volte banali, a volte gravissimi. Ad esempio, come fai ad amare qualcuno che pensa che Salvini non abbia tutti i torti?

Milena: È un’esperienza che ha il sapore dolce-amaro di due che si mollano o si sopportano per tutta la vita. Comprendo i primi e un po’ compiango i secondi, per questo è divertente prenderli in giro.

Alessandra: Per non parlare di quelle coppie che abusano dei luoghi comuni.

Gaspare: Tipo che l’amore è una cosa meravigliosa?

Alessandra: Tipo.

La domanda che tutti si fanno è: “Ma chi è che amavi?”

Milena: Io amo tutti e nessuno, amo chi ha il coraggio di fare un tratto di strada insieme a me, ma nella maggioranza dei casi, guido io.

Veronica: Io amo di continuo, poi passa. Spesso a causa di dettagli che a molti sembrano insignificanti.

Alessandra: A me, questa, non sembra una domanda da porre a un romano.

Gaspare: Io infatti amo soprattutto il mio pusher. Si può dire pusher in televisione? Ah, non siamo in televisione, ok.

Sarà mai possibile un: “Avevo smesso di amarti, ma poi…”?

Milena: Nessuna pausa nel mio caso. Se scendi prosegui da solo o ti fai dare uno strappo da qualcun’altra.

Veronica: Per me è difficile, ma chi può dirlo?

Gaspare: Io proporrei l’approccio retroattivo, tipo: “Guarda, tanto prima smetteremo di amarci, ma intanto…”.

Alessandra: Io ho sbattuto la testa, posso avere del ghiaccio?

Un vostro segreto:

Veronica: Ostento equilibrio, ma sono un Cubo di Rubik, una contraddizione vivente.

Milena: Tutta me. Chi è riuscito a decifrare almeno una frase o un’espressione meriterebbe un premio.

Alessandra: Ricerco compulsivamente proposte di matrimonio e catalogo prediciottesimi.

Gaspare: Sono rinchiuso in una cantina dove queste tre pazze mi obbligano a occuparmi di questo account social. VI PREGO, SALVATEMI!

Il senso dell’amore?

Veronica: L’amore è come una pallina matta, è inutile cercarci un senso. Se l’amore avesse un senso questa pagina non esisterebbe.

Alessandra: Per me il senso sta nel calesse e nel cuscino condiviso.

Milena: Per me è un senso unico alternato.

Gaspare: Per me è il settimo senso, ma per ottenerlo devi fare cose assurde tipo cavarti gli occhi.

Veronica: Visto? Che ti dicevo?

La Redazione di Eroica Fenice ringrazia per la simpatica intervista Veronica Gianfaldoni, ideatrice della pagina Io Ti Amavo, Gaspare Bitetto e Alessandra Cristofari, i curatori e Milena Petrelli, per le grafiche.

– Io Ti Amavo: l’intervista agli autori più romantici del Web –

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