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Eroica Fenice

Thelegati: Il nuovo rock (del) grezzo

Il loro primo album Zitto chi sape ‘o juoco è in uscita per la Full Heads, hanno già calcato diversi palchi importanti e aperto i concerti di alcuni personaggi di spicco del panorama musicale partenopeo (James Senese, Almanegretta, Lucariello).
Col loro blues misto al rock si sono fatti conoscere da molti e, adesso, Danilo “Cefrone” Di Fiore (voce/chitarra), Stefano “Pelo” Pelosi (voce/basso/chitarra), Rosario “Ciuppo” Morelli (tastiere), Ciro “La Bionda” D’ambrosio (batteria) sono pronti per la parte finale del loro esordio.
Il loro singolo è Je so’ cchiù pazzo ‘e te e loro sono i Thelegati.

Le esperienze passate hanno sicuramente influenzato la vostra opera, ma qual è il reale sentimento col quale siete arrivati a Zitto chi sape ‘o juoco?

Beh Zitto chi sape ‘o juoco è semplicemente una raccolta (se questo è il termine giusto) del lavoro svolto da noi in questi due (quasi tre) anni di sala prove e live.
Da quando abbiamo iniziato sono cambiate molte cose, ci stiamo accorgendo piano piano che da bambini che ‘’giocavano’’ a suonare stiamo maturando e cresciamo sempre di più, e questo è dovuto anche all’esperienza che stiamo facendo sui palchi.

Chi si trova dietro le sonorità di Zitto chi sape ‘o Juoco e dei Thelegati?
Eh, bella domanda!
‘’I cialtroni del Blues’’, così una volta ci chiamò un amico, eravamo all’inizio e non potendo contare sull’affiatamento che abbiamo adesso stavamo ancora tutti legati (mo ce vò).
Per conquistare la gente che avevamo avanti dovevamo ‘’inventare qualcosa’’ e visto che, bene o male, siamo quattro Cazzari (se si può dire), ci siamo fatti prendere da questo appellativo e ogni serata che facevamo diventavamo sempre più ‘’Cialtroni’’ fino a che ne abbiamo fatto una identità.
A noi ha sempre fatto sorridere quell’affermazione e non abbiamo mai chiesto di essere niente di più.
Anche nel disco abbiamo cercato di far capire alla gente che ci ascolterà la nostra vera natura però fin quando non ci vedranno dal vivo non potranno mai capire al 100% il potenziale distruttivo di Cefrone, Pelo, Ciuppo e La Bionda AKA Thelegati.

La natura della vostra musica è un perfetto miscelarsi continuo tra il blues e il rock, capace di lasciar intuire le più svariate ispirazioni al primo ascolto. Qual è, però, l’artista o il gruppo a cui i Thelegati sentono di essersi più ispirati nella composizione dell’album?

Le influenze sono state molte, il blues fa da padrone, visto che è quello che ci accomuna tutti e quattro, quindi artisti come Muddy Waters, John Lee Hocker, Robert Johnson e i vari pionieri del genere sono stati importantissimi nella composizione. In quest’album però abbiamo voluto dare un tocco più moderno, usando sonorità più recenti e quindi prendendo ispirazione da gruppi di natura blues e rock (Black Keys, Jack White, Queens Of The Stone Age), non tralasciando le leggende (Led Zeppelin o Hendrix)
Ovviamente da buoni napoletani come facciamo a non tirare in ballo Pino Daniele, Edoardo Bennato, i Blue Stuff gli Showman e tutto il Neapolitan Power.
Mi suona anche strano citare questi ‘’pataterni’’, visto che non siamo neanche un pelo di quello che erano loro, però sono stati importantissimi per la stesura del Disco.

C’è una profonda venatura di rabbia, dissenso e una sensazione di continuo stato di “limite di scontro” nei testi del cd. Avete preferito, evidentemente, esporre i vostri pensieri usando la dialettica partenopea, riuscendo a equilibrarla perfettamente al sound.
Ma quali sono i pensieri e gli spunti che hanno portato alla composizione di queste otto tracce?

Ma in realtà niente di complesso, in ogni traccia noi semplicemente raccontiamo di storie che abbiamo vissuto sulla nostra pelle o che magari hanno colpito amici e parenti e quindi sono state di forte ispirazione per noi.
Storie d’amore, fatti quotidiani, problemi che ci hanno colpito e tristi perdite, di questo si parla nel disco e Zitto chi sape ‘o juoco è il titolo più adatto a questo disco perché chi ci conosce, chi conosce il gioco, sa l’importanza che hanno i testi per ognuno di noi.

Qual è l’immediato futuro dei Thelegati?

D’immediato non c’è niente, o meglio qualcosa c’è, ed è solo la voglia di farci conoscere e di spingere la nostra musica in modo che arrivi a più persone possibili.
Poi come abbiamo detto all’inizio, siamo in continua crescita e non vediamo l’ora di far uscire questo disco in modo da iniziare a lavorare sulle idee nuove, che abbiamo già in cantiere.
Insomma come ci piace dire: non vediamo l’ora di ‘’abbuffarvi di blues’’.

 

Thelegati: Il nuovo rock (del) grezzo

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