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Fogli del calendario, di Antonio Spagnuolo. Recensione

Fogli del calendario, di Antonio Spagnuolo. Recensione

Fogli del calendario. Ristampa anastatica del 1984 con introduzione di G. Battista Nazzaro.
La casa editrice La Valle del Tempo ha pubblicato l’opera dell’autore napoletano Antonio Spagnuolo, creando una ristampa anastatica, ossia una riproduzione fedele del testo originale del 1984.

Si tratta di una silloge, ossia un’opera antologica che raggruppa scritti significativi di uno o più autori, scritta dall’autore Antonio Spagnuolo.
Con Fogli del calendario, le caratteristiche proprie di un dramma diventano più vive ed intense, direttamente conficcate nel quotidiano, nell’esperienza di vita quotidiana, abbracciando tutti i livelli dell’esistenza.

Dettaglio editoriale Informazioni sull’opera
Titolo Fogli del calendario
Autore Antonio Spagnuolo
Editore La Valle del Tempo
Introduzione G. Battista Nazzaro
Temi principali Malattia, scorrere del tempo, forza della poesia

Fogli del calendario, un lento deterioramento in “versi”

Il punto d’impatto è la malattia, il deterioramento del corpo che rappresenta un analogo deterioramento del­lo spirito e, quindi, del linguaggio della poesia.
Antonio Spagnuolo, parla, attraverso varie poesie, tutte molto emozionanti e forti, della malattia che pian piano cancella il corpo, fino a distruggerlo completamente, lacerandolo in un lungo processo fisiologico.

Il tema della malattia e la poesia come verità

Le poesie all’interno del volume Fogli del calendario, sono tutte perfettamente allineate ad un unico tema, quello appunto della malattia, trattata talvolta in modo irruente, altre volte in modo quasi “dolce”, fino ad arrivare al cuore di chi legge. Si tratta di un libro che condensa emozioni contrastanti, quelle della vita quotidiana ad esempio, ma anche quelle propriamente ed intimamente personali, sussurrando al lettore con la quella che può essere definita “grazia” di cui le poesie sono intrise. Si racconta in modo diverso scegliendo la poesia, poiché si riesce a raccontare ciò che la prosa tradizionale non riesce a contenere. In Fogli del calendario la poesia diventa verità, dolce e tagliente al tempo stesso.
Attraverso la descrizione della malattia viene fuori un forte senso di inesorabilità, dove ogni “foglio” strappato (seppur simbolicamente) rappresenta una perdita e al contempo una testimonianza del passato, di ciò che è stato.

L’inesorabilità e lo scorrere del tempo

L’inesorabilità si fa testimone dell’inevitabile scorrere del tempo, durante il quale il corpo si deteriora, si consuma. Il titolo del libro, Fogli del calendario, segna proprio questo passaggio. Il tempo passa e consequenzialmente avviene uno strappo, ci si distacca dall’immediata quotidianità e anche dal passato, che diventa sempre più lontano.
Il decadimento non può essere fermato, è inarrestabile ed inesorabile, ma in Fogli del calendario sembra esserci una volontà precisa, da parte dell’autore, che probabilmente, proprio grazie alla parola, vuole restituire “dignità” all’esistenza. In questo caso si spiega anche la scelta della poesia come forma narrativa prediletta.

L’andamento sintattico e il valore della parola poetica

L’andamento sintattico della poesia, infatti, fa percepire la vita come lenta, quasi come se il tempo si potesse fermare o rallentare, desiderio inconscio di ciascun essere umano.
il valore che Spagnuolo attribuisce alla parola poetica è qualcosa di sensazionale, rappresenta l’emozione allo stato puro, ma anche il mezzo con cui “difendersi” da una realtà disfunzionale ed estremamente dinamica. Chi legge le poesie contenute in Fogli del calendario, si troverà a riflettere su quanto accade quotidianamente, la malattia, paradossalmente, passerà in secondo piano, pur essendoci.

 

Immagine in evidenza: La Valle del Tempo

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