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Eroica Fenice

Giancarlo Siani: un giornalista “abusivo” secondo Antonio Franchini

Giancarlo Siani era un ragazzo come molti altri e, come la maggior parte dei suoi coetanei, aveva un sogno: il suo era quello di diventare un giornalista, ma qualcuno gliel’ha portato via la sera del 23 settembre 1985. Siani aveva un contratto come corrispondente da Torre Annunziata per Il  Mattino: è lui l’abusivo che dà il titolo al libro di Antonio Franchini, scrittore che ha conosciuto Siani e che ha voluto cercare di ricostruire le vicende prima e dopo la morte del giovane giornalista.

Giancarlo Siani, nei suoi puntuali articoli di cronaca, non aveva scritto niente di particolare contro la malavita locale: nell’articolo che gli è costato la vita, apparso su Il Mattino del 10 giugno 1985, aveva accusato gli esponenti di un clan malavitoso di essere “infami”, di “essersi venduti”, forse senza pensare quante e quali conseguenze sarebbero derivate dalle sue affermazioni.

Antonio Franchini racconta del Siani giornalista 

Franchini cerca di dare risposta a molte domande che riguardano l’omicidio, rendendo il libro un intreccio di interviste, atti processuali, frammenti autobiografici e articoli di giornale. Ricostruisce così il clima di quegli anni, le paure di chi è sopravvissuto e la sua scelta di lasciare Napoli e il giornalismo per trasferirsi a Milano e dedicarsi alla letteratura, sua vera vocazione. Lo scrittore ci racconta anche tutte le difficoltà degli abusivi che in quegli anni vivevano con la speranza di essere assunti da qualche testata (Siani sarebbe stato probabilmente assunto da Il Mattino se non l’avessero ucciso), affrontando tutte le difficoltà della dura realtà napoletana di quegli anni.

Franchini non è stato l’unico ad occuparsi della storia di Siani: qualche anno fa, infatti, è stato pubblicato Le parole di una vita. Gli scritti giornalistici, che propone tutti gli articoli di Siani, raccolti a cura di Raffaele Giglio, professore di Letteratura italiana presso l’Università Federico II e fondatore del Centro interuniversitario su letteratura e giornalismo. 

Anche il film di Marco Risi, Fortapàsc, racconta con precisione la vita di Siani e offre a chi non conosce la storia del giovane giornalista scomparso la possibilità di scoprire una parte importante della nostra storia recente. Inoltre, nel settembre 2013, la macchina in cui fu trovato morto, ha compiuto un giro celebrativo attraverso le zone della città di Napoli da lui frequentate, compreso il Liceo Classico G. B. Vico, la cui aula magna è dedicata proprio a Giancarlo Siani.