Il giorno in cui ho scoperto di avere un dono di O’Donoghue

Il giorno in cui ho scoperto di avere un dono di O'Donoghue

Il giorno in cui ho scoperto di avere un dono è un romanzo di Caroline O’Donoghue, edito da Garzanti.

Trama 

“Per Maeve Chambers, sentirsi fuori posto è normale. A scuola e a casa, spesso considerata maldestra o diversa. Anche la sua migliore amica, d’un tratto, decide di abbandonarla. Nonostante ciò, qualcosa improvvisamente cambia, quando la ragazza s’imbatte in un libro e un mazzo di carte. Per qualche ragione, quel mazzo la incuriosisce e la attira. E le basta poco per accorgersi di avere un dono nascosto”.

Il giorno in cui ho scoperto di avere un dono è definibile un Young adult, ossia un romanzo rivolto ai ragazzi adolescenti e dunque non adatto all’infanzia.

Tale genere narrativo ha come protagonisti giovani, ragazzini generalmente in età scolastica; infatti la protagonista principale di questo romanzo è una adolescente le cui vicende si svolgono in un ambiente scolastico, tra le pareti della propria scuola.

Il giorno in cui ho scoperto di avere un dono: tante le tematiche trattate

Un romanzo molto interessante, a tratti lento, ma proprio questa caratteristica lo rende ancor più apprezzabile. In questo caso, infatti, la narrazione che sembra perdersi nei dettagli, in vari elementi apparentemente non importanti, permette di calarsi meglio nella lettura, attraendo il lettore.

Ciò che colpisce sin da subito, sono i comportamenti della protagonista, che si ritrova sempre in situazioni a lei deleterie, tant’è che spesso finisce in punizione. La protagonista, così come potrebbe accadere a tanti altri ragazzi della sua età, è sola, fondamentalmente una piccola teppista, che per attirare l’attenzione su sé stessa, compie una serie di azioni sbagliate, e che portano chiunque ad allontanarsi da lei.
Grazie ad una punizione che le sarà data, avrà la possibilità di vivere una sorta di “riscatto”, acquisendo in un certo senso quella popolarità che probabilmente cercava. Maeve inizierà a trascorrere la sua pausa pranzo leggendo le carte alle sue compagne di scuola ed affinerà presto la sua tecnica.

La protagonista riesce a stringere amicizie con persone con le quali, in precedenza, non aveva avuto rapporti interpersonali.
Così come i caratteri variegati e le sovrapposizioni tematiche (spesso difficili da isolare ed analizzare singolarmente) vengono fuori gradualmente, così il carattere della giovane Maeve si svela al lettore, completamente catapultato all’interno della “spirale” narrativa.

Il linguaggio è semplice, diretto, talvolta con la presenza di qualche neologismo sparso qua e là e le tematiche trattate sono tante, i personaggi vengono delineati poco per volta, ma una cosa è certa: la protagonista subisce nel corso del romanzo, una crescita esponenziale, da persona insicura e maldestra a ragazza con coscienza di sé e con le idee chiare.
Un percorso personale che probabilmente accomuna molte adolescenti, spesso isolate, prese di mira, specie in classe. Quelle stesse ragazzine che leggeranno Quando ho scoperto di avere un dono, potranno capire che prima o poi determinate situazioni finiscono e ciò che le circonda cambierà positivamente. Proprio come un percorso di crescita, il romanzo edito da Garzanti, si prefigura come un exploit di sensazioni, comportamenti, pensieri, suggestioni ed emozioni.

Il finale di Quando ho scoperto di avere un dono, sarà altrettanto interessante, così come il romanzo, ma lascia un piccolo spiraglio aperto; è come se l’intento dell’autrice fosse quello sì di incuriosire i lettori (ovviamente) ma al contempo volesse di proposito – lasciare incompiuto – il proprio libro.

 

Immagine di copertina: Garzanti editore

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