Il suono della montagna di Kawabata Yasunari | Recensione

Il suono della montagna di Kawabata Yasunari | Recensione

Kawabata Yasunari è uno degli autori più importanti della letteratura giapponese moderna, nonché il primo scrittore del Paese del Sol Levante ad aver vinto il premio Nobel nel 1968. Egli è ricordato per essere una figura che incarna i valori della tradizione giapponese e questo elemento traspare in alcune delle sue opere, tra cui Yama no Oto, ovvero Il suono della montagna, uscito a puntate tra il 1949 e il 1954

Lo stile di Kawabata: modernismo, sperimentalismo e altre influenze

La narrativa di Kawabata è intrisa di diversi elementi ricorrenti, quali l’influenza, in tutta la sua produzione, del modernismo, dato il periodo in cui vive. Inoltre, egli crea insieme ad altri letterati il gruppo Shinkankakuha, letteralmente Scuola delle nuove sensazioni: essi pongono una forte attenzione alle sensazioni, che devono essere un elemento preponderante della narrazione, in modo da cercare di superare il dualismo tra soggetto e oggetto. Da qui deriva anche una certa tendenza di Kawabata allo sperimentalismo, che caratterizzerà gran parte delle sue opere, come Izu no Odoriko (La danzatrice di Izu) a Yukiguni (Il paese delle nevi), due dei romanzi principali dell’autore, ma anche Il suono della montagna ha diversi elementi interessanti, che lo rendono un libro di grande valore.

La genesi peculiare de Il suono della montagna

Scritto in contemporanea con Senbazuru (Mille gru), Il suono della montagna non era pensato per essere pubblicato nella veste che ha oggi. Kawabata ha infatti un rapporto particolare con le sue opere, ovvero non le sente mai davvero finite. Di conseguenza, vi è una prima pubblicazione dell’opera, che vince anche un premio, riceve un adattamento cinematografico, uscito nelle sale giapponesi nel 1954 e viene poi ripresa, pubblicandone altri capitoli.

Shingo e il presagio della morte: l’incipit de Il suono della montagna e il tema della vecchiaia

Il protagonista e personaggio del quale abbiamo il punto di vista è Shingo, un uomo di 60 anni che, data l’età avanzata, inizia a pensare alla morte e qui emerge subito uno dei temi principali dell’opera di Kawabata: la vecchiaia. L’opera inizia infatti con lui che non ricorda di una cameriera che ha lavorato da loro di recente, simboleggiando così una prima perdita di memoria. C’è poi la descrizione di  una scena significativa, in cui emerge anche il titolo dell’opera: Shingo si trova a letto, non riesce a dormire e sente il suono della montagna: gli appare come un rumore che proviene dalle viscere della terra, qualcosa di irreale… lo percepisce come un possibile annuncio di morte.

La famiglia di Shingo e i personaggi chiave del romanzo

Egli vive in una casa tradizionale su una collina insieme alla sua famiglia: ci sono sua moglie Yasuko, il figlio Shuichi e Kikuko, la moglie del figlio. Altri personaggi sono Fusako, figlia di Shingo, sposata con un tipaccio mezzo delinquente e l’amante di Shuichi, Kinuko. Shingo e suo figlio lavorano in ufficio a Tokyo, dove si recano ogni giorno e lì l’anziano ha una segretaria, amica dell’amante di Shuichi, che gli dà informazioni sulla doppia vita che il giovane conduce: egli non si nasconde, mostra apertamente il suo atteggiamento sprezzane e aggressivo nei confronti della moglie, che allo stesso tempo si mostra servizievole e paziente con lui.

La riflessione sul matrimonio e l’eco della guerra

Una scena rilevante è quella in cui  Shuichi torna a casa ubriaco e chiama Kikuko con una voce che sembra chiedere aiuto. Lei accorre e lo aiuta a togliersi le scarpe. Shingo ascolta dialogo tra la coppia e da qui scaturisce in lui una riflessione, ovvero che il matrimonio è una palude in cui i problemi e le colpe delle coppie si accumulano. Ma questo pensiero fa anche sorgere in lui l’idea che il rapporto tra i due non sia irrecuperabile, ma che possa in qualche modo trovare un suo equilibrio. Allo stesso tempo, attraverso la figura di Shuichi Kawabata porta ne Il suono della montagna il tema della guerra: ci viene infatti  detto che egli ha combattuto per il Paese e quest’esperienza lo ha incattivito e reso un uomo freddo. In questo modo Kawabata riflette nella sua opera un tema contemporaneo, in un Giappone uscito da poco dalla Guerra del Pacifico, sconfitto e indebolito, ma con un forte desiderio di rivalsa, proprio come Shingo pensa possa succedere nel rapporto tra suo figlio e sua nuora.

Il legame speciale tra Shingo e Kikuko: un’oasi di comprensione ne Il suono della montagna

Una relazione particolarmente interessante nell’opera è quella tra Shingo e Kikuko. Infatti, se il marito di quest’ultima la tratta male, il suocero la idolatra: la considera l’incarnazione di tutto ciò che è desiderabile in una donna, soprattutto la bellezza. L’uomo ha sposato Yasuko per tenerezza nei suoi confronti, vedendola una donna gentile e premurosa, ma non prova per lei alcun sentimento: proietta quindi tutta la sua affettività e anche immaginazione erotica su Kikuko, ma senza mai tentare un approccio. I due costruiscono un loro piccolo mondo nella famiglia, perché si capiscono: una caratteristica peculiare del loro rapporto è che amano guardare le stesse cose insieme.

La natura come punto d’incontro tra i personaggi e specchio della cultura giapponese

In particolare, gli piace molto parlare della natura che osservano. Si tratta di una delle tematiche fondamentali della letteratura giapponese, presente fin da tempi antichi. Il fatto che questo elemento compaia ne Il suono della montagna e altre opere di Kawabata contribuisce a rafforzare l’idea di questo autore come rappresentativo della cultura giapponese nel mondo. A un certo punto Shingo fa notare a Kikuko che una pianta del giardino ha germogliato, ma lei non se n’è accorta e la rimprovera di ciò. Allo stesso tempo, questo gli dà l’idea di un senso di vuoto nel cuore di Kikuko

Figure femminili a confronto: Kikuko e Kinuko, tra aspettative e rotture

Due personaggi contrapposti nella storia sono sicuramente quelli di Kikuko e Kinuko, il che emerge già dal significato dei loro nomi, simili ma in realtà profondamente diversi: il primo, infatti, significa crisantemo, il che viene associato una figura pura, tipicamente giapponese, mentre il secondo è seta, un qualcosa di più erotico e seducente.  A un certo punto del racconto, Kikuko si allontana per un po’ di tempo e va dai genitori: quando torna si scopre che ha abortito, volontariamente, all’insaputa di tutti. Quasi contemporaneamente, Kinuko rimane incinta e nonostante non sia in una posizione stabile, decide di tenere il figlio. Questo dimostra la capacità di Kawabata di scrivere personaggi femminili molto affascinanti e controcorrente per la società dell’epoca: per le aspettative della società di quel periodo, Kikuko avrebbe dovuto desiderare un figlio in modo da poter asservire al suo ruolo di madre, mentre Kinuko avrebbe dovuto abortire, non avendo né un marito né nucleo familiare.

Il finale del romanzo: risoluzione familiare e specchio del Giappone del Dopoguerra

Verso la fine del libro, Shingo riesce a recuperare il rapporto tra Shuichi e Kikuko: fa sì che i due vadano a vivere da soli, creando un proprio ambiente familiare separato. Questo rende ancora una volta il romanzo uno specchio della società dell’ epoca: proprio in quel momento in Giappone era stata approvata una legge relativa alla costituzione dei nuclei familiari, dove le famiglie molto numerose iniziavano a decadere. La scena conclusiva è un pranzo con tutta la famiglia, che rende il finale dell’opera quotidiano, non poetico. Il suono della montagna si dimostra così un romanzo ricco e profondo, ma che tiene anche conto della realtà.

Fonte immagine in evidenza: Wiki Commons 
Fotografo: Hayashi Tadahiko, The family of Kawabata Yasunari

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