L’unica commedia di Virginia Woolf, figura centrale della letteratura inglese del Novecento, “Freshwater”, l’ha appena ripubblicata Einaudi grazie alla cura e alla traduzione di Chiara Valerio. Qui, insieme agli altri testi della scrittrice inglese essenziali per la critica letteraria, si parla di tempo, bellezza, fini e nuovi inizi.
Il mondo artistico ritratto dall’autrice inglese Virginia Woolf in Freshwater è variopinto, mentre la scrittrice resta fedele al suo stile: ironico e brillante. L’opera teatrale, ripubblicata da Einaudi editore in un volume curato e tradotto da Chiara Valerio, è l’unica commedia firmata dalla Woolf nel campo della drammaturgia e scritta due volte: nel 1923 e nel 1935. L’autrice di Mrs Dalloway la compose in occasione del ventunesimo compleanno di Angelica Bell, parte del Bloomsbury Group e figlia dei pittori Duncan Grant e Vanessa Bell, sorella di Virginia.
| Informazioni sull’Opera | Dettagli |
|---|---|
| Autrice | Virginia Woolf |
| Curatrice e Traduttrice | Chiara Valerio |
| Editore | Einaudi |
| Anni di Composizione | 1923 e 1935 |
| Ambientazione | Isola di Wight (Età Vittoriana) |
Indice dei contenuti

È facile immaginare quella sera di festeggiamenti: una casa piena di artisti, amici e familiari, dove il teatro diventa un gioco. La scrittrice e curatrice Chiara Valerio, nella postfazione al volume, racconta che la rappresentazione era stata pensata per un’ottantina di invitati alla festa di Angelica, tra parenti e amici che poi funsero da attori. C’erano, tra gli altri, Duncan Grant, Leonard Woolf, Julian Bell e la stessa Virginia Woolf nel ruolo del suggeritore.
Trama e cenni storici
L’opera teatrale venne pubblicata per la prima volta nel 1976, proprio dalla Hogarth Press, la casa editrice britannica fondata da Virginia Woolf e da suo marito Leonard nel 1917. Di questa, in italiano esistono due pubblicazioni, una del 1983 e l’altra del 1992, ognuna con le proprie variazioni, soprattutto sul piano linguistico.
Ambientata nella dimora della fotografa Julia Margaret Cameron, sull’isola di Wight, Freshwater mette in scena un vivace microcosmo di artisti e intellettuali dell’età vittoriana. Tra pose fotografiche, declamazioni poetiche, eccentricità e ambizioni creative, tematiche care al modernismo, si muovono personaggi realmente esistiti, come Alfred Tennyson, George Frederic Watts e Charles Cameron. Al centro della vicenda c’è però la giovane attrice Ellen Terry, desiderosa di sottrarsi alle aspettative che la vogliono semplice musa, mossa da profondi ideali di femminismo, e di scegliere autonomamente il proprio destino. L’arrivo del sottotenente John Craig incrina gli equilibri di questo ambiente eccentrico, dando avvio a una commedia che, con ironia e leggerezza, restituisce un ritratto affettuoso e dissacrante del mondo da cui Virginia Woolf proviene, anticipando lo spirito del futuro Bloomsbury Group.

Chiara Valerio aveva già curato un’edizione dell’opera nel 2013 introducendo, nel suo lavoro, oltre alla pièce teatrale Freshwater, anche due opere che si configurano come un perfetto saggio letterario e un racconto: Julia Margaret Cameron, Ellen Terry e Una scena dal passato. Questi testi sono dichiaratamente messi insieme secondo una natura analogica e una composizione di prossimità.
Il tempo in “Freshwater”, “Julia Margaret Cameron”, “Ellen Terry” e “Una scena dal passato”
Il tempo, in Freshwater, è un fascio di qualità, vestiti, costumi, quadri, fotografie, codici di corteggiamento. Scrive così Chiara Valerio nella postfazione a un volume che affida la misura del tempo a una serie di personaggi stravaganti – Tennyson, Ellen Terry, Watts e Charles Cameron – fino a condurlo alla sua stessa conclusione, al suo stesso compimento: nel matrimonio di Ellen e John.
Se Freshwater è una commedia sul tempo, Julia Margaret Cameron è un testo che lo racconta come bellezza. È nella fotografia che la protagonista riesce a trattenerlo, fissando insieme il tempo e la bellezza. Se in Julia Margaret Cameron il tempo trova rifugio in un’immagine, in Ellen Terry diventa poi la possibilità di un nuovo inizio, purché affrontato con entusiasmo. Anche in Una scena dal passato, infine, il tempo torna a essere il vero protagonista, proprio come accade in Freshwater:
Negli scritti qui raccolti il tempo non passa, finisce, inizia, si ripete. Il teatro, d’altronde, è pensato per essere ripetuto. (Chiara Valerio nella postfazione di “Freshwater“, Einaudi editore 2026).
Si tratta, allora, di un tempo che si misura attraverso immagini, gesti e metafore, capace di ritornare continuamente su se stesso. Leggere Freshwater e gli altri scritti proprio d’estate – quando il ritmo della produttività rallenta e il tempo sembra tornare a disposizione – può diventare un invito a riavvolgere anche il proprio tempo. A farlo insieme agli artisti orchestrati da Virginia Woolf, che tra ironia, eccentricità e leggerezza ricordano una verità semplice: il gioco è la cosa più seria di tutte.
Fonte Foto: copertina di “Freshwater” di Virginia Woolf, Einaudi editore 2026, traduzione e postfazione di Chiara Valerio

