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Libri sul Giappone: 5 da leggere

Libri sul Giappone.

Il Giappone è uno dei paesi orientali più conosciuti e famosi nel mondo, ed è meta di grande interesse turistico e culturale, non solo grazie alla cultura e alla tradizione del Sol Levante, ma anche per l’impatto mediatico di manga e anime. La sua visibilità internazionale ha portato anche alla proliferazione di moltissime forme artistiche e della letteratura asiatica. Ad oggi, infatti, sono stati pubblicati moltissimi libri sul Giappone che approfondiscono ogni sfaccettatura di questa nazione complessa e stratificata.

Titolo del Libro Autore Genere / Tema
Le cronache dell’acero e del ciliegio Camille Monceaux Saga Storica / Samurai
I miei giorni alla libreria Morisaki Satoshi Yagisawa Narrativa / Libri e Tokyo
Finché non apri quel libro Michiko Aoyama Narrativa / Resilienza
Kitchen Banana Yoshimoto Narrativa / Elaborazione del lutto
Quel che affidiamo al vento Laura Imai Messina Drammatico / Elaborazione del lutto

Qui sotto riportiamo 5 libri sul Giappone, letture analitiche per chi desidera approfondire la storia e la società del paese:

Le cronache dell’acero e del ciliegio

Le cronache dell’acero e del ciliegio è una trilogia scritta da Camille Monceaux. La saga è una tetralogia ambientata nel Giappone del XVII secolo, in pieno periodo Edo, e parla di Ichirō, un samurai, e la misteriosa Hiinahime, una figura che si nasconde dietro una maschera del Nō. Chi desidera esplorare le radici di questo periodo può consultare i testi della letteratura giapponese classica. Il primo volume, intitolato La maschera del Nō e pubblicato nel 2021, introduce la vita di Ichirō, abbandonato quando aveva due anni nella foresta, con un ciondolo d’oro a forma di foglia di acero come unico lascito dei genitori. Verrà cresciuto da due anziani, da un misterioso samurai che deciderà di insegnargli la via della spada e da Oba, l’inserviente della casa. La vita del ragazzo cambierà radicalmente quando un ninja e due samurai a servizio dello shogunato Tokugawa si introdurranno nella sua abitazione alla ricerca di una rinomata spada, che verrà difesa dall’anziano a costo della vita, evento che porterà all’incendio della struttura. Ichirō, rimasto solo a dodici anni, inizierà un viaggio per ritrovare i mandanti dell’assassinio del suo maestro, assumendo l’identità di Tomo e iniziando a lavorare come attore nel teatro Kabuki. In questo contesto incontrerà Hiinahime, figura coperta da una maschera del Nō.

Le cronache dell’acero e del ciliegio, portata in Italia dall’editore L’Ippocampo, si compone di altri due volumi: il secondo, intitolato La spada dei Sanada (2021), e il terzo con il titolo L’ombra dello shogun (2023). L’opera editoriale si distingue per la descrizione storiografica accurata che documenta l’isolazionismo istituzionale del paese nel XVII secolo, approfondendo parallelamente le dinamiche dell’arte teatrale nipponica.

I miei giorni alla libreria Morisaki

Nel panorama della narrativa contemporanea vi è I miei giorni alla libreria Morisaki, scritto da Satoshi Yagisawa e pubblicato nel 2022. Il libro è ambientato a Jinbōchō, un quartiere di Tokyo denso di librerie e case editrici. In quest’area si trova la libreria Morisaki, attività tramandata da tre generazioni e gestita da Satoru, zio della protagonista Tatako. L’uomo dedica la sua esistenza al mercato editoriale e all’attività di famiglia, operando in totale antitesi rispetto a Tatako, la quale si è chiusa in un isolamento sociale a seguito di una delusione relazionale. Satoru le offrirà la possibilità di trasferirsi al primo piano del negozio, immergendola in un microcosmo fatto di volumi accatastati e clienti esigenti alla ricerca di edizioni rare. Questa immersione nel mondo della parola scritta richiama la sacralità delle antiche tradizioni descritte nel Manyōshū.

L’elemento centrale di questa pubblicazione risiede nell’abilità stilistica dello scrittore di documentare il tessuto urbano e culturale di Jinbōchō. I miei giorni alla libreria Morisaki costituisce un’indagine narrativa sui legami familiari e sull’influenza del patrimonio letterario. Si tratta di un testo introspettivo che ha goduto di un seguito con il sequel intitolato Una sera tra amici a Jinbōchō (2023).

Finché non apri quel libro

Finché non apri quel libro, terzo titolo in rassegna pubblicato nel 2022 da Michiko Aoyama, si sviluppa attorno all’interno di una biblioteca civica. I protagonisti si recano alla ricerca della signora Komachi, una bibliotecaria che, tramite la semplice domanda «che cosa cerca?», riesce ad analizzare i bisogni psicologici degli avventori fornendo loro il volume più adatto per affrontare le proprie criticità. Tomoka, Ryō, Natsumi e Hiroya usciranno dall’edificio con uno strumento letterario utile per superare le rispettive impasse personali. L’impalcatura narrativa presenta forti parallelismi con l’analisi emotiva condotta dai poeti giapponesi contemporanei.

Nel testo vengono analizzati fenomeni sociologici strettamente attuali in Giappone, quali la disoccupazione, le dinamiche pensionistiche, la depressione lavorativa e la complessa conciliazione tra impiego e vita privata, con un focus sul ruolo della figura femminile nel tessuto produttivo. La struttura formale dedica un capitolo specifico a ciascun individuo. Finché non apri quel libro si delinea come un romanzo di formazione corale.

Kitchen

In questa selezione storiografica e letteraria si inserisce uno dei romanzi orientali di maggiore riscontro commerciale globale, opera d’esordio di Banana Yoshimoto. Con questo scritto, l’autrice si è imposta nel panorama del minimalismo letterario. Il volume in questione è Kitchen, immesso sul mercato nel 1988 e insignito di svariati premi internazionali, tra cui il Premio Maschera d’Argento in Italia nel 1999.

“Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano”.

L’incipit del romanzo introduce una suddivisione strutturale in due sezioni distinte, incentrate sulle vicende di due differenti protagoniste femminili. Il testo opera un’indagine su temi complessi quali la perdita, il lutto, l’identità di genere e la difficoltà di verbalizzazione dei traumi. La sintassi impiegata da Yoshimoto si caratterizza per asciuttezza e precisione clinica, generando un’atmosfera tipicamente malinconica, tratto distintivo della narrativa asiatica di fine Novecento. Kitchen rappresenta un paradigma essenziale per comprendere la transizione della prosa nipponica moderna.

Quel che affidiamo al vento

Quel che affidiamo al vento, dato alle stampe nel 2020 dalla scrittrice italiana residente in Giappone Laura Imai Messina, affronta il filone della letteratura del trauma. L’ambientazione si concentra sulla Montagna della Balena, sito in cui sorge la reale cabina telefonica scollegata impiegata dai cittadini per indirizzare messaggi vocali ai defunti. A seguito del disastroso tsunami di Tōhoku del 2011, il luogo è divenuto meta di pellegrinaggio laico per l’elaborazione collettiva del lutto. La connessione tra il cordoglio umano e l’ambiente circostante riprende topoi ricorrenti negli haiku giapponesi sulla natura. La trama segue Yui, conduttrice radiofonica privata della madre e della figlia dall’onda anomala, che si reca alla cabina per proteggerla dall’imminente arrivo di un uragano; qui incrocerà il percorso clinico ed esistenziale di Takeshi, medico vedovo con una figlia caduta nel mutismo selettivo.

Il registro linguistico si mantiene misurato e oggettivo, evitando forzature patetiche. Quel che affidiamo al vento è una testimonianza narrativa che analizza l’impatto sociologico della catastrofe del 2011. Per dati ufficiali sulle prefetture colpite, è possibile consultare le informative del sito Ufficiale del Turismo Giapponese.

Fonte immagine: Depositphoto
Articolo di Arianna Goracci e Marianna Di Modica

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