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Mattatoio n5, il capolavoro pacifista di Vonnegut

Mattatoio n5, il capolavoro pacifista di Vonnegut

C’è un’opera che, per ammissione dello stesso autore, sembrava non voler uscire dalla sua penna. Pubblicato nel 1969, Mattatoio n5 o La Crociata dei Bambini è il frutto di più di venti anni di tentennamenti. Kurt Vonnegut ha provato e riprovato, per un totale di circa cinquecento pagine di bozze, a mettere per iscritto l’orrifica esperienza, da lui vissuta in prima persona, della Seconda guerra mondiale. Il risultato è questo lucido, seppur stravagante, racconto sull’assurdità della guerra, la caducità della vita e l’inevitabilità della morte, motivi che tornano in più opere dello scrittore.

Informazioni chiave sul libro Mattatoio n. 5
Autore Kurt Vonnegut
Anno di pubblicazione 1969
Protagonista Billy Pilgrim
Sfondo storico principale Seconda guerra mondiale (Bombardamento di Dresda)
Tematiche centrali Pacifismo, assurdità della guerra, caducità della vita

La trama del libro Mattatoio n. 5

Protagonista del romanzo è Billy Pilgrim, un soldato americano che, da semplice assistente di un cappellano, si ritrova in prima linea nell’offensiva delle Ardenne. In realtà, Billy Pilgrim odia la guerra, non ne comprende il senso e si rifiuta di maneggiare armi. Catturato dai tedeschi, sopravvive al disastroso bombardamento di Dresda nascondendosi nella cantina di un mattatoio abbandonato, il Mattatoio n5, ma ne esce profondamente cambiato. Da allora, Billy Pilgrim viaggia nel tempo ed è rapito da degli alieni, i Tralfamadoriani, che gli impartiscono una nuova filosofia di vita – tuttavia, sta al lettore decidere se ciò succeda davvero o se sia solo l’impressione di Billy, che soffre di disturbo da stress post-traumatico.

Le tematiche principali in Mattatoio n. 5

La guerra come una crociata di bambini

Mattatoio n5, prima di ogni altra cosa, è un’opera intrisa di pacifismo. Lo rivela il sottotitolo stesso: La Crociata dei Bambini allude non solo alla fantomatica Crociata dei fanciulli del 1212, ma alla guerra in sé, intesa come una farsa ordita dai potenti, pronti a sacrificare poveri innocenti e venduta come un dovere da adempiere. Billy Pilgrim è poco più che ventenne quando è chiamato alle armi, del tutto impreparato a quello che lo attende, e quando il narratore dice di voler scrivere un libro sulla guerra, così asserisce la moglie di un suo vecchio commilitone: «Fingerà che eravate degli uomini invece che bambini, e poi ne tireranno fuori un film recitato da Frank Sinatra e John Wayne o da qualcun altro di quegli sporchi vecchioni che vanno pazzi per la guerra. E la guerra sembrerà qualcosa di meraviglioso […] E a combatterle saranno dei bambini […]».

Il contesto coevo alla stesura di Mattatoio n5 offre l’esempio lampante di una “crociata di bambini”: Vonnegut scrive l’opera in uno degli anni più sanguinosi della guerra del Vietnam, conflitto che ha visto un’intera generazione mobilitarsi contro quanto stava avvenendo in Indocina. Mattatoio n5, come i movimenti pacifisti di allora, nel profondo denuncia l’efferatezza e l’inutilità della guerra.

L’inevitabilità della morte nel romanzo

Eppure, sottolinea Vonnegut, la guerra è inutile quanto inevitabile, come inevitabile è la morte: «Ci saranno sempre guerre, […] impedire una guerra è come fermare un ghiacciaio. […] E poi, se anche le guerre non fossero come i ghiacciai, ci sarebbe sempre la solita, pura e semplice morte.»
La morte è un altro tema chiave di Mattatoio n5. Compare spesso e, quando lo fa, il narratore non manca mai di specificare che «Così va la vita», motto fatalista che quasi martella la narrazione, regalato a Billy dai Tralfamadoriani, le creature aliene che lo hanno rapito. Che sia una sola persona a morire o l’intera città di Dresda a bruciare, la morte descritta da Vonnegut non è necessariamente crudele, ma sempre casuale e senza un senso reale, qualcosa che capita e che la guerra esaspera. È un messaggio che non intende paralizzare con la sua gravità, ma indurre a riflettere sulla precarietà della vita.

Il concetto del presente e la fragilità della vita

Se la guerra è inarrestabile e la morte inevitabile, la vita è un battito di ciglia. Quella di Billy Pilgrim è sparsa tra passato e futuro proprio a causa del trauma della guerra. Il narratore così riflette: «E mi domandai, rispetto al presente, quanto vasto fosse, quanto profondo fosse, quanto fosse mio.» Confrontato con la violenza e la casualità che sembrano governare il mondo, il presente diventa un momento fragile e prezioso, anche sfuggente – come sfugge a Billy Pilgrim che, pur con apparente serenità, vive in frammenti.

Perché leggere il capolavoro Mattatoio n. 5?

Mattatoio n5 è un manifesto del pacifismo moderno mascherato da romanzo fantascientifico. Che Billy Pilgrim viaggi davvero nel tempo o meno, che i Tralfamadoriani esistano davvero o meno, il messaggio fondamentale resta il medesimo: la guerra è priva di senso, traumatica, moralmente sbagliata, e in essa non c’è niente di eroico; piuttosto, alimenta un esistente ciclo di miseria e sofferenza. A poche pagine dalla fine, il narratore, in un invito implicito a deporre ogni aggressione, confessa: «Mio padre morì molti anni fa, di morte naturale. Così va la vita. Era un uomo dolce. Era anche un fanatico di armi. Mi ha lasciato le sue armi. Si sono arrugginite.»

A quasi sessant’anni dalla sua pubblicazione, Mattatoio n5 resta un’opera attualissima. Coronata dallo stile diretto, “telegrafico” di Vonnegut, che infonde la più tragica delle situazioni di umorismo, è una lettura da non trascurare. Oltre a essere un capolavoro del pacifismo, Mattatoio n5 offre, attraverso l’esistenzialismo dei Tralfamadoriani, anche importanti spunti di riflessione individuale.

(Fonte immagine: Bompiani)

 

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