Otototo è un libro scritto da Igor Cane, edito dalla casa editrice Vlad.
Il sottotitolo dell’opera delinea immediatamente l’identità del libro: “Ivan: storia senza trama con sonno iniziale e risveglio finale in 27 incubi”
Indice dei contenuti
Scheda riassuntiva del libro
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Titolo | Otototo |
| Sottotitolo | Ivan: storia senza trama con sonno iniziale e risveglio finale in 27 incubi |
| Autore | Igor Cane |
| Casa Editrice | Vlad Editore |
| Protagonista | Ivan |
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La trama: il viaggio mentale di Ivan
Il libro racconta del travaglio o viaggio dimenticato in cui si è vissuti per nove mesi. Ivan è un cosmonauta senza astronave, e il suo viaggio avviene nella dimensione della mente, prima di arrivare al mondo come copia diversa di un pezzo unico.
È importante sottolineare che, non essendoci una vera e propria trama classica, non è possibile riassumere linearmente ciò che accade: bisogna semplicemente lasciarsi “abbracciare” da quanto si legge, in modo naturale e spontaneo, accogliendo tutte le emozioni che arrivano al lettore.
Il significato dei 27 incubi e la solitudine dell’uomo
I 27 incubi di cui scrive Igor Cane non sono storie di paura o narrativa horror, ma fanno luce sulle paure ataviche dell’uomo, quelle che non lasciano spazio al conscio, ovvero tutto ciò che non può essere razionalizzato. I brutti sogni si ricollegano al protagonista della “storia”, Ivan, che vive momenti di lacerante solitudine e isolamento contemporaneo. Si tratta di un astronauta che viaggia nello spazio, perfetto specchio della condizione dell’uomo che spesso non sa dove andare e cosa fare. L’astronauta fluttua nello spazio infinito; l’uomo fluttua invece in una società caotica.
Appare chiaro sin da subito che l’intenzione dell’autore di Otototo è quella di creare un insieme di ricordi, percezioni, ma anche pulsioni negative, che ogni individuo prova e nelle quali può ritrovarsi, per sentirsi meno solo.
Stile narrativo e titolo onomatopeico
“Apparentemente non esistevano cause, apparentemente non esisteva inizio, ma prescindendo da tutto non esisteva nemmeno più la memoria”, si legge in un importante passo del libro. Otototo è esattamente questo: è un libro concreto che sembra quasi smaterializzarsi tra le mani, per lasciare spazio all’immaginazione. Ad un certo punto è come se si perdesse il filo del discorso, per poi ritrovarlo nelle pagine successive, all’interno di una narrazione che ha molto da insegnare a chi legge.
Otototo è un libro interessante e coinvolgente sin dall’inizio, nonostante possa sembrare “strano”; è evidente che l’autore non segua i canoni tradizionali, rivelandosi come un treno che esce fuori dai binari. Così è il fil rouge della narrazione. Questa caratteristica è in perfetta linea con lo stile dell’autore, Igor Cane, che crea testi spesso crudi, al di là di qualsiasi schema logico o canonico. Probabilmente è proprio questo aspetto che rende Otototo un libro particolare, non il “solito” volume da leggere tutto d’un fiato, bensì un’esperienza in cui lasciarsi trasportare da quanto è scritto e dai suoni che le parole producono. Sembrerà quasi di sentire il rumore dei pensieri; le parole lette prenderanno quasi consistenza, in un libro che sorprenderà positivamente anche i lettori più scettici.
Il titolo stesso del libro, Otototo, è un’onomatopea, una scelta che si può definire stravagante, un po’ come tutto il resto dell’opera, narrazione e storia incluse.
Un libro da gustare sin dalla prima pagina, dove anche la più piccola stranezza vuole in realtà comunicare qualcosa o semplicemente riempire la solitudine dell’uomo contemporaneo.
Immagine in evidenza: Vlad Editore

