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Eroica Fenice

Phobia (Borghetti/Kuchisake): imprevedibili paure

Phobia (Borghetti/Kuchisake): imprevedibili paure

Cristian Borghetti con Phobia torna a scrivere seguendo l’istinto del suo inconfondibile stile letterario, questa volta mettendosi in gioco in coppia con una scrittrice celata dal mistero e conosciuta con lo pseudonimo di Kuchisake (un nome che trae spunto da una leggendaria donna che, in alcuni luoghi del Giappone, terrorizzava i malcapitati mostrando la sua spaventosa bocca squarciata).

Borghetti e Kuchisake con Phobia (un titolo inequivocabile per il contenuto narrato) provano a meravigliare, stupire e depistare il lettore con una raccolta di dieci racconti, cinque a testa, non firmati singolarmente affinché non si riconoscano le singole paternità attraverso una perfetta simbiosi di stili conciliabili tra loro. Lo stile letterario di Borghetti e Kuchisake sono affini e si ispirano all’horror letterario di fine ‘800 strizzando l’occhio al genere noir del ‘900 con cui Borghetti ha avuto modo di mettersi in evidenza con il suo raffinato e coinvolgente romanzo “Le cabinet Masson”.

Phobia spalanca le porte dell’ignoto attraverso le paure nascoste in ogni singola persona, l’imperscrutabile e l’imprevedibile prendono forme diverse attraverso una serie di racconti horror e fantastici che mettono a nudo 10 differenti fobie, tra le più note e diffuse: la fobia dei gatti (ailurofobia), la paura di finire schiacciati da qualcosa dall’alto, quella di cadere in un baratro, di morire annegati, l’aracnofobia, la claustrofobia, la paura della morte, l’agorafobia, la paura dei volatili e inoltre la fobia di una madre castrante. A scatenare le fobie basta poco, solo un attimo, e in un tempo minimo che sembra dilazionarsi all’infinito, ci si accorge dei limiti di ogni singolo individuo quando questi si ritrovano ad affrontarle. Le fobie sono numerose ed è difficile descriverle, ma tutte hanno origini traumatiche, psicologiche ed inconsce; il pensiero ci riporta a Freud e alla psicoanalisi, strumento di retrodatazione per comprendere i meccanismi impalpabili che hanno generato le paure, ma nell’immediato è molto più semplice leggere questi depistanti racconti carichi di suspense e pathos per percepire ed immedesimarsi nel meccanismo scatenante, ritrovandone i risvolti drammatici di ogni singola fobia. Phobia di Borghetti e Kuchisake è narrato a due voci e in prima persona, una scelta che orienta il lettore ad un coinvolgimento diretto degli episodi narrati affinché si percepiscano in modo immediato e personale le diverse fobie trattate. Da evidenziare il notevole progetto grafico per la copertina realizzata dalla bravissima Alessia Coppola.

Cristian Borghetti vive e lavora a Lecco, città natale, dove ha dato vita a diverse opere letterarie pubblicate da diversi editori come: Ora di vetro (edizioni Montedit), Tre volte all’inferno (Perdisa Pop), Le cabinet Masson (Nacissus), 365 Storie Cattive (Aisea Onlus), Le Nereidi (Circolo della trama), Tremare senza paura e Horror Polidori (Nero Press Edizioni), Malombre (Dunwich Edizioni) e il suo ultimo lavoro Phobia”edito da StreetLib.

Racconti e Phobia: intervista a Cristian Borghetti

Cristian, nei tuoi racconti horror ma anche fantastici dal sapore noir c’è una sottile vena poetica che accosta il tuo stile a diversi maestri della letteratura horror di fine Ottocento. Raccontaci di questo forte legame!

Ben ritrovato a te, Antonio, e a tutti voi lettori di Eroica Fenice. È sempre un piacere essere tuo ospite e conversare con te, con voi. Ti ringrazio per l’accostamento alle grandi penne dell’Ottocento, è un bellissimo complimento e ne sono lusingato. Amo il diciannovesimo secolo e i suoi autori, in particolare, Byron, Shelley, Poe, Wilde, Le Fanu, per citare i mostri sacri di una letteratura di genere (horror) raffinata ed evocativa, che mi ha sempre affascinato. Capolavori come “A tale” o “Frankenstein, il moderno Prometeo” o “Racconti del terrore, del mistero e dell’incubo” e ancora “Il ritratto di Dorian Gray” e “Carmilla”, sono opere che ho adorato da lettore ed hanno contribuito alla mia formazione di scrittore, ecco il motivo di un legame tanto potente.

Parlaci di Phobia e di come è nata l’idea di dedicare dieci diversi racconti, uno per ogni fobia. Per te cosa rappresentano le paure nascoste in ogni singolo individuo e in che misura possono determinare il destino di ogni singola persona?  

Un coro a due voci in cui ognuna evoca ciò che più la terrorizza, questo è Phobia. Dieci è solo un numero, avremmo potuto scrivere cento o più storie fino ad esaurire l’inchiostro; la paura ha così tante forme e voci da condizionare, se non addirittura segnare, indelebilmente il destino di tutti noi. Chi non teme la morte? Conviviamo tutti con questo terrore, da che ne abbiamo consapevolezza, questa paura ci accompagna senza mai concederci tregua né pace. Per quanto viviamo con spensieratezza, non possiamo ignorarne la presenza.

Chi si nasconde dietro lo pseudonimo di Kuchisake e come è nata la collaborazione con questa talentuosa e misteriosa scrittrice di cui non conosciamo la vera identità?  

Kuchisake è, prima di tutto, una penna formidabile. Scrittrice ed editor che ha pubblicato con grandi case editrici in Italia e all’estero, ha risposto alla mia chiamata ed ha unito il suo inchiostro al mio, regalandoci cinque storie uniche e straordinarie. La sua identità celata dallo pseudonimo giapponese, rimane, per sua scelta, un attraente mistero. Non vi svelerò quali siano i suoi racconti e quali i miei, vi dico però che l’incipit che introduce alla lettura è opera sua. Ringrazio Kuchisake guardando ad una nuova e futura collaborazione.

Cosa puoi anticiparci sui tuoi futuri progetti letterari? Cosa bolle nell’inesauribile pentolone di Cristian Borghetti?  

Sono sempre in fermento, è vero. Sono felice di annunciarvi l’uscita, a breve, di un nuovo racconto dell’orrore, mentre la trama di un nuovo romanzo sta per incontrare il foglio bianco. Non vi svelo nulla, ma vi aspetto, per ora, all’ultima pagina di Phobia.

Ringraziamo Cristian Borghetti per l’intervista esclusiva rilasciata ad Eroica Fenice e gli auguriamo buoni auspici futuri e numerosi lettori.