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Eroica Fenice

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Babalù in un Mondo di Sasso: l’intervista

Babalù è una band attualmente composta da Gianluca Sanza (voce e dub master), Ramon Perez Batista (voce e percussioni), Rocco Sante Sabia (chitarra e cori), Peppe Russo (basso), Fabio Sabato (batteria) e Alessio Guacci (tastiere e programmazioni).

Nata a Potenza nel 2009, esordisce con l’album Battito Stabile, intriso di elementi tipici della tradizione meridionale, dal ritmo fino ai testi, scritti in quello che definiscono dialetto napotentino (un solo urlo tra Napoli e Potenza). Nel 2011 vince il premio miglior testo al concorso nazionale Musicultura (ex premio Recanati), con il brano Mio fratello è pakistano.
A partire dal 2013, abbandonato il dialetto, comincia una leggera metamorfosi che, incrementata anche dalla collaborazione con il percussionista e cantante cubano Ramon Perez Batista, culmina nell’uscita del nuovo album, disponibile già dal 29 aprile 2016: Mondo di Sasso.
Il santo e il diavolo, il bene e il male, la seta e la lana si incontrano e si scontrano in questo Mondo di Sasso, che vede la partecipazione straordinaria di Fefo Forconi (Almamegretta), e due featuring con Maurizio Capone in O’boss e Soraia Drummond in Raggamuffin Style.
Il resto ce lo raccontano loro.

Babalù è una band squisitamente lucana, che ama fondere sonorità, in particolare reggae e dub, passando per hip hop e roots

Se cerco Babalù su google, il primo risultato è Babalù Ayé, un semidio della mitologia yoruba, da cui immagino abbiate preso spunto. Ma, oltre al nome, cosa avete in comune? Per caso i vostri fan, durante i concerti, eseguono danze rituali e vi offrono in dono cipolle e pesce?!
Babalù non è un nome che nasce dalla cultura Cubana, o almeno non nel nostro caso. Prende spunto dal fatto che la piccola Alice, figlia della voce del gruppo Gianluca Sanza, alla tenera età di due anni, servendosi del suo vocabolario italo-bambinesco, per dire “papà accendi la luce” si esprimeva con una parola sola: Babalù!

Mondo di sasso bestseller su Amazon dopo soli due giorni: il vostro battito cardiaco è ora senza dubbio meno “stabile”! Come sono cambiati, negli anni, il battito e il sound dei Babalù?
Sì, è stata una piacevolissima sorpresa vedere il nostro album tra quelli di artisti internazionali del panorama reggae. È un sogno ricorrente di chi come noi fa musica, quello di ritrovarsi a far parte del proprio mondo. Ci sei, esisti! Negli anni i Babalù hanno subito vari cambiamenti, sia di elementi che di sonorità, cercando di appartenere sempre di più al reggae-dub, ma senza avere schemi per quanto riguarda i testi. Non siamo Rasta, non cantiamo inni della loro religione, ma amiamo profondamente il ritmo in levare sul quale appoggiamo parole che raccontano la nostra vita comune, i nostri sorrisi, i nostri problemi, il mondo che ci circonda.

La straordinaria copertina di Fabiana Belmonte stimola molto la mia fantasia, ma vorrei conoscere la vostra: in che mondo vivete? Com’è il vostro mondo di sasso?
Fabiana ha interpretato la nostra musica in modo straordinario, ha centrato pienamente il nostro mondo di sasso attraverso colori e sfumature. È riuscita a far mantenere in equilibrio palazzi e personaggi su una pila di sassi, ha messo in risalto la vera essenza dell’album, ascoltandolo e disegnandolo con il suo inconfondibile e meraviglioso stile. Il nostro mondo di sasso è quello di tutti, difficile e troppo contaminato dal cemento e dall’oro nero. Ma è lo stesso mondo che, nonostante tutto, vale la pena vivere e rispettare per tutto quello che ci ha donato.

L’album contiene anche il singolo Santo e Diavolo, di cui avete girato un videoclip nel bosco e nel castello di Bella, in provincia di Potenza. Com’è nata l’idea e chi ha scelto i luoghi? Ma, soprattutto, non avete timore di ripercussioni divine e/o spirituali?
L’idea del video Santo e Diavolo è stata del regista Mimmo Greco, che ha cercato di trasformare una band in attori. Cosa a dir poco complicata, visto che non abbiamo mai studiato teatro, ma ci siamo divertiti da matti! Ha ricreato un’atmosfera fantastica per raccontare il buono e il cattivo che ognuno di noi ha dentro di sé.

Progetti per il futuro: santi, diavoli o Babalù?
In futuro cercheremo di portare avanti la nostra idea di Babalù, semplicemente facendo conoscere la nostra musica a più gente possibile.

Nel ringraziare i Babalù per l’intervista che ci hanno concesso, canticchio il loro ritornello:
È un mondo di sasso da vivere lo stesso, con cose da rifare, e non dimenticare mai di vivere lo stesso e di tentare un sorpasso!

Foto di Fabiana Belmonte

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