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“Canzone senza un addio” di Rocco Rosignoli, intervista

Ascoltiamo "Canzone senza un addio", il nuovo singolo di Rocco Rosignoli, scoprendone insieme il significato con un'intervista all'autore.

Nato a Parma nel 1982, Rocco Rosignoli è un artista poliedrico che incarna perfettamente la figura del cantautore moderno, unendo alla scrittura musicale la passione per la poesia, la saggistica e il teatro. La sua caratteristica principale è la versatilità: Rosignoli è infatti un polistrumentista, capace di suonare:

  • il violino;
  • la chitarra;
  • il mandolino;
  • il basso elettrico;
  • diversi altri strumenti.

Il cantautore si distingue inoltre per la particolare cura dedicata alla qualità letteraria e compositiva dei brani, con una ricerca lessicale e musicale strutturata che caratterizza tutta la sua ricca produzione discografica, tra album inediti ed EP. Oggi vi presentiamo il suo nuovo singolo: Canzone senza un addio.

Concetto chiave Dettagli dal testo
Artista Rocco Rosignoli (Parma, 1982)
Ruolo e versatilità Cantautore moderno, polistrumentista, saggista, poeta, attore teatrale
Nuovo singolo Canzone senza un addio
Riferimenti musicali Echi del Carnevale di Venezia e del Rondò Veneziano (Sinfonia per un addio)
Strumentazione usata Chitarra classica, violino, viola
Progetti futuri Rilascio graduale di singoli digitali; brano in arrivo: “L’asina vede l’angelo”

Il nuovo singolo: “Canzone senza un addio”

A confermare la grande attenzione per la qualità letteraria della sua produzione è l’uscita del suo nuovo singolo, intitolato “Canzone senza un addio”. Il pezzo viene così descritto dal cantautore:

“Canzone senza un addio” è un viaggio in una Venezia che non è mai davvero Venezia. Il panorama è una parete di ceramica dipinta, la gondola è un souvenir di plastica dorata, i vetri di Murano sono autentici ma ripresi su un tavolo di casa. Niente di questo video è stato girato nella città lagunare — eppure Venezia c’è, in ogni inquadratura, come presenza evocata e mai raggiunta. È la stessa distanza che abita la canzone: due persone nello stesso posto, nello stesso momento, ma che non riescono a toccarsi davvero. Il labirinto d’acque come specchio di un amore che non trova le parole per finire — e forse non le cerca nemmeno. Una ballata decadente, con echi del Carnevale di Venezia e del Rondò Veneziano.”

La nostra intervista a Rocco Rosignoli

Origine e ispirazione di Canzone senza un addio

Da dove è nata l’idea per questo brano? Come è arrivata l’ispirazione per Canzone senza un addio? Racconta una storia vissuta in prima persona o nasce piuttosto dall’osservazione di una situazione dall’esterno?

“L’idea nasce credo dalla scintilla dei primi due versi. Non so perché in quel giorno il mio pensiero sia andato a Venezia e al suo labirinto d’acque – ma da lì il resto della canzone è fluito naturalmente, con i luoghi comuni da cartolina che si accumulavano. E intanto appariva una coppia protagonista, che si trovava muta e distante, immersa in questo scenario che tutti riconoscono ma nessuno conosce davvero. Non è una storia vissuta da me, per fortuna, né una storia che ho visto accadere per qualcun altro: è una storia costruita, architettata, consapevolmente artificiosa, ma in modo da risultare credibile.”

Il mistero visivo di una Venezia senza Venezia

Il mistero di Venezia: Nella presentazione del pezzo dice che Venezia c’è in ogni inquadratura ma in realtà il video non è stato girato lì. Come mai questa scelta?

“Perché la Venezia della canzone non è Venezia: è la cartolina di sé che la città vende ai turisti, che è allo stesso tempo l’unico modo che ha per sopravvivere, e in buona misura anche il suo patto col diavolo – perdere l’anima, trasformarla in un simulacro, in un souvenir. Avevo molte idee per questo video, alcune più semplici e altre più complesse. Poi un giorno ero in vacanza con la mia famiglia a Senigallia e camminando sotto il sole a picco siamo passati davanti a un muretto rivestito di ceramica, e le sue piastrelle dipinte raffiguravano scene veneziane, e ho pensato “ma è perfetto!” Una Venezia che non è Venezia, una Venezia bidimensionale, una cartolina di ceramica in un luogo distante centinaia di chilometri. E così le riprese al ralenti di quella parete sono diventate l’ossatura visiva di questo video.”

L’intreccio strumentale e la scelta della viola

All’interno del brano si percepisce un ricco intreccio strumentale. Dal suo punto di vista di compositore e polistrumentista, qual è lo strumento principale della canzone, ovvero quello che secondo lei riesce a evocare meglio le sensazioni e le atmosfere che desiderava trasmettere questo brano?

“A reggere il cantato è sicuramente la mia fedele chitarra classica; ma forse la voce che più dà sapore al brano è la viola, lamentosa e sottotono. Come lei sa, suono il violino; da un anno ho aggiunto anche la viola alla mia collezione di strumenti, e avere anche questa risorsa mi dà la possibilità di costruire parti di archi decisamente più profonde, più tridimensionali dal punto di vista sonoro. Ho studiato e composto la sezione di archi (viola, violino I e II) per ricordare la famosissima “Sinfonia per un addio” del Rondò Veneziano: gli archi balzati a metà della terza strofa ne sono una citazione piuttosto evidente. E nello strumentale tra le due strofe, la viola ripropone proprio il tema di quella sinfonia pop, che nell’originale era affidato al violoncello.”

I silenzi complessi e lo stato emotivo dei personaggi

Il pezzo parla di dinamiche umane e di silenzi complessi in cui molti si possono rispecchiare. Qual è il messaggio principale che spera possa arrivare a chi ascolta Canzone senza un addio per la prima volta?

“Nonostante mi sia occupato a lungo di canzone politica, credo che le mie canzoni più riuscite siano quelle in cui rinuncio a lanciare un messaggio e scelgo di disegnare uno stato emotivo. Sia ben chiaro: non rinnego il resto del mio percorso, l’ho fatto anche da poco e lo rifarò di sicuro, ma in questa “Canzone senza un addio” non c’è un messaggio. C’è una storia, c’è uno scenario; c’è una trama che non è un plot, c’è un senso di precarietà e sospensione che sono i veri protagonisti del componimento. Poi se qualcuno vorrà leggerci una critica alla società consumistica, al turismo mordi e fuggi, all’atomizzazione sociale, ben venga: è tutto presente davvero, in questo testo. Ma alla base c’è solo la voglia di descrivere una distanza dal luogo in cui si è che corrisponde alla distanza intima tra due persone.”

I progetti per il futuro e l’anticipazione del nuovo album

Quali sono i suoi progetti per il futuro? Ora che Canzone senza un addio è finalmente disponibile, cosa dobbiamo aspettarci? Ha già in cantiere un nuovo album?

“Il nuovo album non sarà propriamente un album: sarà una serie di canzoni, che farò uscire a intervalli più o meno regolari sui miei canali e sulle piattaforme di streaming. La prossima a uscire (ancora non so quando) si intitolerà “L’asina vede l’angelo”, e vedrà la partecipazione straordinaria alla tromba della mia cara amica Giovanna Dazzi, che molti conoscono come eccezionale cantante, ma che ho voluto coinvolgere in questa veste insolita perché ha un piglio musicale tra il blues e il soul che si adattava perfettamente allo spirito della canzone, che è la caricatura di una funeral march stile New Orleans… vi farò sapere quando deciderò di pubblicarla, mi piacerebbe realizzare un video con un’asina vera come protagonista, e questo probabilmente allungherà i tempi: essendo le asine animali molto intelligenti, quelle a cui l’ho proposta fino a oggi hanno rifiutato la parte.”

Fonte immagine in evidenza: sito web di Rocco Rosignoli

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