Canzoni dei System of a Down: 4 da ascoltare

Canzoni dei System of a Down

Icone della scena nu-metal globale, conosciuti anche con l’acronimo di SOAD, i System of a Down sono uno tra i gruppi alternative metal più influenti e famosi della scena musicale del genere. Il gruppo statunitense di origine armena ha venduto più di 20 milioni di dischi, dal 1994 ad oggi. I SOAD si fanno notare per numerose influenze artistiche e per il loro impegno sociale e politico. Ecco quattro canzoni dei System of a Down da ascoltare.

Chop Suey!

https://www.youtube.com/watch?v=CSvFpBOe8eY

Chop Suey! È probabilmente la canzone più importante e conosciuta di tutta la discografia tra le varie canzoni dei System of a Down, avendo raggiunto ben oltre un miliardo di ascolti sulla sola piattaforma di Spotify. La traccia è un singolo, estratto dall’album in studio Toxicity, pubblicato nel 2001. Il brano avrebbe dovuto inizialmente prendere il nome di Suicide ma a causa di pressioni esercitate dalla casa discografica Columbia Records, il titolo fu modificato in Chop Suey!, in riferimento ad un piatto della cucina cinese, che viene anche mostrato nel video musicale del pezzo, ma anche perché indica la parola Suicide tagliata a metà. Il testo della canzone, tra le altre cose, contiene alcune citazioni dei vangeli tratte dalle ultime parole pronunciate da Gesù come ad esempio “Father into your hands I commend my spirit” o “Father, why have you forsaken me?”. Il video musicale mostra due concerti della band, sovrapposti, in cui la band esegue il brano. La traccia è valsa al gruppo una candidatura ai Grammy Awards come miglior performance metal nel 2002.

Toxicity

https://www.youtube.com/watch?v=iywaBOMvYLI

Toxicity è un singolo pubblicato successivamente a Chop Suey! Come secondo estratto dell’album omonimo di cui è la dodicesima traccia. La canzone è conosciuta tra i fan per via dei suoi vocals aggressivi e per via della batteria che accompagna tutta la composizione. Il video, in questo caso, mostra il gruppo intento a performare la canzone in una stanza scura ed in una bianca, nelle quali è presente il pubblico. Il testo è stato scritto completamente da Serj Tankian e ad oggi è una delle canzoni dei System of a Down più amate dai fan del collettivo, con 820 milioni di ascolti sulle piattaforme di streaming musicale.

Lonley Day

https://www.youtube.com/watch?v=DnGdoEa1tPg

Altro pezzo molto amato tra le canzoni dei System of a Down è Lonley Day. Pubblicato nel 2006, è un singolo estratto dall’album, Hypnotize. La ballata fu composta nella quasi totalità dal chitarrista della band, Daron Malakian, per l’occasione cantante dell’intero brano. Il video della canzone mostra il gruppo nell’autobus da loro utilizzato per i tour, mentre guardano fuori dai finestrini i fuochi artificiali (rappresentanti la solitudine). All’interno del video musicale è contenuto anche un riferimento ai Pink Floyd, quando, nel video vengono mostrati due uomini che si stringono la mano. Il brano ha ricevuto una candidatura ai Grammy, nel 2007, per la miglior interpretazione hard rock ed inoltre, è presente nel film Disturbia, pur non facendo parte della colonna sonora.

B.Y.O.B.

https://www.youtube.com/watch?v=zUzd9KyIDrM

B.Y.O.B. è un singolo pubblicato come estratto del quarto album in studio Mezmerize. Il brano è forse una delle canzoni dei System of a Down più impegnate insieme a BOOM, poichè, tratta nel suo testo della guerra in Iraq. Il titolo è l’acronimo per Bring Your Own Bombs, ovvero “porta le tue stesse bombe”, utilizzato per mostrare le barbarie e violenze del conflitto. Il testo si fa portatore, in maniera anche molto forte ed impegnata, di una protesta contro l’invasione dell’Iraq. Il videoclip mostra una schiera di soldati marcianti, mentre i SOAD suonano il brano. Il gruppo viene ripreso anche in un night club in cui i militari fanno irruzione, forzando i presenti ad indossare le loro maschere. Ciò è un’allegoria del popolo schiavo nei confronti dell’esercito, dei mass media e della brutalità quotidiana. Nel 2006 il brano vinse il Grammy Award alla migliore interpretazione hard rock.

Fonte immagine: Wikimedia Commons

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