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Eroica Fenice

Tommaso Primo

Fate, sirene e samurai: il disco di Tommaso Primo

Oggi, giovedì 3 dicembre alle 18:30 presso lo Spazio Nea sarà presentato “Fate, sirene e samurai”, l’album d’esordio del cantautore napoletano Tommaso Primo, prodotto dalle etichette partenopee FullHeads e AreaLive e distribuito da iCompany.

Il cantautore napoletano, già noto al pubblico per  l’Ep “Posillipo Interno 3” uscito nel 2013, racconta in questo disco dieci storie moderne che rimandano a mondi differenti anche dal punto di vista musicale. Con una nuova maturità artistica la voce di Tommaso Primo fa risuonare testi di un certo spessore con un accompagnamento musicale che mescola la tradizione napoletana,  la world music e  il pop: il risultato è un album d’esordio poliedrico ed originale.

Avevo avuto modo di fare due chiacchiere con Tommaso già l’anno scorso e, con la solita gentilezza che lo contraddistingue, non si è sottratto nemmeno questa volta ad una piccola intervista nella quale racconta come è nato il suo primo disco.

Fate, sirene e samurai: l’intervista a Tommaso Primo

Partiamo dal titolo: chi sono le fate, le sirene e i samurai?

Sono le tre anime del disco: una brasiliana, tropicalista, rappresentata dalla “fata”, una partenopea, che vede nella “sirena” il suo emblema e, infine, una nipponica, il “samurai” legata ai cartoni animati giapponesi che tanto hanno dato alla mia formazione culturale.

Napoli è l’emblema della contaminazione di culture, idee, persone e musica provenienti da mondi diversi che si incontrano e riescono ad armonizzarsi perfettamente. Nel tuo disco questo emerge chiaramente. Da dove vengono le tue ispirazioni e “contaminazioni”?

Da tutte le cose che mi colpiscono, non solo inerenti al campo semantico “canzone”. M’ispiro ai film di Fellini, al cinema animato di Miyazaghi, ai capolavori della Disney ma anche al cibo, ai testi di Veloso, alla ragazza che mi piaceva da bambino. Le canzoni nascono da un insieme d’innumerevoli fattori che combaciano. Ti dico una cosa però: l’attimo in cui una canzone arriva è un momento prettamente mistico, io personalmente dico sempre che è Dio o chi per lui ad accendere il fuoco e da lì, poi, provo a costruirci su.

Com’è nata Prayer for Kumbaya?

La vera origine di questa canzone ha radici remote che poco hanno a che vedere con l’attuale testo. Da bambino, mia nonna, per farmi mangiare, mi diceva sempre “Pensa ai bambini africani”. Ho portato per anni dentro di me questa frase; poi, un giorno conobbi una ragazza di Brescia e dopo averle raccontato questa storia, mi disse ” Anche mia nonna, quando da piccola facevo i capricci per mangiare, diceva sempre pensa ai bimbi di Napoli”. SBAM !!! Si è sempre il SUD di qualcuno,pensai, ma l’AFRICA è il Sud dei Sud, il posto dove tutto ha avuto inizio e dove, ogni giorno, più di un’anima innocente s’adda murì ‘e famme pe’ fa mangià a nuje, viziati fanciulli occidentali. Sei la prima persona a cui lo racconto.

Alcune collaborazioni importanti, come quella con Dario Sansone, arricchiscono il tuo disco. Raccontami qualcosa di quest’esperienza.

Dico sempre che le collaborazioni devono avvenire soltanto se veramente sentite. Dario Sansone è un fratello maggiore per me, una persona priva di qualsiasi forma di gelosia o cattiveria, un essere umano raro che ho avuto l’onore di conoscere e che tanto mi ha aiutato nella realizzazione di questo nuovo disco. Fede’n’Marlen, invece, le ho cercate tantissimo, le ho volute prima ancora di conoscerle personalmente e ti svelo un segreto, prima ancora di ascoltarle. La mia anima mi ha portato a loro e sapevo che sarebbe nata un’intesa. Federica è una principessa, dolce e buona, Marilena, invece, una guerriera dal cuore buono con una sensibilità straripante. Poi c’è Danise, un pianista straordinario, tra i più grandi talenti che Napoli, in questo momento, ha da offrire al mondo.

Quanto ti senti cambiato dal punto di vista artistico rispetto ai tempi di “Gioia”?

Fate, sirene e samurai è un disco molto diverso da “Posillipo Interno 3”. Con quest’album sono diventato finalmente Tommaso Primo. Dario Sansone, dice sempre che io ho un originale modo naiff di raccontare le cose.   È un bellissimo complimento. Per quanto riguarda il suono, il merito va al grande Enzo Foniciello, in arte Phonix che ha saputo inventare un suono Pop World nuovo, fresco, mai sentito nella musica napoletana. Non so se questo disco sarà considerato bello o brutto, una cosa è certa:sarà originale, originale assaje.

Grazie, Tommaso, e in bocca al lupo!

 

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